Forlì, 'caso Petropulacos': due articoli danno in partenza la direttrice dell'Ausl

Forlì, 'caso Petropulacos': due articoli danno in partenza la direttrice dell'Ausl

Forlì, 'caso Petropulacos': due articoli danno in partenza la direttrice dell'Ausl

FORLI' - Non si smorzano i toni sul "caso Petropulacos", la direttrice generale dell'Ausl di Forlì che venerdì appariva in procinto di abbandonare l'opera di risanamento dei conti della sanità forlivese a pochi mesi dal suo insediamento. Venerdì la giornata surreale delle dimissioni, negate solo in tarda serata dall'assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti. E dopo un week-end di polemiche da parte del Partito Democratico, Bartolini torna alla carica con un netto "le bugie hanno le gambe corte".

 

Il pidiellino, infatti, cita due articoli di giornale di oggi, sull'edizione di Firenze della Repubblica e sulla Gazzetta di Modena, che continuano a dare per molto probabile la partenza della direttrice Petropulacos, modenese di origine greca, verso la direzione generale della sanità della Regione Toscana. Lunedì pomeriggio ci sarà la seduta della giunta regionale della Toscana, in cui si formalizzeranno le nomine, tra cui potenzialmente anche quella di Petropulacos.


Insomma, la sua partenza, a detta di Bartolini, non è ancora scongiurata. Bartolini, infine, dà la sua ricostruzione della tempestosa vicenda: "Così come Mazzoni (il precedente direttore generale, ndr) in passato, anche Petropulacos si è scontrata subito, anche lei, dentro l'Area vasta con il direttore generale di Ravenna Tiziano Carradori che  in una riunione le avrebbe addirittura detto: ‘Io ti faccio rimandare da dove sei venuta'".

 

E ancora Bartolini: "Essendo una donna di carattere, Petropulacos non si è lasciata certamente intimorire e gli ha risposto per le rime ma quando  ha chiesto copertura politica per poter procedere nella sua opera mirata a  tutelare l'autonomia e a difendere le eccellenze della sanità forlivese, anziché trovare tutela, la Regione ha pensato invece di trovarle subito un incarico alternativo pur di non disturbare il padre padrone della sanità romagnola". Insomma, per Bartolini, per la sua denuncia pubblica, "la giunta regionale non è riuscita nel proprio intento di mettere tutti davanti al fatto compiuto".

 

Ma al di là delle schermaglie politiche, Pd e Pdl forlivesi sono nella sostanza concordi in una richiesta: garantire una reale rotazione alla guida dell'Area vasta della sanità romagnola. Così Bartolini: "Ora più che mai Forlì deve iniziare a rialzare la testa pretendendo il  ruolo di coordinatore di Area Vasta per il proprio direttore generale, dato che  è inaccettabile, vergognoso e per nulla dignitoso per Forlì che tale ruolo continui ad essere in capo alla stessa persona da oltre cinque anni quando, nero su bianco, era prevista una rotazione che garantisse pari dignità tra
le quattro Ausl romagnole".

 

Il suo invito è, anzi, di "difendere insieme la nostra autonomia dalle decisioni verticistiche di Bologna, invece di  litigare strumentalmente come galli in un pollaio con il vecchio metodo destra contro sinistra, buoni contro cattivi". Con sfumature diverse Alessandrini e Casadei del Pd: "L'Area Vasta, ne siamo convinti, deve fondare il proprio successo sulla piena, convinta e volontaria adesione di tutte le strutture che ne fanno parte, ciascuna con pari dignità".

 

E quindi: "A questo riguardo, nell'azione di coordinamento, potrebbe essere utile una rotazione, almeno nella fase in cui dovrà essere portata a regime questa scelta strategica, consci del fatto che non ci sono Ausl né direttori generali di serie A o di serie B". Alla Regione, invece, i due consiglieri Pd chiedono di "svolgere un fondamentale ruolo di garante, divenendo punto di riferimento unitario per compiere un percorso corretto in grado di portarci verso quegli obiettivi che stanno alla base del progetto di Area Vasta".

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