FORLI' - Brivido e mistero nel libro di Matino "La Valle dell'Orco"

FORLI' - Brivido e mistero nel libro di Matino "La Valle dell'Orco"

Di Jenny Laghi

FORLI’ – Dopo il “Canto della Rondinaia” pubblicato da Foschi Editore è d’obbligo parlare di un altro interessante romanzo, edito dalla giovane casa editrice forlivese “La Valle dell’Orco”, in libreria dallo scorso 20 gennaio. Autore del romanzo è lo scrittore in erba Umberto Matino, nato a Schio e residente a Padova, dove lavora come architetto, in qualità di direttore tecnico di una società di ingegneria.

“La Valle dell’Orco” è stato definito dallo scrittore ravennate Eraldo Baldini ‘un gotico rurale’ per le sue caratteristiche noir che invitano il lettore ad un viaggio oscuro ed inquietante attraverso secoli di storia locale, nei meandri più profondi delle personalità umane.

La storia si apre con una terribile scena di morte: il dottore Aldo Manfredini viene trovato impiccato ad una trave nel bel mezzo di Contrà Brunelli, una località montana sperduta sulle vette vicentine, in cui vivono pochi solitari personaggi considerati ‘rovèrsi’ per il loro carattere chiuso e schivo.
Il migliore amico di Aldo, nonché erede della sua proprietà a Contrà Brunelli, viene avvisato della tragica scomparsa dell’amico e, giunto su quelle suggestive montagne dove da qualche tempo Aldo aveva inspiegabilmente deciso di isolarsi, comincia a nutrire sospetti sulla causa della sua morte. Il suicidio non lo convince in quanto non crede l’amico capace di tale estremo gesto.

Il mistero si infittisce e sembra confermare le ipotesi di Carlo Zampighi, quando quest’ultimo, preso dalla sua abituale ossessione per la pulizia si mette a spolverare ogni centimetro quadrato della casa di Aldo e trova inaspettatamente il suo diario personale.

Il lettore viene immerso in una sorta di mise en abyme, una storia nella storia e attraverso gli occhi di Carlo viene a conoscenza di ogni singola parola annotata nel diario del dottore e del ruolo che ogni singolo personaggio di quella contrada sperduta ha giocato durante la sua permanenza nella Valle.

La narrazione, lenta, riflessiva conferisce un ritmo cadenzato alla storia, creando un atmosfera di suspance molto intensa, piena di elementi perturbanti che lasciano presagire i terribili misteri che racchiude in sé la Valle dell’Orco. Di grande merito è il lavoro di ricerca svolto da Matino sulle origini storiche delle popolazioni ungare che hanno occupato per secoli i territori veneti, lasciando molte tradizioni culturali e linguistiche. L’episodio narrato ne “La Valle dell’orco” è una sorta di ricostruzione ben dettagliata dell’evoluzione delle terre vicentine nel corso dei secoli e dei loro abitanti, alla quale ha saputo magistralmente aggiungere morti strane, intricate storie famigliari, rievocazioni di una lingua lontana e sconosciuta il cui studio porta progressivamente a svelare i tanti misteri che attanagliano quella valle boscosa.

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Brivido, suspance, passione storica, ricerca della verità sono gli elementi che Umberto Matino ha saputo sapientemente mescolare per dare vita ad un romanzo mozzafiato “Un libro – scrive Baldini – che, una volta chiuso e risposto nello scaffale, rimane aperto dentro i pensieri“.

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