Forlì, università. Koinè: "Non siamo ancora una città universitaria".

Forlì, università. Koinè: "Non siamo ancora una città universitaria".

Mancano le opportunità per i giovani universitari in Italia? Il problema nasce già all'interno del percorso di studi secondo Riad Guesmi, presidente dell'associazione universitaria Koinè, dove "si è cercato di fare un lavoro per mettere in relazione l'univeristà e il mondo del lavoro ma non è stato completato e portato avanti fino in fondo". Secondo Riad, che dalla Sicilia ha scelto di trasferirsi in Romagna, nel caso di Forlì "si tratta di una città che tende ad essere universitaria ma ancora non lo è".

 

Ma le difficoltà sono legate tutte, secondo il presidente di Koinè, all'organizzazione del nostro ‘sistema-paese'. "La differenza e le opportunità nel nostro paese cambiano tra regione e regione - spiega - figuriamoci quale differenza ci può essere tra il nostro paese e l'estero. Anche per questo la gran parte degli studenti e dei laureati medita l'opportunità di compiere esperienze professionali fuori dai confini italiani". Anche perchè in Italia e anche in ambito locale, "alla meritocrazia non viene dato il giusto valore".

 

"Forlì tende a diventare una città universitaria ma ancora non lo è in tutto e per tutto", aggiunge Riad entrando nello specifico della città in cui vive e in cui opera Koinè. "Da un lato abbiamo un apparato didattico che va più che bene - argomenta -, ma manca una serie di servizi in più che renderebbero Forlì migliore come città universitaria". In questo senso la nascita del campus universitario rappresenterà "certamente una risposta importante, ma ancora non sono chiari i tempi per il completamento dei lavori. Occorre però riconoscere - concludere Riad - che Forlì è uno dei poli più funzionanti della Romagna".

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