Forlì: venerdì la giornata mondiale del sonno

Forlì: venerdì la giornata mondiale del sonno

FORLI' - Dormire bene è sinonimo di buona salute. E' per questo che, venerdì 19 marzo, le U.O. di Pneumologia, diretta dal dott.Fiorino Fiorentini, e di Otorinolaringoiatria, diretta dal prof. Claudio Vicini, offriranno a tutto coloro che hanno, o sospettano avere, disturbi del sonno l'opportunità di un incontro con gli specialisti in tali patologie. Dalle 14 alle 17, dunque, i professionisti riceveranno il pubblico nella Sala Biblioteca al 5° piano del padiglione Nuovo Morgagni, all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì, fornendo informazioni e consigli su come fare "sogni d'oro" e combattere le malattie che lo impediscono, in particolare le apnee ostruttive notturne (Osas). Le due unità operative forlivesi aderiscono alla giornata mondiale del sonno che quest'anno, in Emilia-Romagna, si è deciso di dedicare proprio all'Osas, fattore di rischio importante per problematiche a forte costo sociale come sonnolenza diurna, ictus e ipertensione.

 

Una scelta dettata da una parte dall'alta incidenza dell'Osas, che colpisce il 4% dei maschi e il 2% delle donne fra i 30 e i 65 anni, dall'altra dalla constatazione che la maggior parte sfugge ai controlli. Una recente ricerca condotta da AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) Emilia-Romagna, AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno) e AOOI (Associazione Italiana Otorinolaringologi Ospedalieri), ha, infatti, evidenziato come, in Emilia-Romagna, su oltre 110mila pazienti affetti da Osas, solo 3mila ogni anno siano intercettati dai 17 centri regionali preposti alla cura di tale malattia.

Fra questi vi è anche l'U.O. di Pneumologia dell'Ausl di Forlì che, grazie alla collaborazione dell'U.O. di Otorinolaringoiatria, garantisce un trattamento a 360 gradi dell'Osas, spaziando dalla terapia medica a quella chirurgica, e ponendosi così quale punto di riferimento in Regione.

 

Chi sospetta di soffrire di apnee notturne può rivolgersi per un accertamento all'U.O. di Pneumologia: dopo una visita filtro, nel caso sia confermato il sospetto di Osas, il paziente viene sottoposto a polisonnografia, registrazione notturna del comportamento respiratorio, circolatorio e cerebrale del soggetto. Vi sono, infatti, diversi livelli di gravità: si va da gradi lievi con meno di 20 interruzioni del respiro all'ora, fino a casi gravissimi con oltre 30 e sovente oltre 50 l'ora. A seconda del responso, si decide la terapia. Le forme più lievi vengono trattate molto spesso con terapie comportamentali, ovvero andando a incidere sugli stili di vita del paziente, cui si consiglia di dimagrire e ridurre l'assunzione di farmaci e/o alcolici, o terapie posizionali, che consistono nell'indicare al soggetto posizioni obbligate in cui dormire. In alcuni casi, si prescrive l'uso di byte, dentiere ad hoc per evitare le apnee. Le forme medio-gravi prevedono il ricorso al CPAP, un ventilatore che, collegato al paziente con apposita maschera nasale o nasobuccale, genera una pressione positiva nelle vie aeree superiori bloccando la genesi delle apnee ostruttive.

 

Qualora il paziente non si adatti a trattamenti medici, c'è la chirurgia. In questo campo l'Ausl di Forlì dispone di una gamma completa, che associa la chirurgia Orl a quella bariatrica. Proprio nella chirurgia otorino Forlì vanta livelli assoluti di eccellenza, visto che l'unità diretta dal professor Vicini detiene la leadership internazionale nella terapia chirurgica robotica delle apnee ostruttive. L'operazione prevede l'intervento all'interno della bocca, sulla base-lingua, senza effettuare alcuna incisione: con il robot si rimuove l'eccesso di lingua che collassa e soffoca il paziente, senza necessità di toccare il collo. A tale intervento possono ricorrere anche coloro che soffrono di forme lievi o medie desiderosi di risolvere una volta per sempre i propri problemi. L'U.O. Orl di Forlì vanta 40 riduzioni base lingua in pazienti affetti da sindrome delle apnee notturne,singola casistica italiana più numerosa in ambito otorino.

 

 

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