Forlì: �Un pozzo di scienza�, quasi 1300 studenti partecipanti

Forlì: “Un pozzo di scienza”, quasi 1300 studenti partecipanti

FORLI' - Quasi 1.300 studenti e docenti del Liceo Scientifico Paulucci di Calboli di Forlì e degli ITC Matteucci di Forlì e Serra di Cesena hanno aderito quest'anno al progetto "Un pozzo di scienza", proposto da Hera per il terzo anno consecutivo con i contributi dei più prestigiosi Enti di ricerca del territorio e di nomi illustri della scienza.

 

L'iniziativa didattica itinerante- che da 4 anni il Gruppo Hera promuove e sostiene in collaborazione con Fondazione Marino Golinelli - anche quest'anno è stata parte integrante dei programmi didattici degli Istituti Superiori prefiggendosi di avvicinare i giovani alle tematiche scientifiche di maggiore attualità, con particolare attenzione per quelle legate all'ambiente. Infatti gli insegnanti, per il secondo anno consecutivo, sono stati coinvolti attivamente nel progetto fin dalla definizione dei contenuti, con l'obiettivo di affrontare nelle giornate del "Pozzo" temi che sono divenuti parte integrante dei programmi didattici degli istituti.

 

Una partecipazione attiva dunque quella dei 2 istituti superiori coinvolti al progetto che propone anche quest'anno numeri di rilievo: 1.267 studenti coinvolti nella 2 giorni di "full immersion" di Forlì e Cesena, che prevedeva laboratori, lezioni animate, conferenze scientifiche  e mostre.

 

Il programma, visto nel suo insieme, è uno spaccato a trecentosessanta gradi sui temi che compongono il complesso quadro delle problematiche legate alla tutela dell'ambiente e che impongono cambiamenti nel modo di vivere quotidiano.

 

Più specificatamente, il Liceo Scientifico Paulucci di Calboli di Forlì ha ospitato la conferenza ''Bussole per orientarsi tra profezie e previsioni sul clima' con Silvio Gualdi dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia dell'Università di Bologna, quella sui ‘'Cambiamenti climatici: interpretare gli archivi naturali del passato per ottenere risposte utili a comprendere il futuro'' di  Marco Taviani dell'Istituto di Scienze marine del CNR di Bologna e una lezione animata su ‘'Robotica, ambiente ed etica''. Inoltre si è parlato del ‘'Ciclo di vita dei rifiuti: luci e ombre'' con Ivano Vassura del Dipartimento di Chimica industriale e dei materiali dell'Università di Bologna e Stefano Amaducci, responsabile innovazione e sviluppo servizi ambientali del Gruppo Hera. All'ITG Alberti di Forlì si è tenuta la lezione animata sul tema ‘'La scienza di tutti'' a cura di FormaScienza.

 

All'ITC Serra di Cesena si è parlato di ‘'2010, odissea nella biodiversità'' con il vicepresidente del WWF Emilia-Romagna Marco Galaverni, mentre l'incontro con Fabrizio Passarini del Dipartimento di Chimica industriale e dei Materiali dell'Università di Bologna sul tema ‘Viaggio nel mondo dei rifiuti tra problemi e opportunità' slitta a data da destinarsi.

 

L'iniziativa, partita il 3 febbraio a Modena, si concluderà il 27 febbraio a Rimini e vede  il coinvolgimento di una trentina di scuole, per un totale di oltre 8.000 studenti coinvolti in 130 laboratori didattici, 43 incontri scientifici, 2 mostre divulgative itineranti, svolte in 9 tappe distribuite su 6 province emiliano-romagnole.

 

La ricerca

Quest'anno il programma proposto prende lo spunto dalla ricerca ‘Giovani e Ambiente', svolta da Hera in collaborazione con Observa - Science in Society (uno dei centri più accreditati a livello europeo per lo studio dei rapporti tra scienza e società) tramite questionario fra dicembre 2009 e gennaio 2010, che ha coinvolto oltre un migliaio di studenti delle scuole superiori della nostra regione

 

Oltre il 30% dei giovani intervistati considera infatti come il più rilevante il problema del degrado ambientale e solo il 23% quello della crisi economica, mentre  ben il 58% è convinto che alla salute nuoccia soprattutto l'inquinamento prodotto dal traffico rispetto ad altre fonti. Hanno molta fiducia negli scienziati (89%) e nei tecnici delle società ambientali (65%), poca nei politici (11,2%) e negli imprenditori (7,5%).

 

In generale comunque le nuove generazioni si mostrano molto documentate e consapevoli, circa il 60% dei giovani intervistati si considera abbastanza sensibile ai problemi ambientali e un altro 10% addirittura molto sensibile, ma il dato più significativo è che l'80% vorrebbe saperne di più sull'ambiente.

 

Proprio i risultati della ricerca sono stati un valido spunto per introdurre alcuni temi dell'edizione 2010, che avrà al centro gli esiti della conferenza di Copenhagen sull'emergenza climatica; argomento al quale si collegano molte delle attività interattive e di laboratorio che rappresentano la principale novità.

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