Forlì, ''il modo di pensare dell'uomo contemporaneo è quello del Grande Fratello''

Forlì, ''il modo di pensare dell'uomo contemporaneo è quello del Grande Fratello''

FORLI' - Saranno Mauro Magatti, preside della Facoltà di Sociologia dell'Università Cattolica di Milano, e Chiara Giaccardi, ordinario di sociologia e antropologia dei media presso lo stesso ateneo, i relatori dell'incontro pubblico su "Educare in un mondo che cambia", in programma mercoledì, alle 21, nella sala Santa Caterina, in via Romanello.

 

Promosso dalla Consulta diocesana delle Aggregazioni Laicali e dalla Consulta degli Organismi Socio-assistenziali della Diocesi di Forlì-Bertinoro, la serata si propone di avviare una riflessione sugli orientamenti pastorali della Commissione Episcopale Italiana-Cei per il decennio 2010-2020, intitolati "Educare alla vita buona del Vangelo", attualizzandoli nel contesto della globalizzazione.

 

I due sociologi, educatori e specialisti delle tematiche dell'incontro, svilupperanno un'analisi della società di rete contemporanea, focalizzandosi sull'attuale "emergenza educativa". Autori di volumi importanti come "La globalizzazione non è un destino" e "L'io globale", entrambi editi da Laterza, "illustreranno - dichiara Paolo Dell'Aquila, moderatore della serata - lo sviluppo del maturo villaggio globale, dove i vari mezzi di comunicazione (tv, radio, computer, cellulari, palmari) convergono e generano un'industria culturale onnipresente, che ci inonda di informazioni sempre più complesse da gestire. Questo crea, fra l'altro, un'orizzontalità dei flussi comunicativi, per cui informazione ed intrattenimento vengono continuamente mescolati. Ormai, il modo di pensare dell'uomo contemporaneo è quello dei naufraghi dell'isola o dei partecipanti al Grande Fratello, piuttosto che quello dei riflessivi lettori del mondo moderno."

 

Chiara Giaccardi tratterà in particolare il delicato tema della relazione educativa, in una società in cui si avverte la crisi dell'autorità e la sua progressiva sostituzione con modelli di tipo amicale. I genitori, gli insegnanti ed i "maestri" divengono più dei tecnologi della comunicazione, dediti all'assistenza psicologica, che attori di un vero confronto che consenta la crescita affettiva e spirituale.

 

 "Ovunque noi operiamo - conclude Dell'Aquila - la sfida educativa ci obbliga a stimolare il cuore e muovere la coscienza dei giovani. L'importante è riuscire a mantenere viva la tensione fra il desiderio di comunione e l'apertura alle domande fondamentali, la nostalgia per quelle forme di vita autentica che la società dei consumi tende sempre più a trascurare".

 

Piero Ghetti

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Annibale II°
    Annibale II°

    la TV? roba vecchia, buttatela. a casa mia non esiste più da anni, non ci manca e si vive molto meglio!!

  • Avatar anonimo di Lanzo
    Lanzo

    corretto. Il grande Fratello rappresenta il modo di pensare medio degli italiani, così come Berlusconi rappresenta la maggioranza politica degli italiani. Ho bisogno di un malox....

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