FORLI' - Dieci anni fa moriva Maria Nanni

FORLI' - Dieci anni fa moriva Maria Nanni

FORLI' - Sorella Maria Nanni, pioniera di quella “carità operosa” tanto diffusa oggi in Romagna, rimane figura molto amata nel panorama ecclesiale forlivese. L’artefice del Centro Volontari della Sofferenza forlivese, morta il primo giugno 1997, è stata ricordata sabato 2 giugno a Meldola, presso la Casa “Nostra Signora di Fatima”, in via delle Caminate, 2.


L’incontro, che ha visto la partecipazione di aderenti del movimento ecclesiale internazionale del Cvs provenienti da tutta l’Emilia-Romagna, ha preso il via con una serie di testimonianze sulla vita e l’azione di Maria Nanni, rese dai numerosi “fratelli di sofferenza” che la conobbero e la emularono nel suo sorprendente spirito di accettazione. “Ringrazio Maria – ha esordito il conduttore della giornata don Roberto Rossi, parroco di Regina Pacis e nativo di Voltre di Civitella come la Nanni – perché è stata la mia catechista e ha gettato le basi della mia vocazione sacerdotale”. Ancor più toccante la testimonianza di un altro voltrese, il parroco di Fratta Terme monsignor Gaspare Caselli, classe 1924 e di pochi anni più giovane di sorella Maria: “La ricordo bambina, in braccio alla mamma che la portava a messa la domenica”.


La Nanni avrebbe ricevuto una carrozzina solo nel 1952, la prima usata in tutta la vallata del Bidente. Maria – ricordano i coniugi Teresa e Rudi Branchetti, che la conobbero negli anni Sessanta agli esercizi spirituali di Re – sapeva andare al cuore della gente. L’abbiamo sentita più volte ringraziare il Signore della sua infermità”.Al termine, i convegnisti hanno preso parte alla messa celebrata dal don Roberto Rossi, seguita dallo scoprimento di una targa ricordo, collocata proprio all’ingresso della grande cappella interna dell’ex seminario, affrescata nel 1936 dal pittore meldolese Emidio Vangelli. La Casa “Nostra Signora di Fatima”, inaugurata nel 1935 come villa estiva del seminario della Diocesi di Forlì e risorta nel 1981, dopo anni di penoso abbandono, come dimora dei “Silenziosi Operai della Croce”, dal 1987 ospita anche il Centro socio-riabilitativo, struttura convenzionata in grado di accogliere una ventina di giovani con ridotte capacità motorie o psichiche. Nel novembre 2004, il servizio si è arricchito di una residenza notturna per disabili in aiuto alle famiglie meldolesi in difficoltà. Il merito del recupero del monumento va proprio a Maria Nanni e al primo nucleo forlivese di civuessini, sorto alla fine degli anni ‘50. Nata nel 1920 a Voltre di Civitella, Maria è colpita in tenera età dalla poliomielite, che la getta per sempre su una carrozzina. Dopo anni di buio, sfibrata dall’incapacità di comprendere un destino così avverso, scopre la fede e il messaggio di condivisione di monsignor Luigi Novarese, il sacerdote piemontese fondatore del Cvs. All’età di 18 anni, Maria da un senso alla sua condizione di ammalata divenendo Silenziosa Operaia della Croce. “Protagonisti del Cvs - amava ripetere - siamo proprio noi sofferenti, capaci di vivere il dolore col sorriso grazie alla fede”.


La Nanni supera il concetto del sofferente oggetto di carità e diventa membro attivo della chiesa e della società. “I soggetti sani si limitano ad affiancarci laddove noi non possiamo arrivare col fisico o con la mente”. Dal giorno della sua morte, Maria Nanni riposa nel piccolo cimitero montano della natia Voltre, meta incessante di visite anche da fuori regione.

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Piero Ghetti

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