FORLI' - Delegazione romagnola a San Giovanni Rotondo

FORLI' - Delegazione romagnola a San Giovanni Rotondo

FORLI’ - Erano presenti anche decine di romagnoli, giovedì mattina, a San Giovanni Rotondo, nell’immenso sagrato dell’imponente chiesa “San Pio da Pietrelcina” progettata da Renzo Piano, alla solenne concelebrazione eucaristica che ha ufficialmente aperto l’ostensione ai fedeli del corpo riesumato del frate con le stimmate. Le spoglie di San Pio sono state mostrate al mondo intero dopo mesi di attesa e attualmente riposano in un'urna di legno e di vetro.


In rappresentanza della nutrita schiera di devoti forlivesi di Padre Pio è intervenuto il responsabile del Gruppo di preghiera della parrocchia di Santa Maria del Fiore Davide Marchetti, di professione idraulico ma con l’hobby della solidarietà natalizia a bimbi ammalati di mezz’Italia. Al termine della messa, presieduta davanti a 25mila persone dal cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto della Congregazione dei Santi e artefice della beatificazione e della salita agli altari del grande francescano, avvenute rispettivamente il 2 maggio 1999 e il 16 giugno 2002 ad opera di papa Giovanni Paolo II, è iniziata la marcia di avvicinamento ai resti del santo da parte dei 10mila fedeli, che si prevede sfileranno davanti alla teca di plexiglas esposta nella cripta di Santa Maria delle Grazie, fino alla chiusura programmata per le 24.


Già dalle 8 di venerdì 25 aprile inizieranno le visite prenotate, che si calcola porteranno al cospetto del santo riesumato almeno un milione di pellegrini da tutto il mondo, con grande soddisfazione per l’industria ricettiva di San Giovanni Rotondo, che potrà così riaversi dalla profonda crisi di utenti degli ultimi anni. La palma del devoto più ostinato va senza ombra di dubbio ad un olandese, che pur di vedere con i propri occhi Padre Pio riesumato ha camminato ininterrottamente per 62 giorni.


Fra i fedeli in fila per una fugace occhiata al prodigioso cappuccino, anche i due miracolati che hanno consentito la sua santificazione a tempo di record: Consiglia De Martino e Matteo Colella, entrambi guariti da un male implacabile, refrattario ad ogni cura medica. Durante la solenne messa di apertura, il vescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo monsignor Domenico Umberto D'Ambrosio, l’autorità incaricata dalla Santa Sede della gestione del Santuario di San Giovanni Rotondo e delle Opere di San Pio da Pietrelcina, ha ribadito che l’esumazione e la ricognizione canonica esprimono “in primo luogo i sentimenti di profonda umanità che la popolazione nutre da sempre verso questo suo figlio illustre che tanto ha amato e ha sofferto per noi”.


Alla cerimonia erano presenti i più importanti network televisivi e media del mondo, fra cui l’americana Cnn e l’araba “Al Jazeera”. “Un’emozione indescrivibile vederlo pressoché intatto dopo quarant’anni, ancora con la barba e il saio della sepoltura”. Davide Marchetti è voluto essere fra i primi devoti a vedere l’inconfondibile profilo del santo con le stimmate, destato per un anno dal suo sonno mortale.


“A dire il vero – precisa l’artigiano forlivese - era emozionante anche prima della riesumazione sostare in preghiera nella cripta ove il santo riposa nella pace eterna. Sono venuto a San Giovanni Rotondo anche per curiosità, per osservare con i miei occhi l’oggetto della nostra devozione”.


I resti di Francesco Forgione, morto in odore di santità il 23 settembre 1968, sono ritornati alla luce il 28 febbraio scorso nell’assoluto rispetto di una prassi canonica già praticata più volte nel corso del XX secolo per altri santi di minore popolarità. Marchetti guiderà anche il gruppo di cento pellegrini forlivesi che saranno a San Giovanni Rotondo dall’8 al 9 maggio prossimi.

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Piero Ghetti

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