FORLI' - Asili, Pini (Lega): ''Rammarico per mancata battaglia della cdl sui diritti dei forlivesi''

FORLI' - Asili, Pini (Lega): ''Rammarico per mancata battaglia della cdl sui diritti dei forlivesi''

FORLI’ - "Quanto affermato dall’assessore alle politiche educative Loretta Lega e cioè che in tema di diritti e doveri dell’infanzia non si possono utilizzare criteri differenziati tra forlivesi e immigrati, non corrisponde al vero, senza con questo dovere essere tacciati di razzismo o ottusità: bene ha fatto il consigliere dell’MPA Francesco Aprigliano a sostenere le tesi della Lega Nord. Mi rammarico che altre forze del centro destra non siano altrettanto battagliere su questi temi". Sulla questione degli asili interviene l’on. Gianluca Pini che, forte di esperienze in altre parti di Italia, focalizza la questione : "A parità di reddito - commenta l’on. Pini - è necessario e normale agevolare chi risiede sul territorio da più anni, in questo caso i cittadini. In altre città che vedono la Lega Nord con percentuali a due cifre e dove nei punteggi per l’assegnazione dei posti negli asili assume un certo valore la residenza decennale nel comune, si pensi a Como piuttosto che Treviso, non si può certo affermare che l’integrazione degli immigrati sia poca cosa". Il fenomeno immigratorio al centro del discorso del parlamentare romagnolo dunque : in termini assoluti le richieste degli immigrati sono il 14% sul totale, ma in rapporto all’accoglimento delle richieste degli italiani i numeri cambiano : "Il 75% di bambini stranieri accettati - continua l’on. Pini - è la prova di una sistematica invasione sostenuta da una bomba demografica ad opera degli extracomunitari avallata da una sinistra irresponsabile". L’on. Pini si dice invece d’accordo in maniera intransigente sulla necessità di rivedere i criteri per l’assegnazione dei posti negli asili dei bambini delle famiglie italiane : "Così come per i criteri di assegnazione delle borse di studio all’Università - conclude l’on. Pini - anche per quello che riguarda gli asili, si deve andare oltre il criterio del reddito Isee e valutare la reale situazione fiscale e proprietaria delle famiglie richiedenti affinché! non si verifichino privilegi per finti poveri, per gli amici degli amici o per qualche compagno".

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