Forlì: violenze ed estorsioni, ancora 15 anni al mago della Sfinge

Forlì: violenze ed estorsioni, ancora 15 anni al mago della Sfinge

Forlì: violenze ed estorsioni, ancora 15 anni al mago della Sfinge

FORLI' - La Corte di appello ha ribadito la dura condanna: 15 anni di reclusione a Girolamo Mazzoccoli, 60 anni, più noto come "Mago della Sfinge". Gravissimi i reati di cui era accusato: violenza sessuale, lesioni volontarie gravissime tentate e consumate, truffa ed estorsione. Si approfittò delle sue vittime, secondo la versione dell'accusa, per spillare denaro e favori sessuali. Già in primo grado era stato condannato a 15 anni di carcere.

 

"Mi disse che, se non avessi fatto come diceva lui, sarei morta", aveva raccontato una delle vittime nell'ottobre del 2003, trovando il coraggio di raccontare la sua storia 24 ore dopo che l'uomo era finito in manette grazie ad un'operazione della Squadra Mobile. Secondo le accuse, il mago richiedeva prestazioni sessuali (e molti soldi) alle sue clienti in cambio della ‘salvezza'' dal male. Ma le minacciava anche: se non stavano al gioco, sarebbero rimaste paralizzate o addirittura rischiavano la morte.

 

Tra i clienti, anche questa ragazza che, per dieci anni, ha subito l'influenza di Mazzoccoli e che da lui, malato di Hiv dal 1996, è forse stata contagiata. Una malattia terribile con cui la donna è costretta a convivere da 14 anni. Lei aveva 21 anni quando ha conosciuto il Mago della Sfinge, nel 1991, ed era giovane e vulnerabile. Un familiare stretto stava morendo di una malattia incurabile e la sofferenza per questa possibile perdita l'aveva gettata tra le braccia dell'uomo che le prometteva la salvezza per la persona cara. E' stato anche grazie al coraggio di questa donna, la teste chiave, difesa dagli avvocati Filippo Poggi e Maria Domenica Viggiani, che la matassa di questa terribile vicenda si è sbrogliata.

 

Denunciò il Mago agli inizi del 2003, perché, come ha raccontato: ‘'Non farlo sarebbe stato come colludere con l'uomo che ha infierito contro di me e contro la mia vita''. Ma non è stato facile liberarsi dalla morsa del ‘'santone'' che ‘'prometteva salvezza e salute, sottostando a riti a base di sesso e pornografia''.

 

Dalle indagini emerse una realtà fatta di materiale fotografico pornografico, amuleti, lingerie, simboli fallici. Un mondo che di ‘'magico'' o religioso aveva ben poco.  In aula a Forlì, l'accusa, sostenuta dal pm Alessandro Mancini, ottenne una condanna superiore alla richiesta: 15 anni di carcere. E la Corte di Appello è stata d'accordo, ribadendola.


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