FORLI' - Difendersi da zanzare e insetti vari: i consigli dell'Ausl

FORLI' - Difendersi da zanzare e insetti vari: i consigli dell'Ausl

FORLI’ - Durate il periodo estivo il fastidio determinato da temperatura ed umidità elevate si somma a quello provocato dalle punture di insetti. Quest’anno l’inverno mite e la primavera anticipata hanno presumibilmente favorito la sopravvivenza invernale di un numero di individui superiore alla norma e determinato, in alcuni casi, infestazioni precoci ed elevate.


Nonostante questo, il controllo efficace delle infestazioni di insetti come le zanzare, può e deve avvenire seguendo le semplici regole divulgate da tempo. Si tratta di eliminare o inattivare qualunque possibile ristagno di acqua determinato dall’uomo (raccolte di acqua per innaffiare orti e giardini, annaffiatoi, sottovasi) o dagli eventi atmosferici.


Per quanto riguarda poi altri insetti ematofagi (cioè che si cibano di sangue) è un po’ più difficile contenerne la riproduzione, perché, ad esempio, i flebotomi, noti anche con il nome di ”pappataci”, si possono sviluppare in piccolissime raccolte di materiale umido ricco di sostanza organica. Per questo motivo i proprietari di cani residenti in zone più a rischio (che sono in genere quelle collinari) è bene che chiedano al proprio veterinario quali sono le precauzioni utili ad impedire che gli animali vengano punti e contraggano una malattia detta “Leishmania”.

Le zecche, al contrario, potrebbero risentire negativamente di periodi prolungati di siccità. E’ bene tuttavia prestare sempre attenzione alla loro presenza, perché questi insetti ricercano attivamente i luoghi più freschi per proteggersi e ricercare “l’ospite” su cui cibarsi nei momenti più favorevoli.


Ma non sono solo gli insetti o gli artropodi ematofagi a provocare disagio e reazioni allergiche di importanza variabile a seconda degli individui.

Anche i peli di alcuni bruchi sono urticanti e possono provocare reazioni sia a livello della cute (epidermici) che, se inalati, a livello respiratorio, nonché problemi più o meno gravi in caso di contatto con gli occhi o con le mucose della bocca. La prima regola è quindi di non toccare mai bruchi pelosi (e non) se non si conosce “l’identità” dell’insetto che si ha di fronte. I casi più noti di bruchi urticanti sono quelli della processionaria del pino e della quercia. Le larve, cioè i bruchi della processionaria del pino, in questo periodo non sono presenti in quanto gia trasformate in crisalidi in attesa di diventare farfalle. Invece i bruchi della processionaria della quercia sono presenti e possono provocare fenomeni di diversa intensità. Per non incorrere in questi problemi è quindi bene evitare di sostare nei pressi di querce, se si avvertono fenomeni di irritazione, e rivolgersi al proprio medico in caso di reazioni particolari.

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Attenzione infine ad api, vespe e calabroni, che sono ben conosciuti e talvolta pericolosi.

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