Forlì, Udc in difesa della medicina territoriale

Forlì, Udc in difesa della medicina territoriale

FORLI' - "In merito alla medicina territoriale ritengo che la politica dei tagli non sia quella giusta: si potrà risparmiare certo qualche soldo oggi, ma si rischia di mettere le basi per un futuro impoverimento in termini di presenza sanitaria nei territori periferici". Con queste parole il segretario provinciale UDC Andrea Pasini parla di sanità

 

"L'impegno assunto dall'Azienda Usl di Forlì - ribadisce Pasini - di potenziare i servizi territoriali, per dare garanzie ai cittadini è il presupposto per sviluppo economico e sociale: non può certo essere considerato un vincolo, ma bensì una risorsa per soddisfare le persone, specie quelle più deboli. Mi riferisco agli undici Nuclei di Cure Primarie, agli Hospice (Forlimpopoli e Dovadola), ai Country Hospital (Modigliana e Premilcuore), che, complessivamente sono una rete preziosa e indispensabile per garantire risposte efficaci ai cittadini di questi territori".

 

"Non si può, inoltre, mettere in discussione l'offerta di posti letto per anziani non autosufficienti, e per malati di Alzahimer, (che rientra nei limiti regionali del 4% degli ultra sessantacinquenni): questa nuova concezione di sanità meno "ospedalocentrica", in più, ha portato vantaggi in termini di "consumo" di servizi sanitari, tanto che la nostra Ausl, nel 2009, presenta il minor tasso di ospedalizzazione regionale (167,86 per mille abitanti contro una media del 175,04)".

 

"Se da una parte è condivisibile intervenire sulla spesa farmaceutica, sulle prestazioni specialistiche, sul ruolo di Area Vasta, dall'altra non si capisce quali vantaggi possa portare il ridimensionamento di servizi (come Medicina Post-Acuti, Hospice o Country Hospital) simbolo dell'integrazione fra ospedale e territorio, vanificando, fra l'altro, il lavoro dei medici che tanto si sono impegnati in tali opere di riorganizzazione: insomma, se questo territorio aveva un modello assistenziale condiviso, oggi non si capisce quale nuova progettualità si propone, sempre che ne esista una: una buona sanità si fa mettendo al centro i bisogni del cittadino nel proprio territorio di vita".

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