Forlì: ultimo appuntamento de "L’Occidente nel labirinto"

Forlì: ultimo appuntamento de "L’Occidente nel labirinto"

FORLI' - Lunedì 12 gennaio 2009 a Forlì, nel Ridotto del Teatro Comunale "Diego Fabbri", con inizio alle ore 21.00, si terrà lo spettacolo Primavera in inverno. La Winterreise di Franz Schubert", testo scritto da Andrea Panzavolta per voce recitante, basso e pianoforte: si tratta dell'evento conclusivo del festival "L'occidente nel labirinto. Il don Chisciotte indispensabile", il ciclo di incontri culturali ideato dal Circolo Acli "L. Valli" in collaborazione con Sadurano Salus, con il Comune di Forlì e la Provincia di Forlì-Cesena.

 

Composta nel 1827, il ciclo di Lieder (composizioni da camera su testi poetici con voce solista accompagnata al pianoforte) Winterreise ("Viaggio in inverno") è il penultimo della sterminata produzione liederistica di Schubert. "Ciclo di Lieder terrificanti", pare chiamasse Franz Schubert l'opera che in un certo senso compendia mirabilmente la sua Stimmung, ora incandescente ora raggelata in uno sconforto senza speranza. Certo è che le poesie di Wilhelm Muller sono come trasfigurate dalla musica schubertiana: Die Winterreise si svela stazione dopo stazione, come un movimento che progressivamente si rivolge su se stesso, come una marcia che traccia il segno di una spirale. E' una marcia apparente. Non c'è vero approdo perché il Wanderer, il Viandante schubertiano scopre alla fine soltanto un proprio doppio. E' l'amaro ed agghiacciante riconoscimento di un proprio io, ormai ridotto come naufrago. Il paradosso è che lo spettatore del naufragio è a sua volta il naufrago che si specchia nella conseguenza del cataclisma. Un lungo errare nello spazio vuoto conduce a scovare l'ultimo uomo, l'unico sopravvissuto a questa strage - molto leopardiana - di tutte le illusioni. Eppure qualcosa sembra germogliare anche in questa landa coperta dal ghiaccio: "Mi si può rimproverare per aver sognato la primavera in inverno?", si domanda a un certo punto il protagonista. E' la (tiepida) speranza che solo l'arte, e segnatamente la musica che dell'arte è il supremo fastigio, possa aprire all'uomo un varco per l'Oltre?

 

Sulla scorta di questo germoglio, Andrea Panzavolta ha realizzato un testo fortemente drammatico, che scende come uno specillo nelle pieghe più riposte della sconvolgente partitura schubertiana. Partendo da un quadro di Klimt, andato distrutto nel corso dell'ultima guerra e di cui è rimasta solo una riproduzione fotografica, e dal celebre saggio "Il perturbante" di Sigmund Freud, l'Autore abbandona subito il taglio saggistico per sceglierne uno eminentemente letterario, il solo capace di investigare il bruciante segreto nascosto nel cuore di Schubert. Qual è in verità il viaggio in inverno compiuto da Schubert? In quale remoto episodio della sua infanzia affonda le radici? Di che cosa, o meglio: di chi è alla ricerca? E ancora: l'arte può salvarci dalle continue abrasioni, dagli incessanti distacchi che disfanno la vita?

 

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"Primavera in inverno" sarà interprato da Claudio Angelini, uno dei più stretti collaboratori di Panzavolta nonché uno dei più seri e raffinati operatori culturali di Forlì. A lui è affidata la narrazione del viaggio, mentre spetterà al Basso Gabriele Lombardi, accompagnato al pianoforte dal Maestro Filippo Pantieri, il difficile compito di dare voce alle intermittenze del cuore di Schubert. Le scenografie, pensate quali variazioni al quadro di Klimt con cui si aprirà lo spettacolo e capaci di cogliere gli intensissimi, lenticolari, mercuriali cromatismi della musica schubertiana, sono di Elena Candoli, apprezzata artista cesenate.

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