Forlì, video-denuncia di un imprenditore: "Dai cinesi vidi un 13enne al lavoro di notte"

Forlì, video-denuncia di un imprenditore: "Dai cinesi vidi un 13enne al lavoro di notte"

Forlì, video-denuncia di un imprenditore: "Dai cinesi vidi un 13enne al lavoro di notte"

FORLI' - L'illegalità nel settore del mobile imbottito descritta dal di dentro: è il contenuto della video-denuncia di un imprenditore, che resta nell'anonimato, che spiega come e perché le aziende si rivolgono ai laboratori di cinesi. Nel documento, curato da DestinAzione Forlì, anche uno spaccato di un mondo del lavoro "parallelo" che si svolge quotidianamente nella periferia forlivese: un mondo fatto anche di sfruttamento minorile e incessante lavoro notturno alla luce dei neon.

 

Il filmato, realizzato dalla lista civica DestinAzione, è anche online  sul blog della lista civica ed è la prima di una serie di iniziative tra cui un "e-mail bombing" che permetterà ai cittadini di segnalare il proprio sdegno alle istituzioni.

 

"Perché da febbraio 2007, dalla data in cui sono partite le denunce che hanno dato origine alle indagini della Procura (pm Fabio Di Vizio, ndr) niente è cambiato: siamo un Paese civile e non possiamo permetterci che dei lavoratori vengano schiavizzati, qui a Forlì", premette Raffaella Pirini, capogruppo in Consiglio comunale. Il video è la testimonianza di un imprenditore forlivese, "uno che non fa solo conto terzi, ma progetta anche linee proprie", precisa Pirini, segnalando che è uno dei più innovativi del distretto forlivese.

 

"Sono stato uno dei primi a Forlì ad avvalermi di laboratori cinesi, nel 2003, per smettere un anno dopo, quando trovai un ragazzino di 13 anni a sedere dietro una macchina da cucire alle 9 di sera, a Forlì, non in una sperduta provincia cinese", rileva l'imprenditore, che parla sotto anonimato, "per paura di ritorsioni da parte dei miei colleghi, clienti, come pure delle istituzioni cittadine e degli organi di controllo". Nel settore, infatti, ci sarebbe molta paura, anche perché le due artigiane che hanno denunciato per prime, Elena Ciocca ed Emanuela Amadori (le fonti principali anche di una puntata di Report andata in onda lo scorso ottobre) non solo sono state emarginate nel mercato, "ma hanno subito un'ispezione severa poco dopo la denuncia, lecita ma che lascia l'amaro in bocca".

 

Nella video-deposizione l'imprenditore battezza questa fenomeno "Made in Chinitaly" e parla pure di quando fa presente ai committenti che non riesce a stare nei costi con i prezzi proposti e che si sente rispondere "vai dai cinesi, così ci guadagni, l'importante è che mantieni il controllo qualità". Il video-documento è stato presentato questa mattina in conferenza stampa, alla presenza dei due consiglieri regionali della lista ‘a 5 stelle', Giovanni Favia e Andrea Defranceschi. Attacca Favia: "Vasco se ci sei batti un colpo".

 

La lista grillina presenterà un'interrogazione in Regione: "Finora non è stato fatto nulla, so che il consigliere di Forlì appena eletto (Tiziano Alessandrini, ndr) è stato direttore della Cna, siamo fiduciosi che collabori". Mentre "ai consiglieri della Lega Nord dico meno militari in piazza, che in mimetica non servono a niente contro i clandestini, e più ispettori del lavoro, ma forse non c'è la volontà di affrontare questi problemi".

 

Precisa Favia: "Non è una guerra ai cinesi, se sono in grado di produrre a prezzi più bassi è giusto che vincano sul mercato, ma solo se c'è legalità e parità, che ora mancano". Allarga il raggio Andrea Defranceschi, l'altro consigliere regionale grillino: "A Bologna stiamo vivendo la stessa cosa, con i parrucchieri cinesi senza formazione e controlli dell'Ausl, mentre i negozi storici chiudono". La richiesta, che arriva dai tre esponenti delle liste grilline in Comune e Provincia è quello di fare più controlli. "Le cose sono alla luce del sole, anzi della luna, considerato che lavorano di notte".

 

E ancora Pirini: "queste aziende sono iscritte alla Camera di commercio, ci sono tutte le possibilità per incrociare i fatturati col basso numero di ore lavorate e di dipendenti ufficialmente dichiarati". In particolare, la richiesta di avere maggiore responsabilità è alla associazioni di categoria, "che hanno tutti i dati e potrebbero facilmente segnalare le incongruenze", sempre Pirini. Alle organizzazioni imprenditoriali va il colpo più duro: "Non stanno difendendo i loro associati italiani". Il caso, aggiungono Favia e Defranceschi, sarà portato in Regione anche perché "non consideriamo una soluzione che queste imprese migrino da una città all'altra".

 

I due consiglieri regionali "a 5 stelle" annunciano infine che chiederanno una commissione regionale sulla crisi, "per affrontare il problema non con gli ammortizzatori in deroga, ma per analizzare una difficoltà di sistema". Infine, dopo tre interrogazioni, Pirini annuncia che il 3 giugno si terrà in Comune una commissione aperta sul caso ‘divani cinesi', con l'audizione delle due imprenditrici che hanno smosso la prima pietra.

Commenti (9)

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    @j dorian sul punto 1, credo che la moral suasion la debba esercitare lo stato e non il comune, anche perchè l'imprenditore ti risponderebbe dicendo che se il comune A rompe le balle lui sposta l'azienda nel comune B, che invece non li rompe... Altro sarebbe se lo facesse lo stato, dicendo ad esempio alla fiat, che se si azzarda a chiudere Melfi per continuare a sfornare macchine in turchia e polonia si scorda rottamazioni, forniture militari ecc. All'Omsa non deve parlare il comune ma lo stato. 2) non credo che sia la sinistra a fregarsene dei cinesi. Credo, piuttosto che sia un problema di sistema... almeno noi non affittiamo i capannoni ai clandestini, come fanno certi assessori leghisti :-). Se mi dici che c'è stata una sottovalutazione del fenomeno globalizzazione, sia da destra che da sinistra, sono d'accordo con te. Ma ricordati che se pialli questo sistema, l'effetto sarà ancora più devastane. Perchè, parliamoci chiaro, quello di forlì è un comparto di terzisti. Sono le catene distributive che comprimono i prezzi, e se non gli stiamo dietro, scopriremo che la produzione si sposterà in romania, o in polonia. Finchè ci sarà un mercato libero, in cui si trovano paesi in cui il costo del lavoro è inferiore ai 300 euro mensili contro gli oltre 2000 dell'italia è chiaro che la produzione si concentrerà in quelle sacche di sfruttamento dei lavoratori. Ma nessuno, e meno che mai questo governo, ha il coraggio di prendere decisioni difficili, che scatenerebbero le ire del grande potere economico... Bersani ci provò con banche e assicurazioni e non finì bene... perchè Tremonti non applica ciò di cui scrive sul mercato cinese? Anche in questo caso la palla ce l'ha in mano chi governa.... https://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/03_Marzo/28/tremonti.shtml

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @ vico Hmm, ho sintetizzato due discorsi in un post per questioni di spazio e tempo, ma la posso mettere giù così, un po' semplificando. Le questioni sono 2 e sono diverse: CINA e OMSA. 1) OMSA Premesso che prendo per vere le cose che ha detto l'operaia a Santoro: "Salvarla" allo stato costa, in pratica dovrebbe coprire la maggiore competitività della Serbia. "Ricattarla", al Comune, no. Il comune collabora con l'Agenzia al contrasto all'evasione fiscale, e può svolgere attività istruttoria congiunta. Bene. Ci si mette a un tavolo, si prendono TUTTE le dichiarazioni dei redditi e TUTTE le fatture e TUTTI i bilanci OMSA Faenza degli ultimi 5 anni e li si studia. Con pazienza e metodo: ci sono uffici e personale. Siamo in Italia, nessuno è a posto con la legge o parafrasando il Prof. Basaglia, "visto da vicino nessuno è normale". IVA ? IRES ? CONTRIBUTI ? ICI ? ... Poi si prende quel simpaticone del padrone OMSA e gli si dice, "Ciccio, io qui ho infrazioni per TOT miloni di euro, che facciamo ?" Se vuoi andare vai, ma il biglietto d'uscita senza consumazione ti costa TOT milioni. Parliamo ? Lo so. E' un discorso volgare, ricattatorio, cinico, dal sapore vagamente mafioso ... ma sai, se serve lo si fa. E non costa niente. Io come amministratore locale lo farei. Non ti pago per restare, ti picchio se te ne vai. Persa per persa io farei così. Poi, magari, si tratta. E ci sono i sindacati per farlo. 2) CINESI Qui invece non sono qualunquista, ma confermo in tutto e per tutto quello che ho detto. E' la sinistra locale che se ne infischia. Il perche me lo sai dire tu ? Guarda che non sono ironico quando dico che l'amministrazione locale tecnicamente è molto preparata, solo che per questo problema non fa niente. Fossimo in Sicilia (absit iniuria verbis !) direi che ci mangia sopra, ma davvero qui da noi non mi sembra il caso. E allora cos'è ? Ci sono le persone, i mezzi, le norme. Per me è menefreghismo.

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    vico

    @pecora nera i consumatori non sono ignari esattamente come non lo sono i produttori. E' che fa comodo far finta di non sapere....

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    vico

    @J dorian Capisco che tu riconosca agli amministratori della sinistra capacità taumaturgiche, ma mi devi spiegare dove si differenzierebbe la spesa tra intervento del comune o dello stato. Il comune di Forlì già interviene, nonostante i tagli statali mantenendo alti i livelli del welfare . Lo stato non fa un tubo, e quando, in una situazione come questa si parla di 300 esuberi all'Electrolux di 380 all'Omsa di 60 da Linari, di Micromeccanica che chiude ecc. è evidente che i comuni ben poco possono fare. Dire che al Pd degli operai non gliene frega niente, mi sembra qualunquismo di bassa lega. (tipo quella dell'assessore leghista che ai cinesi clandestini affitta il capannone in nero. Da te mi aspetto osservazioni più intelligenti, so che ne puoi fare.

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    J. Dorian

    @pecoranera e @passatore Io penso ancora a quella sfortunata operaia dell'OMSA di Faenza che era stata portata da Santoro ad anno zero e che ha detto in trasmissione: "Il mio padrone ci ride in faccia, ci lascia a casa, e dice che va a fare i soldi all'estero, in Serbia. E lo Stato cosa fa per noi ?". Ha ragione. Lo stato potrebbe fare di più, mettendoci dei soldi che però deve chiedere a tutti gli altri cittadini. In compenso però si sa bene quello che fanno le autorità locali. Niente. Così la prossima volta non è la azienda che va all'estero, Serbia o Cina che sia, ma sono i cinesi che vengono qui. Così che all'operaia prima portano via il lavoro, e poi anche la casa grazie al combo PD-IDV. E dire che l'intervento delle autorità locali Sarebbe a costo zero. Allo stato salvare una azienda costa, perchè deve metterci i soldi, ma al Comune "seccare" la concorrenza sleale NON costa, perché i poliziotti già li ha e li paga, e con le mule elevate potrebbe benissimo far cassa più e meglio degli autovelox. Quindi conviene farlo. Non sono di sinistra, ma riconosco che la preparazione media dell'amministratore locale PD è elevata dal punto di vista tecnico: certo superiore a quella dell'amministratore del centro destra, per ora. Quindi se non interviene su questi temi, non è per ignoranza. Resta il menefreghismo, credo. Che agli operai al PD non gliene freghi niente nei fatti, già si sapeva. Ma questo non mi fa star meglio.

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    passatore

    Ma Tanto i Forlivesi e Romagnoli in genere hanno la briglia come i somari.... quando si parla di illegalità e riguarda gli immigrati, la CGIL e il PD gridano al razzismo, spuntano le bandierine della PACE e tutto resta come prima....con delle persone trattate come schiavi a far concorrenza in casa ai nostri imprenditori... CGIL e PD insegue solo i propri interessi personali, da una parte a fare sempre più iscritti e proteggendo l'immigrazione anche illegale, dall'altra nella speranza di prenderne un giorno i voti..... mi sembra che i colpevoli di questa situazione siano sotto gli occhi di tutti... se si vuol guardare... ma perchè la magistratura in Romagna è così lenta?.. e non vede lesituazioni di illegalità diffusa?... che siano compagni ...di merende?

  • Avatar anonimo di pecoranera
    pecoranera

    E CIGL cosa risponde nell'altro articolo ? "SIAMO CON VOI" Mi chiedo.....voi chi scusa ? Noi... gli operai italiani che mano a mano verranno sostituiti e lasciati a casa ...... Noi le aziende romagnole che per anni hanno mantenuto le nostre famiglie garantendo legalità certezza di lavoro, regolarità e che con sta concorrenza verranno spazzate via.... Noi consumatori incoscienti che di fronte ad un divano da 600 euro e uno da 1500 scegliamo il primo non conoscendo i retroscena... Noi operai cinesi.... O noi aziende cinesi.... Perchè per ora mi sembra che valga solo per l'ultima..... E coi sindacati il Pd non si dimentichi che dovrebbe essere il primo a denunciare ste cose , almeno per la classe di elettori che finge di sostenere(anche se ormai molti sembrano aver cambiato giustamente idea) invece di continuare a mungere un sistema che si da la zappa sui piedi.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    La cosa più incredibile, secondo me, è che queste illegalità avvengono su un territorio che, come ho scritto in un altro post, è governato da una amministrazione che a giorni alterni titilla l'elettorato in tema di legalità. Cultura dell'etica, superiorità morale, alberi della legalità, siepi del buongoverno, aiuole della tolleranza. Ma che cavolo è ? Che gli operai e che i precari dovessero finire nel tritacarne, oramai era sicuro. Ma che ci dovessero finire per mano del PD-IDV, questo poi era davvero impensabile. Come può la classe politica locale lamentarsi del malgoverno berlusconiano se di fatto accetta e tollera forme di sfruttamento del lavoro paraschiavili ? A confronto dell'amministrazione locale, Berlusconi è tutto quel che di buono c'era in Berlinguer e De Gasperi messi insieme. Pure questo mi avete fatto scrivere ...

  • Avatar anonimo di elenaC
    elenaC

    made in chinitaly ci mancava....bellissimo

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