Forlì, una casa famiglia intitolata a don Oreste Benzi

Forlì, una casa famiglia intitolata a don Oreste Benzi

Forlì, una casa famiglia intitolata a don Oreste Benzi

FORLI' - Sarà inaugurata martedì, alle 16, la nuova casa famiglia di pronta accoglienza per bambini allestita a Predappio Alta dall'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII". La struttura sarà intitolata a don Oreste Benzi a tre anni esatti dalla scomparsa, avvenuta a Rimini il 2 novembre 2007. Stesso giorno, stessa ora, il Duomo di Forlì ospiterà una liturgia eucaristica in suffragio del fondatore della "Papa Giovanni", presieduta dal vescovo monsignor Lino Pizzi.

 

Alla messa parteciperà il centinaio circa di forlivesi, fra aderenti come regola di vita e solo simpatizzanti, che si sono fatti carico di portare avanti la grande intuizione d'amore del sacerdote riminese: le case famiglia. "Si tratta di vere famiglie sostitutive - scrive l'Associazione - in cui i nostri membri, 24 ore su 24, condividono la vita delle persone più sfortunate e di numerose battaglie in difesa dei più poveri: dai minori e dai disabili alle vittime della prostituzione schiavizzata, fino alle tante prese di posizione e iniziative contro l'aborto, con un'attività che tende alla rimozione delle cause stesse di povertà.

 

Proprio il 1° novembre 2007 don Oreste era atteso a Forlì per celebrare la Santa Messa in ricordo dei bambini mai nati: "Una telefonata - ricorda il portavoce Daniele Tappari - annunciò che il sacerdote era impossibilitato a partecipare per motivi di salute. Nessuno poteva immaginare che, di lì a qualche ora, la sua vita terrena si sarebbe conclusa". Intitolare la nuova struttura predappiese al fondatore significa "dare risposta al bisogno di tanti bambini, anche piccolissimi, che devono abbandonare la propia famiglia per affrontare un percorso di vita nuovo. Crediamo - continua Tappari - che sia importante affermare concretamente che, pure in momenti di emergenza, i bambini hanno il diritto di vivere in una realtà davvero familiare, dove possano trovare l'affetto di persone che in spirito di gratuità e donazione svolgano per loro il ruolo di mamma e papà". Le case famiglia sono infatti caratterizzate dalla presenza continuativa dei responsabili, che non fanno turni ma vivono con le persone accolte 24 ore su 24, come in una normale famiglia. In questo modo si struttura un legame di appartenenza che risponde ai bisogni profondi del cuore umano.

 

Nel comprensorio forlivese i membri dell'Associazione danno vita a quattro comunità di recupero per tossicodipendenti, in grado di accogliere circa 70 ragazzi in programma terapeutico, ma anche a numerose case famiglia e famiglie aperte, con circa 40 accolti. L'apporto della zona di Forlì alla vita delle case famiglia prevede "incursioni" continuative anche all'estero, con presenze significative in Tanzania, Zambia, Cile, Palestina e, tuttora, in Russia, dove il meldolese Marco Giovannetti è responsabile di una casa famiglia per senza fissa dimora. E non è finita: gli emuli di don Benzi promuovono anche momenti di condivisione in carcere, senza dimenticare il sostegno alle madri che decidono di portare a compimento la loro gravidanza nonostante le tante difficoltà incontrate.

 

Piero Ghetti

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