FORLI' - Andrea Brigliadori al 'Mega' presenta le poetesse romagnole Teodorani e Turci

FORLI' - Andrea Brigliadori al 'Mega' presenta le poetesse romagnole Teodorani e Turci

FORLI’ - Mercoledì 7 marzo, alle ore 18.00 presso il “Mega Forlì” di Corso della Repubblica, Andrea Brigliadori presenta "La nuova poesia dialettale romagnola è donna", un interessante incontro pubblico a cui prenderanno parte anche Laura Turci e Annalisa Teodorani.


L’appuntamento è inserito nell’ambito di “Poliedrica”, la rassegna ideata da Marco Viroli che quest’anno si presenta con una nuova formula, che vedrà cinque poeti già conosciuti ed editi, presentare a turno un giovane poeta romagnolo esordiente.


In questo modo si dà la possibilità, anche a chi non ne ha avuto ancora occasione, di farsi conoscere, allargando il campo ed evidenziando quanto oggi sia ampio e fiorente il mondo della poesia in Romagna. Un fenomeno tanto esteso da farci pensare soprattutto a Forlì come "Città della Poesia". Il calendario completo della manifestazione, ospitata quest'anno da "allroundcafé" presso MEGAforlì, prevede 5 incontri e porta come sottotitolo "Aperitivo con la poesia", in quanto gli incontri si terranno sempre dalle ore 18 alle ore 19 circa.



Laura Turci vive a Meldola dove è nata il 1° dicembre 1971. E' un esempio assai raro di giovane autrice che sceglie il dialetto come lingua della propria poesia, volgendo le espressioni ritmiche ed espressive ai temi della propria sensibilità intimamente moderna.

Laura Turci ha pubblicato nel 2006 per Il Ponte Vecchio la sua prima raccolta di versi dal titolo Al carvaj. Tredici bellissime poesie di Laura Turci, dense di figure, in un linguaggio fatto di cose (la terra, le mosche, il pane, le ossa, la nebbia, gli alberi, l’acqua, il fuoco, il fiume, la foglia), ma vibranti nel loro valore di correlativi oggettivi, di simboli. E in questo sta tutta la loro indiscu­tibile modernità.­ L’autrice di Al carvaj appartiene ad una generazione che ha patito una sorta di frattura della memoria, cercando modelli altrove, in orizzonti ben più larghi della cultura di paese o di campagna di cui si è nutrita tanta poesia dia­lettale. Che dunque sia una giovanissima donna a scrivere in dialetto meldolese è già una straor­dinaria scoperta. Ma per dire che cosa? Ecco l’assoluta novità, il segno vero della modernità: per dire, nel suo dialetto, proprio la sofferenza del chiuso, il punto acuto del disagio, la distanza tra il vissuto e il sognato, tra il “pae­se” e il “mondo”; e dirla, questa condizione esistenziale spoglia di ogni elegiaco richiamo alle cornici rustico-paesane del dialetto, in versi asciutti e brevi, scanditi nel silenzio di un’angoscia sot­taciuta, dove ogni parola, ogni faticata, reticente sillaba è un bàttito della solitudine. Con quell’immaginazione, poi, della morte, suscitata dal gelo dell’inverno sui muri, a tramutare un sogno in un brivido. [dalla presentazione di Andrea Brigliadori].


Annalisa Teodorani risiede a Santarcangelo di Romagna. Studia a Ravenna, alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali. Nel 1999 ha pubblicato per Luisè Editore di Rimini Par senza gnént. Vincitrice di numerosi premi letterari, nel 2004 fa uscire la seconda raccolta dal titolo La chèrta da zugh per Il Ponte Vecchio. Ventotto liriche per un capolavoro della nuova poesia dialettale romagnola, in una voce sorprendente per forza lirica e originalità. Annalisa osserva e ascolta, e le cose, gli animali, le persone acquistano lo spessore del suo sguardo, l’acutezza del suo udito, e rimandano ad un altrove che è il luogo dei sussulti del cuore, dei moti più profondi dell’anima. A due o tre generazioni di distanza dalla grande fioritura di talenti come Baldini e Guerra e Pedretti, fino a Giuliana Rocchi e Gianni Fucci, ci si poteva aspettare che dopo di loro più nulla, o quasi, riuscisse a farsi sentire; che tutto il possibile fosse esaurito con loro. Ed ecco, invece, imprevista e forse anche inattesa la novità di una nuova poesia dialettale santarcangiolese, con un suo timbro intenso e personalissimo, e con il suo mistero: il mistero di una voce di giovanissima donna, la quale si affida al dialetto in tempi di accelerato disfacimento della cultura della parola, trovandovi un modo, un lessico, un codice, una lingua che la coinvolge, e ci coinvolge, per intero. Presentazione di Andrea Brigliadori; postfazione di Narda Fattori.



Ecco i prossimi appuntamenti di Poliedrica inverno 2007:


4 aprile: Matteo Zattoni presenta Giacomo Foglietta: "Notturni/Pensieri";

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30 aprile: Filippo Amadei presenta Simone Morgagni: "E Londra è il nostro tempo".

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