Forlì, weekend di festa e cultura nel borgo Cotogni

Forlì, weekend di festa e cultura nel borgo Cotogni

Forlì, weekend di festa e cultura nel borgo Cotogni

FORLI' - Corso della Repubblica, tra Università e biblioteche, può senza dubbio essere identificato come il "quartiere del sapere", ma anche dell'assistenza e dello studio. A farlo scoprire a chi si troverà sabato 13 novembre in centro, sarà Serena Togni, dell'Associazione "E' sdaz" che collabora con Forlì nel Cuore, la società di promozione delle attività economiche del centro storico in occasione delle feste dei borghi, che arrivano così al loro quarto ed ultimo appuntamento, a ridosso del periodo natalizio

 

Partenza alle ore 10,30 dalla Chiesa del Suffragio, proprio dall'inizio di Corso della Repubblica, un tempo luogo delle passeggiate dei giovani forlivesi, e come prima tappa avrà l'antica chiesa di Santa Maria dei Servi, detta di "San Pellegrino", il santo forlivese vissuto dal 1265 al 1345, molto venerato nel mondo. L'edificio conserva il sepolcro funebre di Luffo Numai, personaggio di spicco nella Forlì rinascimentale, la "Madonna della Ghiara" del Passignano e un sensazionale "Crocefisso con due dolenti", un affresco staccato di sapore giottesco, attribuito a Giuliano da Rimini, databile agli inizi del XIV secolo. All'esterno l'attenzione dei partecipanti alla visita cadrà sull'ex Palazzo dei Signori della Missione, dove nell'ampio cortile era collocata la statua di Giovan Battista Morgagni che oggi troneggia sulla piazza. L'edificio divenne successivamente il Palazzo degli Studi, mentre oggi svolge le funzioni di sede della Provincia. Gli altri edifici che verranno presi in considerazione durante l'itinerario saranno la chiesa di Santa Lucia, amatissima dai forlivesi, e il Palazzo dell'ex Ospedale, ora sede della Biblioteca Comunale, con l'imponente scalone ai cui lati sono collocate due belle statue di Francesco Andreoli, raffiguranti la Munificienza e la Carità.

 

Nel pomeriggio, nuovo viaggio nel tempo, questa volta passeggiando nella parte nuova della città. Sarà guidato dallo Storico Gianluca Brusi, con partenza alle ore 16.00, questa volta dall'Hotel della Città, proprio perché l'imponente complesso alberghiero, nonché sede della Fondazione Garzanti, progettato oltre cinquanta anni or sono dal Gio' Ponti, può essere considerato il simbolo dell'espansione della città lungo Borgo Cotogni. Realizzato per dare risposte di ospitalità agli artisti, alle manifestazioni culturali, ai convegni e alle tavole rotonde, oggi accoglie molte associazioni e rimane punto di riferimento per tanti appuntamenti cittadini. A fianco si fa ammirare Palazzo Masini, frutto dell'assemblaggio e della ristrutturazione di quattro case a schiera. Di fronte, in perfetto stile liberty, si trova il Palazzo del Circolo "Mazzini" progettato da Emilio Rosetti negli anni Venti. Poco oltre, procedendo verso Piazzale della Vittoria, furono realizzata gli uffici della ditta Becchi ora occupati dalla Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori (SSLIMIT).

 

Fino agli anni Sessanta erano il punto di riferimento di una delle aziende più importanti della Romagna, partita dalla brillante e semplice intuizione di una manovale, Pietro Becchi, e che fece di Forlì uno dei più rinomati centri per la produzione delle stufe in cotto. Mentre la sede principale della Scuola è ospitata da un bel palazzo costruito nel 1939 da Aurelio Montanari, imprenditore e commerciante di legname e, per precisa disposizione testamentaria, intitolato alla figlia Anna Maria, morta prematuramente a quindici anni. Raggiungendo la fine del Corso si arriva a due grandi palazzi simmetrici progettati da Cesare Bazzani che, nel 1934, sostituirono la vecchia barriera neoclassica progettata da Giacomo Santarelli cento anni prima. Da questo punto del borgo ci si immerge in una eloquente testimonianza di quello che il fascismo volle realizzare per tramandare i propri canoni estetici. Tutto il piazzale della Vittoria ne porta il segno, specialmente l'ex collegio aeronautico. Sulla destra si aprono gli ottocenteschi "Giardini Pubblici" di impostazione classica, mentre al centro campeggia il monumento ai Caduti della Patria.

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