Forlì: via il cappellano polacco da San Giovanni Evangelista

Forlì: via il cappellano polacco da San Giovanni Evangelista

FORLI' - "Una decisione inspiegabile, che ha creato smarrimento, soprattutto fra i suoi connazionali". E' amareggiato il parroco di San Giovanni Evangelista, don Carlo Gatti, di fronte alla repentina partenza del cappellano don Piotr Salaga. Il sacerdote polacco era in servizio pastorale a Forlì dal 2002. Nella natia Legnica, cittadina della Polonia sud-occidentale, che, sino all'occupazione sovietica del 1945 e al drastico spostamento ad ovest dei confini polacchi voluto da Stalin, faceva parte della regione tedesca della Bassa Slesia, don Piotr si è già messo a disposizione della diocesi locale, affiancando gli altri preti impegnati sul territorio.

 

Ma alla sua festa di commiato dalla comunità forlivese, tenutasi domenica 28 giugno a San Giovanni, erano presenti centinaia di polacchi "forlivesi" - in città e comprensorio sono circa settemila - gli stessi che avevano trovato nella parrocchia di via Angeloni e in don "Pietro" un preciso riferimento spirituale lontano dalla patria, affollando letteralmente la messa in polacco della domenica pomeriggio. "So bene - riprende don Gatti, "e pridt ad Cangia" come si firma nei celeberrimi testi biblici tradotti in romagnolo - che ottomila sacerdoti stranieri in Italia sono troppi e costano. Non capisco, però, perché abbiano già rimandato a casa proprio il mio assistente, e senza sostituirlo". Il parroco-fondatore di San Giovanni tocca un tasto dolente: per anni la chiesa cattolica italiana ha cercato di porre un freno alla persistente crisi di vocazioni interne, con l'utilizzo di ministri di culto forestieri. Anche Forlì-Bertinoro ha la sua bella lista: nella sola San Giovanni, dal 1974 si sono succeduti ben 20 sacerdoti dall'est europeo, e di questi quattro sono divenuti vescovi nei rispettivi paesi.

 

Una recente modifica del concordato fra la chiesa cattolica e lo Stato italiano ha però cambiato le "regole d'ingaggio" dei preti stranieri, il cui numero deve rapidamente calare. Il provvedimento, su decisione del vescovo monsignor Lino Pizzi, ha già trovato repentina applicazione proprio a Forlì, con don Pietro. Circolano voci che lo stesso don Gatti, classe 1935, debba presto lasciare la chiesa che ha fondato - e in parte pagato di tasca sua e degli stessi fedeli - nel lontano 1970. "Obbedirò al vescovo, se e quando me lo ordinerà". Annuario diocesano 2009 alla mano, sono ben dieci i preti stranieri, tutti africani, che aiutano concretamente alcuni parroci di Forlì-Bertinoro nel loro incarico pastorale. Aka N‘Guetta don Charles, Amako don Louis e Gnamba don Adrien, cappellani rispettivamente a San Paolo, San Mercuriale e Santa Caterina, sono ivoriani, Abamy don Augustin e Dossou don Antoine, rispettivamente assistente e vicario di don Piero Boscherini al Ronco, provengono dal Togo, i collaboratori ai Romiti Umelo don Martin e ai Cappuccinini Ng'ang'a don Paul che giungono rispettivamente da Nigeria e Kenya. Nel comprensorio forlivese, a Santa Sofia troviamo il vicario parrocchiale Bidjek don Jacques, proveniente dal Cameroun, a Forlimpopoli il vicario di San Rufillo Etim don Joseph, nigeriano, e a Castrocaro Terme il collaboratore parrocchiale don Giacinto Nizijyiama, giunto dal Burundi.

 

Piero Ghetti

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Mandano via un "comunitario" onesto e impegnato nel servizio alla sua comunità, e trattengono tanti extracomunitari che hanno fatto capire di non volersi inserire, continuando a vivere di espedienti... mahhhhh

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