Forlì, Valenti (Pdci): "Ancora un 'no' ad Hera"

Forlì, Valenti (Pdci): "Ancora un 'no' ad Hera"

FORLI' - La vendita delle proprietà delle reti dell'acqua e del gas ad Hera, avvenuta a Imola ed a Ravenna, ed ora, "congelata" a Forlì, ha avuto l'assenso stupefacente di parte della sinistra cosiddetta radicale, come del resto avvenuto in questi anni di fusioni-aggregazioni della Holding.

 

Nella  straordinaria crisi di identità della sinistra, il concetto di proprietà, come rapporto sociale, di uso pubblico e di bene comune diviene irreversibilmente categoria dello spirito. Ma la questione della forma pubblica come alternativa nella produzione di beni e di servizi essenziali, è stata uno spartiacque del pensiero politico europeo fra conservatori e progressisti, ed anzi molte formazioni non socialiste sono tuttora indisponibili a qualunque tentativo di privatizzazione/liberalizzazione delle municipalizzate. Perché quindi una simile abdicazione? Spogliate dalle retoriche sulle magnifiche sorti e progressive del liberismo, le motivazioni addotte per questi processi, l'efficientismo produttivo, l'opzione tecnologica e/o organizzativa o la dimensione di scala sono false, spiegazioni che non spiegano.

 

Il salto qualitativo che mette d'accordo tutti indistintamente, va ricercato nella egemonia totalizzante e totalitaria della finanza globale, nell'accettazione acritica delle virtù taumaturgiche del mercato globale e nella sconfitta epocale di una idea alternativa. Addirittura si assiste afoni a casi di eletti di sinistra che siedono nei Consigli d'Amministrazione: è inaccettabile.

 

Questi aspetti ci raccontano di noi, del nostro futuro. Una modernità che riporta indietro l'orologio della storia, quando i diritti sociali erano una concessione del Principe. Si disegna una comunità dove tutto diviene merce, dove tutto si paga, tutto si compra se puoi. Se non puoi sei fuori dal "Mercatone", neo-cittadella del consumo dove si è estraniati e democraticamente ininfluenti. Il cuore pulsante dei processi di accumulazione e di profitto si sposta dai distretti manifatturieri a quelli finanziari e la proprietà che conta non è  più l'economia reale, quella dei produttori ma l'economia di carta. E' indispensabile lottare per ri-pubblicizzare i beni comuni. Già Marx spiegò lo straordinario quanto attuale processo di astrazione dalla merce al danaro: ricominciamo da li.

 

Valenti Denis Loris

Segretario Pdci Forli

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -