Forlì, un maestro a �La Cura della Cultura�

Forlì, un maestro a “La Cura della Cultura”

Forlì, un maestro a �La Cura della Cultura�

FORLI' - Luigi Francesco Agnati, professore ordinario di Fisiologia Umana, è stato protagonista ieri all'ospedale di Forlì del terzo appuntamento del Ciclo "La cura della Cultura", dove ha tenuto una lezione su "Il cervello dell'uomo tra scienza e cultura".

 

Agnati è stato un protagonista vero. Non è facile oggi ascoltare dei veri maestri, delle persone in grado di insegnare a pensare, spaziando in tutti i settori della cultura. Il prof.Luigi Agnati si presentava con un curriculum di altissimo livello, ma la differenza, quella che distingue davvero un "maestro" dalle persone comuni, è emersa quando ha iniziato a parlare, tenendo "col fiato sospeso" l'atrio dell'ospedale gremito di persone.

 

"Alla ricerca dell'autocoscienza attraverso metafore artistiche e ipotesi neurobiologiche" era il sottotitolo della relazione, iniziata con la metafora di Baars per definire la coscienza : il "teatro interiore".

 

"Hume poneva tre domande fondamentali per lo studio della coscienza - ha esordito Agnati - Dove si trova il teatro interiore? Di quale materiale sono composte le scene rappresentate nel teatro interiore? Come si costruisce il teatro interiore e il personaggio che entro vi opera?"

Per illustrare questo tema il professore ha utilizzato metafore mutuate dal mondo dell'arte e della poesia dal famosissimo quadro del "Narciso alla fonte"di Caravaggio, al Salone degli Specchi di Versailles.

 

"Certamente la capacità di riconoscersi allo specchio è un indice di autocoscienza - ha evidenziato il professore - ma tale capacità è comune anche agli scimpanzé e agli elefanti. Che cosa li distingue in capacità cognitive... dagli uomini? Innanzitutto il rapporto tra peso del cervello con la superficie del corpo e poi la superficie della corteccia cerebrale che nell'uomo è superiore a quella di qualsiasi altro animale. Per quanto riguarda invece la quantità di neuroni... l'uomo pare penalizzato addirittura rispetto ad un topo... ma in realtà ciò che conta veramente è il numero delle sinapsi, cioè il numero di strutture altamente specializzate che consentono la comunicazione tra le cellule del tessuto nervoso"

 

"Ritornando al tema del teatro interiore - ha proseguito il prof.Agnati - la sua essenza è misurabile di più attraverso quello che l'uomo produce in termini di prodotti artistici o filosofici che attraverso le neuroscienze. Eppure è proprio attraverso il teatro interiore che l'uomo interpreta l'ambiente che lo circonda. La mente dell'uomo è simile ad uno specchio ondulato ed appannato, diceva Bacone, e l'immagine che restituisce è fallace, a meno che non lo si corregga dalla superstizione e dall'impostura".

 

Senza dubbio l'incontro con il professore Agnati, presentato dal prof.Venerino Poletti, direttore  dell'U.O. di Pneumologia Interventistica di Forlì, ma anche con i precedenti relatori del ciclo ha dimostrato che la cultura pur "non possedendo alcun principio attivo", ha un effetto benefico sulle persone, non solo quelle "malate".

 

Nel quarto ed ultimo appuntamento del ciclo "La cura della Cultura", previsto per mercoledì 5 maggio, alle 17,30 si parlerà  di "Salute e salvezza" con Paolo Garuti, sacerdote domenicano professore di esegesi e docente di Nuovo testamento e Retorica Antica, introdotto dal presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì Piergiuseppe Dolcini.

 

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