Forlì, 'Divanapoli'. I Comuni chiedono di costituirsi parte civile

Forlì, 'Divanapoli'. I Comuni chiedono di costituirsi parte civile

Forlì, 'Divanapoli'. I Comuni chiedono di costituirsi parte civile

FORLI' - Prima udienza mercoledì al tribunale di Forlì per il processo 'Divanapoli', il caso scoppiato nel 2007 e che vede imputati dieci cinesi e cinque imprenditori italiani del settore dell'imbottito. La Provincia di Forlì-Cesena, i Comuni di Forlì, Castrocaro, Bertinoro, la Camera di Commercio e le due imprenditrici che sollevarono il caso, Maria Elena Ciocca e Manuela Amadori, hanno chiesto al giudice Giovanni Trerè (pm Fabio Di Vizio) di costituirsi parte civile.

 

Tutto sarà stabilito il 12 gennaio. Le due imprenditrici sono tutelate dall'avvocato Giovanbna Capello. Il 24 aprile del 2007 scattò l'operazione della Squadra Mobile di Forlì al termine di un'attività d'indagine che aveva permesso agli inquirenti di appurare come diverse aziende del settore del mobile imbottito (taglio della stoffa o pelle, cucito e divani) risultavano far capo a cinesi, in stretto rapporto funzionale di produzione con importanti imprese del medesimo settore gestite da italiani. Le imprese gestite da italiani, secondo l'accusa, avevano favorito lo sviluppo delle aziende cinesi attraverso la concessione in uso di stabili, di macchinari per la produzione e formazione tecnico-professionale necessaria con la presenza di personale qualificato di fiducia.

 

In questo modo gli imprenditori italiani si erano privati dei problemi inerenti la gestione, anche sindacale, degli operai cinesi addetti alla produzione dei salotti, occupando formalmente della redditizia commercializzazione. Per la produzione dei salotti gli operai venivano pagati con salari più bassi di circa due terzi (30 euro).

 

A tutti gli indagati furono contestati numerosi illeciti amministrativi: mancata adozione di cautele per la prevenzione di infortuni; opere edilizie abusive all'interno dei capannoni; lavoratori assunti con orario part-time (4 ore giornaliere) e di fatto costretti a lavorare per tutta la giornata, di sera e nei giorni di riposo (sabato e domenica); lavoro nero; retribuzione modestissima e non corrispondente alle reali ed effettive prestazioni lavorative.

Commenti (8)

  • Avatar anonimo di chi79
    chi79

    Posso dire che a fine mese un'altra ditta chiuderà anche per colpa di questa "moda"di dare lavoro a costo 0 senza regole...credendosi furbi. Ma se facciamo una mano di conti abbiamo chiuso il settore del mobile imbottito ITALIANO e lasciato a casa tanti operai BRAVI!!!!! GRAZIE intelligentoni del commercio........

  • Avatar anonimo di -ste-
    -ste-

    buongiorno a tutti Non abito in Romagna ma vorrei cercare di aiutare le due signore - o almeno una di esse - e visto che avevo bisogno di un divano letto per casa mia.... Qualcuno sa come contattarle? num tel indirizzo sito email. Dovro poi vedere possibilita, prezzo, mio budget, pero credo che solidarieta significhi anche questo. Grazie a chi mi rispondera' Ste

  • Avatar anonimo di DanieleB
    DanieleB

    Mi chiedo alla fine di tutto se in questa storia ci saranno dei vinti e dei vincitori o se finisce tutto "all'italiana", ossia che è colpa di tutti e di nessuno e chi ci guadagna adesso ci guadagnerà anche domani e così invece non è per chi oggi ci ha perso. Perchè mi domando, da persona estranea a questo settore di mercato, non si è mobilitato nessuno quando 10 e più anni fa molti avevano delocalizzato in Romania e adesso che le cose li sono cambiate sono tornati, magari cessando la loro vecchia produzione e acquistando oggi da chi non rispetta le regole, per poi rivendere con il vecchio marchio. TEMO CHE ALLA FINE QUESTI ULTIMI SARANNO QUELLI CHE CI HANNO GUADAGNATO DI PIU' E NUSSUNO GLI FARA' NULLA. Spero di sbagliarmi....

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    a, mbeh, allora...... Mi scusi il sarcasmo Jeffetto, è che la mia era solo una battuta ed in questi anni mi sono sentito dire un milione di volte ed in un milione di modi diversi ".....non si è potuto perchè....noi non possiamo perchè.......non era compito di....sarebbe stato di....ecc. ecc."Il risultato è questo e mi permetto di INVITARE TUTTI A RIFLETTERE SU UNA NOTIZIA CHE APPARE SU QUESTA STESSA TESTATA: LA DISOCCUPAZIONE IN AUMENTO. Provate a riflettere su quanti posti di lavoro si potrebbero far emergere se si facessero i controlli, non penserete mica che i laboratori cinesi versino o siano disposti a versare i contributi per il totale del monte ore del totale dei dipendenti effettivi!

  • Avatar anonimo di Jeffetto
    Jeffetto

    @sefossi - samigidi: Possono costituirsi soltanto le parti indicate dal pubblico ministero come parti offese. Le associazioni non lo erano. L'unica parte che non si è costituita, tra quelle che ne avevano facoltà, è l'Agenzia delle Entrate.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Quello dei comuni è un segnale forte e importante, ma tardivo. Non serve a niente: è come se la polizia (o il Ministero dell'Interno) si costituisse parte civile in ogni processo penale, l'Agenzia delle Entarte in ogni processo per evasione fiscale. Credo che la responsabilità dei comuni, per il passato ma soprattutto per oggi, e domani, sia l'omesso controllo. hanno gli strumenti, hanno il personale, hanno la responsabilità. Ma non fanno niente. Perchè ?

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Le associazioni? Probabilmente potrebbero farlo se non fossero assieme ai sindacati sul banco degli imputati.Per quanto riguarda il comune che si costituisce parte civile..buona idea, che mi porta ad alcune considerazioni: questa situazione è arrivata a questo punto grazie alla completa latitanza del comune e delle istituzioni in genere in fatto di controlli nonostante le ripetute denuncie, ufficiali e non. L' unica cosa che l'amministrazione comunale, che ricordo governa sul territorio, ha fatto è stato di mettere in piedi alcune operazioni di facciata per salvare la faccia al partito e il sedere agli amici.In più, si parla sempre e solo di coloro che, giustamente, sono stati scoperti dall'inchiesta del 2007 e che, forse, oggi saranno condannati non sapendo che costoro hanno continuato ad operare nello stesso identico modo grazie alla assoluta mancanza di controlli da parte delle autorità (ognuno declini questa parola come vuole,tanto tutti risponderanno che non è compito loro.)In più, parliamo sempre di questi e il problema in se stesso quando lo risolviamo? Per ognuno degli imputati chiamati sul banco in questo processo ce ne sono altri 10 (e parlo solo del mondo del salotto e di Forlì, senza voler allargare il discorso al manifatturiero nazionale) che agiscono indisturbati impoverendo il territorio e mettendo in ginocchio le aziende che invece producono (producevano)rispettando le regole.Tutti sanno, forze dell'ordine, amm. comunale, provincia, regione, ispettorato, ausl, sindacati, associazioni, ma nessuno fa nulla. Ed ora, il miracolo, ci costituiamo parte civile, così DiVizio ha fatto il lavoro e tutti salgono sul carro del meritevole (per definirlo vincitore vedremo) tralasciando sbadatamente di fare ciò che rientra nei loro doveri. E noi cittadini e consumatori continuiamo a credere che sia possibile vendere un divano ad un privato in negozio a � 490 iva compresa pagando centinaia di migliaia di euro di pubblicità all'anno, come vengono fatti secondo voi?

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    E le associazioni? non si costituiscono parte civile? La CNA ad esempio.......

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