Forlì, volata finale per le regionali. Franceschini al fianco di Alessandrini

Forlì, volata finale per le regionali. Franceschini al fianco di Alessandrini

Forlì, volata finale per le regionali. Franceschini al fianco di Alessandrini

FORLI' - Centinaia di persone per Dario Franceschini al Salone Comunale di Forlì nella manifestazione di fine campagna elettorale che il segretario dell'Unione Territoriale  del Partito Democratico a Forlì  Marco di Maio ha definito: "una corsa davvero intensa impostata su tre grandi temi: lavoro, scuola e futuro". In chiusura di campagna elettorale Tiziano Alessandrini rinnova il suo impegno: il territorio forlivese torna ad avere un suo rappresentante in Regione.

 

FRANCESCHINI E ALESSANDRINI: FOTOGALLERY

 

"Siamo alla volata finale - ha dichiarato Marco Di Maio, segretario territoriale del Partito Democratico a Forlì - siamo all'epilogo di una corsa a tappe breve, di 45-50 giorni, ma davvero intensa. Una corsa a tappe in cui abbiamo toccato centinaia di punti diversi del nostro Una corsa a tappe in cui abbiamo toccato centinaia di punti diversi del nostro territorio nella quale abbiamo incontrato migliaia di persone e che ci ha portati in tutti i circoli, nei luoghi di lavoro, nei luoghi di studio, davanti alle fabbriche, davanti ai supermercati, nelle mense, nei luoghi di aggregazione, nei pub, nelle discoteche, davanti alle scuole: in ogni luogo in cui ci sono persone, in ogni luogo in cui si parla di lavoro, di nuove generazioni, di futuro, ci siamo stati e vogliamo continuare ad esserci".

 

"Una campagna partita in sordina - ha detto ancora il giovane segretario - ma che ha visto unirsi lungo il cammino assieme a noi tantissimi amici, simpatizzanti, sostenitore, donne e uomini, ragazze e ragazzi: un esercito di centinaia di volontari, che ogni giorno si sono impegnati con passione, con spirito di servizio, con amore per il nostro territorio. Senza interessi personali, senza essere pagati per stare ai banchetti o distribuire volantini, ma con un unico vero obiettivo: vincere queste elezioni regionali, a Forlì e in Emilia-Romagna, per costruire insieme l'alternativa a questo governo napoleonico".

 

"La nostra campagna elettorale - dice Di Maio a margine dell'incontro tra Alessandrini e Franceschini - è stata una campagna fatta di contenuti: una campagna fatta dalle persone, in carne ed ossa, e non da messaggi telefonici registrati, che del resto simboleggiano al meglio ciò che oggi rappresentano i nostri avversari politici. Un disco rotto, che ripete sempre le stesse cose, che si sottrae al confronto sulle questioni concrete, che non discute dei problemi delle persone, che semina paura e insicurezze per far germogliare su questo terreno il populismo e la demagogia, per stimolare i sentimenti peggiori, per far dilagare la sensazione che siamo tutti uguali".

 

"Non siamo tutti uguali: per noi la politica è passione e impegno civile, è occuparsi prima di tutto dei problemi della nostra comunità. Sia che si tratti di un comitato di quartiere sia che si tratti del governo di un paese, il bene della comunità è ciò che deve ispirare ogni azione politica. Così come trasparenza, etica e rigore morale sono e devono continuare ad essere la bussola che guida le nostre scelte: nessuna ombra può oscurare la credibilità di chi ricopre incarichi istituzionali o politici."

 

"La politica deve recuperare la sua credibilità - continua Di Maio - e per farlo deve discutere e confrontarsi sulle cose concrete, sul futuro, sulle scelte da compiere e quelle da non compiere. Per questo tutta la nostra campagna elettorale è stata impostata su tre grandi temi: lavoro, scuola e futuro. Per questo nell'ultima settimana siamo stati di fronte alle fabbriche e alle scuole, con uno straordinario impegno di centinaia di persone, a cominciare da Marie-Line Zucchiatti, Thomas Casadei e dal nostro candidato Tiziano Alessandrini, a cui vi chiedo di fare un grande applauso perché vada a lui tutto il nostro sostegno e perché Forlì deve e vuolte riconquistare la propria posizione in Regione". 

 

"Quando si ha il privilegio di essere candidati e poi magari eletti, come siamo certi avverrà nel caso di Alessandrini, in un organismo importante come il consiglio regionale, non può bastare ne la promessa di impegnarsi né dire che si sarà presenti. Esserci e impegnarsi è il minimo: quello che conta è ciò che si è fatto, ciò che si è dimostrato di saper fare e ciò che si farà. Questo è il motivo che ci spinge a lavorare tutti uniti, anche in queste ultime 48 ore, per portare il numero massimo di voti al Partito Democratico con accanto la preferenza per Alessandrini".

 

"A questo proposito vogliamo rivolgerci in queste ore a chi ancora non ha deciso per chi votare - lancia l'appello Di Maio - come esercitare l'esercizio massimo della democrazia che è proprio il voto. La legge elettorale regionale, a differenza di quella scandalosa che a livello nazionale ha azzerato qualsiasi rapporto tra elettori ed eletti, consente di votare la persona: Tiziano Alessandrini è l'unico candidato del nostro territorio a non provenire direttamente dalla politica, ad aver maturato una lunga e apprezzata esperienza nella società di tutti i giorni. Nel mondo del lavoro, nel mondo dell'impresa, nel mondo di chi quotidianamente deve fare i conti con i problemi che ciascuno di noi deve affrontare. In questa fase di incertezze per il futuro, di crisi economica, occupazionale e sociale, ma anche di crisi della politica, sempre meno attenta alle competenze e sempre più attenta, invece, alla fedeltà e alle amicizie, è importante scegliere persone che possano davvero dare un contributo alla crescita dei nostri territori: con impegno, capacità, studio e passione. La preferenza consente di votare prima di tutto la persona, di scegliere chi vogliamo che ci rappresenti: ecco perché scrivere Alessandrini di fianco al simbolo del PD significa fare il bene del nostro territorio e del nostro futuro".

 

"Ma soprattutto significa non sprecare un voto, non dare fiducia a chi si candida a guidare la nostra regione per spezzarla in due; a chi interpreta la politica come qualcosa da piegare e modellare in base ai propri interessi; a chi usa le paure e le insicurezze delle persone per fare politica spargendo fango e offese personali. Votare Pd significa scegliere la nostra Costituzione, difendere la nostra democrazia e soprattutto guardare al futuro: guardare alle sfide della globalizzazione, alla necessità di fare del lavoro, dello studio, della scuola e dei giovani le vere priorità che dobbiamo affrontare per uscire dal tunnel e tornare a credere nel futuro."

 

"Significa alzare la testa - conclude Marco Di Maio - e dire che c'è un'alternativa possibile, che c'è un paese che non si vuole rassegnare ad un futuro grigio e tetro come quello che oggi ci stanno dipingendo: significa guardare avanti, senza voltare la testa, con l'orgoglio e la consapevolezza di essere in tanti. Significa dire che c'è un'Italia diversa, il cui cuore batte qui, a Forlì, in Emilia-Romagna e in ciascuno di noi".


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