FORLI' - Disabili, accordo provinciale per favorire inserimento e formazione

FORLI' - Disabili, accordo provinciale per favorire inserimento e formazione

FORLI’ – “Dare la possibilità ai disabili di non essere considerati tali, ma persone che abbiano un valore nella società”. Questa frase, pronunciata da Ottavia Muccioli ( U.S.P. Forlì-Cesena) riassume, in estrema sintesi la firma, da parte di 103 soggetti, dell’“accordo di programma provinciale per l’integrazione scolastica e formativa degli alunni disabili”, con validità quinquennale. Un evento molto importante per il territorio provinciale, preparato a più mani ed approvato da tutti i soggetti chiamati alla sottoscrizione.


L’accordo è stato firmato lunedì mattina nella sala del consiglio della Provincia di Forlì-Cesena, oltre che dal Presidente della Provincia Massimi Bulbi, dai vari rappresentanti, sindaci e dirigenti di 30 Comuni, Asl di Forlì e di Cesena, Ufficio scolastico provinciale, 6 circoli didattici di Forlì, 5 di Cesena, 2 di Cesenatico, 1 di San Mauro Pascoli, 1 di Savignano, 15 istituti comprensivi, 8 scuole medie, 19 scuole superiori, 6 istituti privati (1 scuola superiore e 5 primarie).


La Regione ha scelto ha scelto di lavorare insieme con le Amministrazioni provinciali con l’obiettivo di muoversi sulle stesse linnee di orientamento nel rinnovo dell’accordo, scaduto già dal 1999. “E’ molto importante l’esito condiviso di questo lavoro – ha sottolineato l’assessore provinciale alle politiche educative, Margherita Collareta – perché non ci si può trovare in disaccordo nel tutelare i diritti dei più deboli, questo accordo significa volare in alto in termini di valori”.


La prima bozza del progetto, realizzato da una commissione di lavoro insediatasi il 7 aprile 2005, risale al giugno scorso. A novembre 2006 ci sono state le consultazioni con tutti gli enti interessati, comprese la associazioni rappresentative dei disabili e delle loro famiglie, i sindacati gli enti di formazione. Nella riunione del 5 dicembre dell’anno passato è stata consegnata la versione definitiva del testo con le integrazioni e le modifiche scaturite dal confronto sul territorio. L’iter burocratico di approvazione è piuttosto articolato ed ha portato, oggi, alla conclusione di tutto questo percorso.


Cruciale nell’elaborazione del progetto il lavoro di gruppo: “Si è trattato di un percorso fortemente partecipato – ha ribadito la Collareta – soprattutto dal punto di vista della formazione degli operatori che lavoreranno sul campo”. Ha espresso la propria soddisfazione anche l’assessore provinciale al welfare, Alberto Manni: “Oggi (lunedì, ndr) è una giornata di gioia in conclusione di un lavoro di due anni cha ha due scopi ben precisi, ovvero l’inserimento scolastico e lavorativo per un’integrazione totale dei ragazzi diversamente abili nella società”. Si associano nel sottolineare compartecipazione e l’innovazione del programma anche Agostino Bravaccini dell’AN.M.I.C. e Manuela Pieri, Sabrina Rossi e Ottavia Muccioli membri della commissione che ha elaborato la proposta.


“Sarà un percorso difficile - ha voluto precisare Gabriele Boselli (U.S.R Emilia-Romagna) – perché purtroppo i valori che oggi vengono apprezzati nella società sono solamente quelli che hanno una traducibilità economica” .Oltre ad insegnanti e personale qualificato, sono inclusi nel progetto anche i volontari del servizio civile e le nuove figure di “tutor”, ovvero compagni di scuola che aiuteranno i ragazzi con problemi durante il loro percorso formativo.

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Chiara Fabbri

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