FORLI' - Agroenergie: la programmazione si fa sul territorio

FORLI' - Agroenergie: la programmazione si fa sul territorio

FORLI’ - Bene la proposta dei Consiglieri regionali Zoffoli e Lucchi di attivare un Tavolo Provinciale per la sperimentazione-concretizzazione del Piano Energetico Regionale.

Tale proposta rafforza il ruolo della programmazione sul territorio già avviato dalla Provincia nel settembre del 2006 quando la Giunta aveva deliberato la promozione del distretto delle agroenergie quale strumento di programmazione sul territorio.


“Distretto per le Agro-energie” – specifica l’Assessore all’Agricoltura Gian Luca Bagnara – deve essere lo strumento per attuare le politiche sul territorio, perché l’obiettivo è quello di alzare il livello di progettazione da singole e casuali idee imprenditoriali a programma territoriale e di filiera agricola non-food. E’ infatti necessario portare il baricentro della programmazione a monte, cioè nel rapporto fra territorio e produzione agricola se vogliamo costruire un settore economicamente sostenibile”.


Tale idea è sostenuta dal decreto legislativo del 18 maggio 2001, n. 228 - Orientamento e modernizzazione del settore agricolo – che individua l’istituto dei distretti rurali “quale identità territoriale omogenea derivante dall'integrazione fra attività agricole e altre attività locali, nonché dalla produzione di beni o servizi di particolare specificità”.


Lo stesso decreto-legge 159 del 2007, appena approvato dal Parlamento, collegato alla finanziaria 2008, incentiva lo sviluppo della produzione agro energetica strettamente collegata alla filiera agricola sia all’interno di accordi di filiera sia con la tracciabilità del prodotto.

Con lo strumento del distretto sarà perciò possibile progettare e governare una nuova filiera agro-energetica sul territorio. “Se vogliamo portare valore al territorio – aggiunge l’Assessore Bagnara- l’agricoltura non può essere solo un momento di produzione di biomassa ma deve integrare momenti della catena del valore, cioè entrare nella produzione di biocombustibile (cippato, pellet, olio grezzo, biogas, ecc.., nonché energia elettrica e termica con i sotto-prodotti). I poli agricoli possono così integrarsi con i momenti industriali minimizzando i costi logistici sul territorio, soprattutto su un’area vasta come quella romagnola”.


Distretto significa svolgere la funzione di programmazione, coordinamento progettuale, redazione di intese di filiera o contratti di programma per lo sviluppo delle agro-energie sul territorio provinciale e, qualora richiesto, di area vasta romagnola. A tal fine potrà avvalersi anche dei seguenti strumenti previsti dalla legge: fiscali (esercitando un’opzione, il distretto potrà diventare un nuovo soggetto d’imposta), amministrativi (possibilità per le imprese di intrattenere i rapporti con le pubbliche amministrazioni e con gli enti pubblici, anche economici, tramite il distretto a cui aderiscono), finanziari (integrazione sinergica e razionalizzazione delle risorse europee, nazionali e regionali), ricerca e sviluppo (il distretto può promuovere la diffusione delle tecnologie per l’innovazione attraverso l’integrazione fra il sistema della ricerca ed il sistema produttivo).


Nell’utilizzo delle biomasse per usi energetici è importante ricordare che sostenibilità ambientale e fattibilità economica vanno di pari passo. Questi obiettivi possono essere raggiunti solo con un coinvolgimento reale di tutti gli attori della nostra provincia.



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