Forlì, un campo di lavoro per i progetti di pace in Palestina

Forlì, un campo di lavoro per i progetti di pace in Palestina

Forlì, un campo di lavoro per i progetti di pace in Palestina

FORLI' - Un campo di lavoro per sostenere i progetti di pace in Palestina. E' "Shalom 2011", la proposta per un'estate diversa lanciata da Comitato per la lotta contro la fame nel mondo, onlus "PiGi Promozione Giovanile", Caritas di Forlì-Bertinoro e Centro Missionario diocesano. Destinatari sono i giovani forlivesi dai 16 anni in su, che vogliano vivere almeno una settimana tutta cuore e solidarietà. Il singolare campo giunge alla terza edizione con un crescente numero di giovani: quest'anno saranno quaranta.

 

"E' suggestivo - dichiara Maria Teresa Battistini, una delle colonne dell'ormai  leggendario Comitato fondato nel 1963 da Annalena Tonelli - che molti ragazzi, nonostante la fatica e il sudore, ritornino ogni estate a ripetere l'esperienza". Dal 19 al 26 giugno, il "Shalom" coinvolgerà numerose parrocchie del territorio per la raccolta e cernita di materiale usato. Esiste già un calendario: Regina Pacis il 20, Bussecchio il 21, Ca Ossi il 22, Santa Caterina il 23 e San Giovanni Evangelista il 24. Il gran finale sabato 25, in giro per il forese, passando per San Martino in Villafranca, San Tomè, Roncadello e Malmissole.

 

Accolti per una settimana nel seminario vescovile di via Lunga, i giovani volontari, coordinati da Andrea Turchi, si faranno "cenciaioli per amore, per condivisione e per servizio", secondo lo stile consolidato dell'onlus "Comitato per la lotta contro la fame nel mondo". "Un campo che si chiama Shalom - riprende Maria Teresa Battistini - non dà spazio ad equivoci: la pace è un'opera, una costruzione, un lavoro e si realizza solo a condizione di mettersi tutti insieme con un scelta ed un impegno nati dalla disponibilità di tempo, di cuore, di fantasia".

 

Il Comitato metterà a disposizione esperienza e mezzi di trasporto. Poi toccherà ai ragazzi di "Shalom" andare casa per casa a raccogliere mobili, oggettistica, libri e indumenti. La sera sono previsti momenti di gioco, riflessione, testimonianze e video sui valori della riconciliazione fra i popoli. Tutto farà brodo per entrare nello spirito del "Campo Shalom".

 

"Se manca la pace - si legge in un tabellone appeso nella sala incontri del Comitato - è perché abbiamo dimenticato di appartenere agli altri". Archiviate l'esperienza 2009, che ha fruttato un aiuto concreto alla popolazione eritrea, e quella 2010, andata a sostegno della riabilitazione dei bambini palestinesi traumatizzati dalla guerra, il terzo "Campo Shalom" darà forza ai progetti di pace avviati dalla Caritas internazionale nella Palestina occupata militarmente da Israele, e persino nella striscia di Gaza.

 

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Piero Ghetti

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