Forlì, voto agli stranieri per i comitati di quartiere: bagarre in Consiglio

Forlì, voto agli stranieri per i comitati di quartiere: bagarre in Consiglio

Forlì, voto agli stranieri per i comitati di quartiere: bagarre in Consiglio

FORLI' - Il regolamento per le elezioni dei comitati di quartieri è finito al centro della bagarre in Consiglio Comunale. Il Consiglio, infatti, ha dovuto effettuare una modifica di un regolamento comunale per oltrepassare l'interpretazione della prima circoscrizione, sorretta da una maggioranza di centro-destra con DestinAzione, che ha chiuso alla possibilità di voto agli stranieri residenti. "In questo modo rendiamo l'elettorato omogeneo", spiega il sindaco.

 

Nel fine settimana si voterà per 42 comitati di quartiere in città. La delibera è stata approvata da Pd e Idv, astenuta DestinazioneForlì, usciti dall'aula PdL, Lega Nord e Udc.  Illustra il tema il sindaco Roberto Balzani: "L'argomento è di natura esclusivamente politica: la scelta sul diritto di voto è un elemento costitutivo della politica da secoli. Per questo lo sottopongo come tale al Consiglio. Il regolamento affida alla circoscrizioni l'organizzazione delle elezioni, ma non la definizione dell'elettorato che appartiene solo allo Statuto comunale, che a sua volta fa riferimento alle leggi. Non c'è potere di restrizione in capo alle circoscrizioni".

 

Cosa ha detto la circoscrizione 1, quella del centro storico. di diverso dalle altre due circoscrizioni della città? Il regolamento parla di voto per i quartieri attribuito ai "cittadini residenti". Per la circoscrizione 1 si intende "cittadini italiani" - con tutti gli elementi dell'elettorato che derivano dalla cittadinanza - e non dei cittadini intesi ampiamente come "residenti", quindi anche gli stranieri regolari regolarmente soggiornanti sul territorio. "La legge conforta l'nterpretazione estensiva. - dice Balzani -. Noi non sentivamo alcun bisogno di intervenire in Consiglio comunale, per noi era normale che fosse così: l'esigenza di specificazione è forzata dalla circoscrizione numero 1. Ora portiamo il quesito in Consiglio per dirimerlo in via definitiva, per rendere l'elettorato omogeneo per tutta la città. Si espliciti quello che secondo noi non era da chiarire".

 

Inoltre, sulla mancanza di controlli sui requisiti di eleggibilità, risponde Balzani: "La possibilità di eleggere persone con particolari carichi pendenti con la giustizia è potenzialmente esistente. Ma questo succede anche con il regolamento votato dalla circoscrizione 1: un potenziale delinquente può essere eletto sia nella circoscrizione 1 come nelle altre. Tuttavia, quello di rappresentante nel comitato di quartiere è un ruolo non stipendiato, basato completamente sul volontariato, richiede un impegno civico". Insomma, nessun posto di potere a cui ambire. "In ogni caso manderò a tutti gli eletti una lettera affinché che mi favoriscano i carichi pendenti, sono sicuro al cento per cento che tutti risponderanno nell'enorme maggioranza: sono persone che vogliono dare una mano alla città.

 

Nel dibattito, per Francesco Aprigliano, capogruppo della Lega Nord "dietro l'urgenza di questa delibera si nascondono finalità politiche diverse, vale a dire arrivare con atti discutibili a dare il voto agli extracomunitari anche per le elezioni amministrative. Si alzano i toni per far passare il messaggio che si può legittimare domani il voto dei quartieri, se venissero meno le circoscrizioni". Gabriele Gugnoni (Udc) ha puntato il dito contro il fatto che "si cambiano le regole in corsa. L'Udc è per concedere il voto alle amministrative anche agli extracomunitari residenti, con 5 anni di residenza. Ma il problema è come si fanno le regole e come si fanno rispettare".

 

Alessandro Rondoni, capogruppo del PdL: "Uscirà una città spaccata e divisa, con un cambiamento del regolamento a tre giorni dal voto. Si mette il Consiglio nelle condizioni di creare caos e in nome della partecipazione sconfessiamo la circoscrizione 1, col paradosso che questo non favorisce la partecipazione. Vuol dire che si disattende la volontà di una circoscrizione solo perché non si è d'accordo con quella scelta. Si dovrebbe intervenire dall'alto solo in casi gravi".

 

Da parte sua il Pd con la capogruppo Veronica Zanetti e il segretario Marco Di Maio, in una nota ai giornali: "Non si può accettare che si compiano discriminazioni nell'esercizio dell'elezione dei Comitati di quartiere. Una vera integrazione passa dall'estensione del diritto di rappresentanza a tutti i residenti, indipendentemente dal colore della pelle, dall'accento e dalla cultura di provenienza. Sarebbe intollerabile che si procedesse al rinnovo di 42 Comitati di quartiere con criteri disomogenei tra le Circoscrizioni 2 e 3 e la Circoscrizione 1. In questo modo si violerebbe il principio di uguaglianza dei cittadini, per una scellerata volontà discriminatoria di qualche forza politica irresponsabile: un fatto che non si può accettare. Per questo sosteniamo fermamente la modifica presentata in consiglio comunale".

 

Così Raffaella Pirini (DestinAzione): "Checché ne dica il sindaco la circoscrizione 1 poteva intervenire con quella interpretazione. Non erano neanche necessarie le elezioni con la nostra proposta, che garantiva la massima assenza di strumentalizzazione. Gli stessi del Pd dicono che vanno quattro gatti a votare per i comitati di quartiere, che senso ha la delega data da tre persone? La nostra idea era quello di assemblee permanenti sul territorio, dove uno vale uno e verbale delle richieste dei cittadini, che devono essere fatte vedere alle persone interessate e poi inoltrate all'Amministrazione comunale, che è libera di scegliere se accettarle o meno. La democrazia partecipata non si fa mandando a votare delle persone un giorno solo, non prendiamoci in giro. Questo è teatrino della politica che non tutela dei cittadini. La nostra era un'idea pilota che non è stata accettata dal Pd e dall'Idv. Non ci stiamo a degli attacchi di chi non sa cosa dire, e non si dica che siamo maggioranza in circoscrizione 1, dato che nel consiglio siamo pari 10 a 10".

Commenti (18)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @mtvaccari No, non è giusto che uno voti o no in base alla via in cui abita. Per quanto anche io abbia simpatie politiche, come tutti, la penso come voglio (op come penso di volere) indipendentemente dalle posizioni di FI, FLI, LN, PD, IDV, M5S etc ... Personalmente la penso così: 1) I cd. "stranieri" non li farei votare, mai. Rispetto la loro proprietà, i loro contratti, i loro affari, i loro diritti. Ma non li farei partecipare a quella "macchina" che i diritti li crea, così come i doveri, per tutti. Uguali per tutti, anche per loro. 2) Ciò detto, per quanto riguarda i consigli di quartiere, li abolirei. 3) In subordine, ammetterei come consiglieri di quartiere tutti quelli che in un quartiere ci vivono, senza meccanismi di delega. Quindi anche i cd. "stranieri". Non è contraddittorio. Chiaro che uno "straniero" che si è comprato un appartamento può votare nel consiglio di condominio dove abita. Allo stesso modo lo farei votare NON PER, ma NEL consiglio di quartiere, che poi altro non è che l'"assemblea" di un condominio più grande. Tutto qua.

  • Avatar anonimo di mtvaccari
    mtvaccari

    @J.Dorian Nei regolamenti di 3 anni fa era già previsto il voto agli stranieri approvato anche dagli allora rappresentanti di Forza Italia. Il regolamento approvato poche settimane fa dalla Circoscrizione 1 (grazie anche al voto decisivo di Destinazione Forlì;) rappresentava quindi una regressione e una restrizione del diritto di voto rispetto a quanto non fosse già in vigore e creava una discriminazione all'interno dello stesso territorio comunale. Uno straniero può votare o meno in base alla via in cui abita: è giusto?

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    A me la scelta del sindaco è sembrata scorretta, e molto. Partiamo dal fatto che si sta parlando di comitati di quartiere, mica del senato. Io non farei votare nessuno, come ho scritto, ma permetterei l'accesso e il voto a tutti, a tutti quelli che vivono nel quartiere. Nessuno deve rappresentarmi alle riunioni di quartiere: ci vado direttamente io. Se poi alla riunioni gli italiani (o i diversamente italiani) non ci vanno mai, allora sarà tutto più semplice.

  • Avatar anonimo di piras
    piras

    Se sono residenti, perche' no, Carlino? Tu puoi dire boiate su un forum perche' sei italiano e loro non possono decidere della gestione di base del territorio dove risiedono perche' sono stranieri? Mi sa che ci tengono piu' loro che te.

  • Avatar anonimo di Carlino
    Carlino

    E quando avranno fatto votare tutti gli extracomunitari che trovano in giro per l' Italia se non raggiungono la maggioranza che faranno? Hanno già una idea. Faranno votare anche tutti quelli che arrivano a Lampedusa, poi tutti quelli rimasti in Libia, Tunisia, Marocco, Senegal, Nigeria ecc. ecc. Per la sinistra forlivese la maggioranza a Forli deve rimanere a sinistra con le buone o con le cattive!!!!

  • Avatar anonimo di R_I_C_K_
    R_I_C_K_

    è una tematica molto importante ke si dovrebbe affrontare davvero prima o poi...la butto li, allora gli italiani residenti all'estero da anni ke non vengono mai e la loro vita è legata solo per una tessera elettorale al nostro suolo nazionale xke possono votare per es dall'argentina a migliaia di km di distanza???? o tutti o nessuno dei 2 casi...

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    E' la solita innata, spregiudicata ed insensata ipocrisia! A parte il fatto che sarebbe carino sentir parlare i nostri "amati" politocultori di "Residenti di origine straniera" e non di "stranieri". Eppoi che senso a DARE la possibilità di poter eleggere un delinquente? (Voi direte: in Italia è normale... vero)

  • Avatar anonimo di pecoranera
    pecoranera

    balzani dittatore.

  • Avatar anonimo di piras
    piras

    Ci sono quartieri con piu' residenti stranieri che italiani , magari non a Forli', ma e' un dato. Perche' non dovrebbero votare per la gestione minima del prorio territorio? Nel vostro condominio, alle riunioni, gli stranieri non votano?

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Vedere gente del PD che piange da un anno e mezzo per non riuscire a essere maggioranza in circoscrizione 1, non ha prezzo. Ma, dico io, vale la pena scannarsi per decidere la marca di bocce da comprare per il circolo degli anziani? Per fortuna, se tutto va bene, tra un po' a Forlì le circoscrizioni spariranno, insieme, si spera, a un assessorato "al nulla" la cui titolare gira a destra e a manca come un a trottola per salvarle insieme alla propria poltrona.

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    @iris tra 20 anni saranno gli stranieri a essere più italiani di noi, Ste cose si dicevano negli anni 60 dei meridionali...

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    @mattia peccato che di solito le comunità straniere tendano a votare a destra, e Fini, che fu uno dei primi ad aprire al voto ai non italiani lo sapeva bene. E a me, che sono laico, non fa certo piacere votino integralisti, islamici o cattolici che siano possano votare. Ma c'è una profonda differenza tra ciò che è giusto e ciò che ci è utile. E devo scegliere sempre la prima soluzione, anche a discapito dei miei interessi.

  • Avatar anonimo di Mattia
    Mattia

    "Giustamente" lo dici tu, e il tuo pensiero non è il Vangelo, per fortuna. Il fatto è che vi attaccate al voto degli extracomunitari per racimolare qualche preferenza in più, se fosse per voi fareste votare anche gli animali (ma solo quelli probabilmente di centro sinistra...come la formica rossa)

  • Avatar anonimo di Iris Blonde
    Iris Blonde

    ..perché allora non farli tutti ITALIANI ad honorem?? Signori, stiamo perdendo la nostra Italia. Tra 20 anni saremo tutti in Burka, con i piedi sporchi e barbuti alla Bin Laden.. e magari pregheremo allah e ci immoleremo in una piazza piena di gente per il nostro creatore... VA LA CHE SIAMO MESSI MALE!!!

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    Per la precisione la presunta proposta innovativa è stata presentata solo alla seconda convocazione della circoscrizione 1 sui regolamenti. Nella prima convocazione, aveva puntualmente votato come da copione gli emendamenti di Lega e PDL contro i residenti. E sulla presentazione mi sorge il dubbio che abbia influito qualche critica su una politica di DF , nella circoscrizione 1, sempre più appiattita su posizioni paraleghiste. E il voto di Destinazione è un palese caso di schizofrenia politica. Alla circoscrizione 3 il consigliere vota a favore del regolamento (giustamente), alla 1 Patrizia Cimatti vota tutti gli emendamenti della Lega, in consiglio comunale la Pirini si astiene... poche idee, ma come sempre, ben confuse...

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Mah, se non ho capito male, in realtà la cosa aveva un senso. Il voto degli (agli) immigrati è una tematica che spacca l'opinione pubblica con una linea così forte che è difficile mediare. Personalmente sarei contrario, ma ovviamente è la mia idea. Rispetto chi la pensa in modo diverso. Penso poi che di consigli di quartiere, circoscrizioni e roba varia se ne potrebbe pure fare a meno. Se li si vuole, che almeno ci possano andare tutti, ma proprio tutti, i residenti. E che tutti, ma proprio tutti, possano votare. Extracomunitari inclusi. tanto, alla fine, saranno davvero "quattro gatti" ad andare. E se quei quattro saranno tutti, per dire, afro-italiani, o cino-italiani, io stesso ne prenderò atto, e riconoscerò che a livello locale sarà giusto affidare la gestione della cosa pubblica a chi davvero se ne interessa, a prescindere dal colore, credo, opinioni, lingua, religione, cittadinanza e via dicendo.

  • Avatar anonimo di saw
    saw

    Mancherebbe solo il voto agli extracomunitari poi saremmo finiti.Speriamo che prima di decidere questo i nostri politici chiedano anche il nostro parere magari con un referendum...........

  • Avatar anonimo di Lepidus
    Lepidus

    Mio dio, ma quella di Destinazione si rende conto dell'enormità politica, umana, filosofica, sociologica, antropologica di quello che sta dicendo? La democrazia partecipata invece si fa negando il voto agli stranieri?

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