Forlì: un gioello restituito alla città. Restauro della Sala del Bibiena

Forlì: un gioello restituito alla città. Restauro della Sala del Bibiena

Forlì: un gioello restituito alla città. Restauro della Sala del Bibiena

Nuovo risalto ad un gioiello della città di Forlì. Grazie al lascito testamentario del forlivese Euro Bentini (1922-2007), si provvederà al restauro completo della Sala Bibiena o Sala dei Fasti (oggi Sala del Consiglio) con i suoi affreschi realizzati, appunto, sulla base di cartoni disegnati dal grande architetto Antonio Galli Bibiena, terminati nel 1763. L'importo complessivo del restauro ammonta a 196mila euro. Nuova vita alla sala più prestigiosa del Palazzo Comunale.

 

"Nel testamento il dottor Bentini aveva specificato che la somma destinata al Comune fosse utilizzata per l'acquisto o il restauro di un bene artistico - spiega l'assessore comunale al bilancio, Lodovico Buffadini - abbiamo pensato che questa sarebbe stata un'opportunità unica per la rivalorizzazione di questa sala, nelle sua totalità. Bentini ha lasciato somme simili anche alla casa di riposo Zangheri, all'Ausl e all'Avis".

 

Durante i lavori, che dureranno tra i 6 ed i 7 mesi, con probabile inizio dopo l'estate, tornerà alla luce un'altra bellezza della città, la ex Sala del consiglio provinciale (Clamandrei), dove si terrà il consiglio comunale durante le opere di restauro.

 

Si tratta di 614,76 metri quadri di superfici dipinte, che rappresentano sei episodi gloriosi per la città, che, dopo il restauro del 1948, non sono quasi più state toccate. Le tempere monocrome sulle pareti, realizzate dal pittore forlivese Giuseppe Marchetti e dagli allievi del Bibiena, sono state esposte alle polveri del tempo e ad infiltrazioni d'acqua, specialmente nella volta.

 

"Si tratta di tempere su intonaco - sottolinea il progettista dell'intervento di restauro, Andrea Savorelli - tipiche del periodo neoclassico, termine Barochetto, che andranno completamente ripulite. Verranno smontati i banchi del consiglio comunale, mentre le pedane verranno lasciate, e poi montato un ponteggio complessivo più un sottoponte che consenta l'accesso alla volta".

 

"Le assemblee del consiglio comunale iniziarono a tenersi in questa sala da 1953, dopo la realizzazione degli arredi - continua l'assessore comunale all'urbanistica, Gabriele Zelli - si tratta di una sala di grande importanza storica, che i turisti apprezzano moltissimo".

 

"Sono ben pochi a conoscere la bellezza di questa sala - fa eco l'assessore alla cultura, Gianfranco Marzocchi - che viene vissuta ormai solo come luogo della politica. Dopo il restauro lo scopo è quello di riconsegnarla come luogo della memoria storica".

 

Chiara Fabbri

 

 

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