Forlì, un incidente e poi l'odissea: la storia di Romano Nunziatini

Forlì, un incidente e poi l'odissea: la storia di Romano Nunziatini

Forlì, un incidente e poi l'odissea: la storia di Romano Nunziatini

Una telefonata e la vita di Elena Nunziatini, forlivese da 24 anni in Repubblica Dominicana alla guida di un'Ong, si trova sconvolta: dall'altro capo del filo la informano che il padre Romano, 76 anni, ha avuto un grave incidente in Repubblica Ceca, mentre era alla guida della sua auto. Un fulmine a ciel sereno che la spinge a riannodare i fili con la sua città e cercare l'aiuto delle istituzioni. Una vera e propria odissea, conclusasi per fortuna a lieto fine.

 

Grazie alla proficua collaborazione fra Comune di Forlì, Cancelleria consolare dell'Ambasciata d'Italia a Praga, Croce Rossa di Forlì e Bologna, Prefettura dei Forlì-Cesena e Bologna, Dipartimento dell'Emergenza dell'Ausl di Forlì, riesce, così, a riportare a casa il padre, ricoverato da ieri sera, mercoledì 15 settembre, in Terapia Intensiva all'ospedale "Morgagni-Pierantoni", nell'U.O. di Medicina d'Urgenza diretta dal dottor Alberto Vandelli.

 

Oggi la signora Elena ha voluto esprimere pubblicamente, alla presenza della stampa, tutta la sua gratitudine per quanto fatto dai diversi attori coinvolti nella vicenda.


Una vicenda iniziata alle ore 13 del 28 agosto, quando il signor Romano Nunziatini, residente a San Martino in Strada, è vittima di un grosso incidente stradale vicino a Brno, in Repubblica Ceka. «Mio padre stava tornando dalla Polonia, dove aveva accompagnato la sua compagna, di origine polacca, a trovare la famiglia - racconta Elena - dopo il sinistro, che ha coinvolto ben 9 vetture, è stato subito trasportato all'ospedale "Fakultni Nemocnice" di Brno in condizioni critiche, con fratture multiple, trauma cranico, perforazione polmonare, costole, spalla e bacino rotti». Il signor Nunziatini rimane in coma farmacologico ben 7 giorni, mentre la figlia si mette all'opera per riportarlo in Romagna. «Sono stata avvisata dell'incidente il giorno dopo, il 29 agosto - prosegue Elena - per me era un periodo di intenso lavoro visto che, come direttrice di un'Ong, stavo pianificando le attività per il 2011. Ho dovuto lasciare tutto e ricostruire la rete di relazioni lasciate 24 anni fa, quando mi sono trasferita in Repubblica Dominicana». Per prima cosa, Elena contatta la cancelleria consolare dell'Ambasciata italiana a Praga, trovando in Paula Privoznikova un prezioso aiuto. Quindi, si rivolge al Comune di Forlì, nella persona di Paolo Ragazzini, presidente del Consiglio comunale, già allertato da alcuni vicini di casa del signor Romano.

 

«Nelle prime fasi ho seguito tutto via telefono ed e-mail, visto che a Forlì sono arrivata solo domenica scorsa - racconta Elena - intanto, il signor Ragazzini si è messo in contatto con la Croce Rossa di Forlì per organizzare il rientro». «Mi sono rivolto subito a istituzioni che so funzionare bene - chiosa Paolo Ragazzini - senza il contributo della Croce Rossa sarebbe stato impossibile pianificare il viaggio». L'operazione, infatti, non è facile, visto che il signor Romano, una volta risvegliatosi dal coma, non riesce comunque a respirare da solo a causa della perforazione polmonare. La presenza del drenaggio obbliga i sanitari a escludere il rientro tramite volo aereo e optare per il trsporto in ambulanza. «Per tutto il periodo che è stato ritrovato a Brno mio padre ha ricevuto un'assistenza eccellente - spiega la figlia - tuttavia, coi medici c'era una barriera comunicativa che rendeva difficle il rapporto: lui parla solo italiano e dialetto, loro inglese, così sono stati gli stessi professionisti ceki a suggerire di trasferirlo al più presto in Italia, tanto più che la compagna era già stata trasferita in una struttura polacca». In un primo tempo si pensa di ricoverarlo a Bologna, così Pierluigi Rosetti, presidente della Croce Rossa di Forlì, si mette in contatto con Maurizio Menarini, suo omologo della Croce Rossa di Bologna, per organizzare il trasporto. «Come Croce Rossa abbiamo raccolto tutte le informazioni sanitarie sul paziente e cercato la collaborazione della Croce Rossa di Bologna, che ha predisposto un'equipe con tanto di anestesista medico e rianimatore - illustra Rosetti - per partire, tuttavia, abbiamo dovuto attendere che le condizioni del paziente si stabilizzassero ulteriormente, perché l'ambulanza non può trasportare oltre una certa quantità di ossigeno». Il mezzo è così partito da Bologna martedì alle 21, è arrivato a Brno alle 9 di mercoledì e dopo aver caricato in totale sicurezza il signor Romano alle 22.45, l'ha lasciato all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì, dov'è stato accolto dal dottor Vandelli e dalla sue equipe medico-infermieristica al completo. «Alla fine mio padre ha preferito essere ricoverato nell'ospedale della sua città - rivela Elena - in Medicina d'Urgenza avevano già predisposto tutto nel migliore dei modi per fornirgli un'assistenza adeguata. Evidentemente, quando c'è vocazione al servizio, le cose funzionano». La sua gratitudine è comunque a 360 gradi. «Desidero ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato: Paula Privoznikova, Paolo Ragazzini, Pierluigi Rosetti, Maurizio Menarini, Alberto Vandelli e la sua equipe, nonché le Prefetture di Forlì-Cesena e Bologna - dichiara - da parte di ciascuno ho riscontrato massima professionalità e capacità: rincontrare la mia municipalità dopo tanti anni è stato così un piacere e un onore».


Soddisfazione viene espressa anche dal presidente del Consiglio comunale Paolo Ragazzini, il cui ufficio, in queste settimane, ha funzionato da "Unità di crisi". «A mio avviso - commenta - si tratta di una gran bella storia, partita male ma poi, in virtù dell'impegno di tutti, conclusasi col lieto fine». 

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