Forlì, visita di Napolitano. Il Prc: "Non si dimentichino le minacce di secessione"

Forlì, visita di Napolitano. Il Prc: "Non si dimentichino le minacce di secessione"

FORLI' - La visita del Presidente Giorgio Napolitano per l'inizio dei festeggiamenti del 150° anno dell'unità d'Italia ci rende felici, tuttavia pensiamo sia altrettanto opportuno fare una riflessione sul significato di quest'appuntamento.  150 anni fa numerosi cittadini romagnoli e forlivesi si battevano per costruire una patria unita e repubblicana, l'Unità d'Italia si realizzò immediatamente e dopo diversi decenni, in un prolungamento ideale, nacque anche la Repubblica. Oggi, però, a distanza di 150 e di 65 anni dall'Unità e dalla Repubblica, l'Italia è attraversata da tensioni e movimenti che vorrebbero disgregarla e rendere le proprie istituzioni zerbini per i potenti.


Giorgio Napolitano, nella sua veste di Presidente della Repubblica e di garante della Costituzione, in questi giorni sta riproponendo con forza gli ideali di libertà, di unità e di solidarietà, per i quali tanti Romagnoli diedero la propria vita, pur tuttavia, non si possono dimenticare i continui attacchi della Lega Nord all'Unità d'Italia, arrivando a paventare una vera e propria secessione di una parte del Paese. Essa, è bene ricordare, non lo fa da una posizione defilata, ma esprime, fra gli altri, il Ministro degli Interni e più volte ha rivendicato la volontà di fare scempio: del tricolore, della Costituzione e di quei valori di solidarietà ed unità che il Presidente della Repubblica incarna.


D'altra parte, la costruzione dell'Unità e della Repubblica non si possono realizzare senza l'emancipazione sostanziale di tutti i cittadini dal bisogno e dal ricatto del bisogno, oggi questo si realizza con un lavoro dignitoso e sicuro, una scuola accessibile a tutti e un'Università indipendente. Ciò nonostante, per realizzare enormi profitti e il benessere di pochi, il diritto al lavoro sempre di più viene meno, e i lavoratori sono costretti ad azioni eclatanti solo per far sentire la propria voce, e i tagli alla scuola e all'Università hanno messo in pericolo l'accesso al sapere per tutti, perciò l'Unità d'Italia per sostanziarsi deve ripartire proprio dal lavoro e dall'emancipazione culturale dei cittadini, altrimenti si rischia di ritornare ai ricatti e ai livelli d'istruzione dell'ottocento.


A livello locale chiediamo alle altre forze politiche, come si può riconoscere e legittimare un partito come la Lega Nord che predica la disgregazione dell'Italia e non festeggia il 150° anno della sua Unità? E al Partito Democratico (più volte presente alla festa della Padania) chiediamo come può collaborare con una forza politica come la Lega Nord che non si riconosce nei valori Repubblicani ed Unitari? Speriamo che con la visita del Presidente Napolitano, a cui diamo un caloroso benvenuto, molti si ravvedano e si rendano conto che in gioco c'è il futuro dell'Italia e della nostra Costituzione repubblicana.


Rifondazione Comunista Forlì

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