FORLI' - ''E poi…'': un’opera di Glauco Fiorini per il piazzale della Pieve

FORLI' - ''E poi…'': un’opera di Glauco Fiorini per il piazzale della Pieve

FORLI' - Prendo spunto dall’ articolo “Glauco Fiorini, dalla materia al sogno” del critico Andrea Brigliadori, pubblicato nel dicembre 1989 sulla rivista “Romagna – Ieri, oggi, domani”, datato ma ancora attualissimo, per evidenziare che anch’io concordo sul fatto che Glauco Fiorini sentiva con “radicale adesione le croci e le delizie della condizione artistica” ed era arrovellato dal “problema dell’esprimersi”.


Infatti, tutta la scultura prodotta da Glauco nel corso degli ultimi anni della sua attività persegue “il tentativo di provare ogni forma e materia, di impadronirsi di ogni tecnica per toccare quel punto di espressione che in lui non si darà mai come unico e risolto, ma sempre come multiforme e provvisorio. C’è un divenire della sua scultura che fa tutt’uno col divenire stesso delle sue intenzioni umane”.


È significativo, quindi, che, ad oltre dieci anni dalla scomparsa di Glauco, gli amici di San Martino in Strada, il locale Comitato di Quartiere, la Circoscrizione n. 5 competente per territorio, i soci dell’Associazione Glauco Fiorini, la moglie Alba e i figli Alessandro e Giampaolo abbiano convenuto che l’opera da collocare nel piazzale della Pieve, e pertanto nel bel mezzo del quartiere dove l’artista è nato e vissuto per oltre cinquant’anni, debba essere la scultura “E poi…”. E’ una figura femminile molto stilizzata, creata al termine di una fase decisiva del suo percorso creativo. In precedenza aveva realizzato immagini di donna molto realistiche, in cui le forme si lasciavano leggere e le linee componevano sguardi, corpi, movimenti. A poco a poco, scultura dopo scultura, l’artista modella le forme in modo sempre più stilizzato, lasciando solo le linee più importanti fino a giungere ad una composizione essenziale.


La scultura “E poi…” rappresenta, quindi, la libertà creativa che va riconosciuta ad ogni artista: all’osservatore resta la provocazione, l’autonomia dell’interpretazione.

La decisione di collocare l’opera nel piazzale della Pieve è il frutto prezioso del lavoro di squadra di molte persone, enti ed istituzioni. Essendo riportato l’elenco in questa pubblicazione non farò alcun nome, mentre non posso esimermi dal ringraziare tutti di vero cuore e con commozione per l’ammirevole impegno profuso.


Sono certo, altresì, che l’opera collocata in uno scenario ricco di storia, testimone di molti eventi che hanno caratterizzato la frazione e di altrettanti interventi urbanistici ed edilizi descritti in modo sintetico nella scheda inserita in questo volume, impreziosirà il luogo che già ospita a poche decine di metri il Monumento ai Caduti ideato nel 1965 da Roberto De Cupis (Roma 1900 – Forlì 1975), un altro scultore di notevoli capacità e che, al pari di Glauco Fiorini, ha lasciato una traccia indelebile nella nostra città.

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Gabriele Zelli

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