FORLI' - Adios, Toni Capuozzo al Circolo della Stampa

FORLI' - Adios, Toni Capuozzo al Circolo della Stampa

FORLI' - Mercoledì 20 giugno 2007, al Circolo della Stampa di Forlì-Cesena, dal 2006 ospitato a Forlì nel ristrutturato complesso conventuale di San Francesco, felice connubio fra convitto universitario e centro di culto molto gettonato dai fedeli, il vice direttore del Tg5 Toni Capuozzo ha presentato l’ultimo libro “Adios”. Due ore di piacevole ascolto di un inviato “fuori dalle righe”, che ha compreso il fallimento dei propri ideali giovanili.


A differenza di altre stelle dei “media” italiani ormai sprofondati nelle proprie postazioni giornalistiche milanesi o romane, il vice direttore del Tg5, classe 1948 e conosciuto soprattutto per la sua rubrica d’attualità “Terra!”, continua a girare il mondo per portare a termine la sua “missio”: mantenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica sulle notizie più stringenti, evitando che siano metabolizzate in un batter d’occhio come tutti i prodotti della società dei consumi.


Al Circolo della Stampa di Forlì-Cesena, Capuozzo ha presentato l’ultimo libro, “Adios”, edito da Mondadori: è la parabola di un’intera generazione di italiani che ha perso la sfida con la realtà. Sul finire degli anni Settanta, mentre l’Italia è sprofondata negli anni di piombo, due giovani militanti, Toni e Elio, partono per l'America Latina spinti dal mito della rivoluzione cubana e di tutto quello che sembrava fosse la voglia di riscatto di un’umanità oppressa. In Nicaragua, con la vittoria del sandinismo, Toni constata che il comunismo non è la via agognata per cambiare il mondo. Elio passa invece in Salvador, e muore fra le fila dei combattenti per un fronte che ha continuato, sino all’ultimo, a ritenere più giusto. Toni ritornerà in Nicaragua come inviato speciale: gli errori della rivoluzione sono evidenti: “Di fronte alla tragedia dei profughi mískitos scacciati e sterminati dai sandinisti comunisti, ho varcato il mio personale spartiacque, quello che Elio non varcò mai”.


Intervistato dal presidente del Circolo della Stampa forlivese Roberto Zoli, Capuozzo ha rivelato la sua grande umanità di inviato veramente speciale, riconoscendo, ormai sessantenne, di essere un privilegiato, a stretto contatto con i drammi del mondo. “Quando ero giovane – ammette – potevamo ancora credere in un domani migliore. Persino i conflitti erano ben definiti: “Le guerre si combattevano fra eserciti in divisa, secondo canoni prestabiliti”. Oggi, con l’avvento del terrorismo, non si capisce più da che parte difendersi.


“E l’America Latina è irrimediabilmente tagliata fuori dagli sguardi del mondo”. E’ solo colpa del petrolio, presente a fiumi in Medio Oriente contro le piccole pozze del Venezuela? “Non so – risponde il giornalista – anche se è certo che i pericoli maggiori per la pace del mondo non possono che venire da quella fetta turbolenta di umanità”. Sul conto dell’inquietudine va messa anche l’arroganza dell’Occidente, gli Usa di Bush Junior, che hanno osato aprire il “vaso di Pandora” dell’Iraq senza neppure immaginare quanti orrori avrebbe provocato, e provocherà ancora negli anni a venire.

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Piero Ghetti

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