FORLI' - Acer Forlì-Cesena: punta su stabilità e innovazione nell'abitare

FORLI' - Acer Forlì-Cesena: punta su stabilità e innovazione nell'abitare

FORLI’ – Stabilità finanziaria e innovazione: su questi cardini l’Azienda casa di Forlì rilancia la sua attività, che la vede responsabile della gestione di un patrimonio immobiliare di 4.400 alloggi. Il presidente Ellero Morgagni annuncia anche una maggiore disponibilità finanziaria, grazie ai 9 milioni 20 mila euro in arrivo dalla Regione, più risorse alle manutenzioni, un’ attenzione sempre crescente ai canoni della bioedilizia e ad una tipologia di progetti sempre più adeguati ai bisogni della società.


Il presidente Ellero Morgagni ha sottolineato: “Le richieste della società sul tipo di abitazioni è nettamente cambiato: dalle strutture per grandi famiglie, oggi si è passati ad una bisogno che riguarda piccoli nuclei familiari, che possono comprendere persone disabili e spesso anziani soli o in coppia”. L’obiettivo di Acer è quello di venire incontro a tutte queste esigenze, perché “ abitare è uno dei bisogni fondamentali della società”, ha puntualizzato l’assessore provinciale all’urbanistica Alberto Manni.


Nonostante faccia parte dell’immaginario comune che, oggi come oggi, sia meglio fare un mutuo piuttosto che pagare l’affitto, c’è una fetta di popolazione che non può permettersi una casa di proprietà. ”Quella pubblica, interamente gestita dalla Azienda casa, non è un’edilizia di serie B – ha precisato Manni – L’azienda ha un bilancio sano e lavora con modalità innovative. Cura il rapporto con gli utenti ed esegue un attento lavoro sui regolamenti”. Sono punti fondamentali dei progetti l’utilizzo di materiali di minimo impatto ambientale e il risparmio energetico tramite l’utilizzo di fonti di “energia pulita”.



Parlando in cifre: la previsione di spesa per le attività di manutenzione è di 5 milioni 115.000 euro, quella per l’attività del personale è di 2 milioni 241.000 euro. I ricavi previsti, composti soprattutto dai canoni di locazione in lieve aumento, che rappresentano quasi un 64 per cento delle entrate, ammontano a 7 milioni 943.770 euro. In questa cifra incidono anche gli avanzi di bilanci degli anni precedenti e i finanziamenti previsti dalla Regione o eventualmente da altre fonti pubbliche.


Un altro punto su cui si è insistito è il controllo della morosità, che nel territorio della provincia si quantifica intorno al 5 o 6 per cento, un valore molto basso. “In questo ambito – ha aggiunto il presidente Morgagni – si cerca di perseguire, tramite controlli incrociati, chi ‘fa il furbo’. In questi casi si procede al ricalcolo del canone di affitto e del reddito e in seguito ad una segnalazione all’autorità giudiziaria”. Per coloro che davvero non possono permettersi di pagare l’affitto interviene il Comune con fondi adibiti a queste situazioni di ‘emergenza’.


Per quanto riguarda i cittadini stranieri, è stato precisato che viene loro riservato lo stesso trattamento di quelli ‘autoctoni’. Questo per smentire le polemiche sulla maggiore attenzione nei riguardi di chi proviene da un altro paese. “Per quanto concerne il territorio provinciale – ha precisato Morgagni -sono il 5,5 per cento le famiglie straniere che usufruiscono dell’edilizia pubblica, ovviamente le cifre sono proporzionate alla concentrazione in ogni comune. A Forlì, ad esempio, si parla di un 7 per cento.

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Chiara Fabbri

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