FORLI' - L’altro Maceo in un libro di Mario Proli e Rosanna Ricci

FORLI' - L’altro Maceo in un libro di Mario Proli e Rosanna Ricci

FORLI' - “Il libro su Maceo fotografo di guerra è un eccellente lavoro di recupero della memoria storica: alla figura del sommo pittore si aggiungono quelle del valente reporter e dell’attento cronista”. A dir poco entusiasta il giudizio dell’assessore alla cultura di Forlì Gianfranco Marzocchi sul volume di Rosanna Ricci e Mario Proli “Maceo Casadei fotografo di guerra per l’Istituto Luce”, edito dai Lions Club Forlì “Giovanni De Medici” su progetto dell’agenzia “Grafikamente”.


Oltre all’amministratore comunale e ai due autori, la conferenza stampa di presentazione, anteprima della vernice ufficiale che avrà luogo sabato 15 marzo, alle 16, nel Salone comunale, ha visto gli interventi di Leo Gaspari e di Gian Francesco Rimondini Giorgini, rispettivamente presidente e “past president” dei Lions Club Forlì “Giovanni De Medici”, nonché della gallerista forlivese Benedetta Farneti.


“Questa operazione - esordisce Leo Gasperi – svela qualità sconosciute di un forlivese già annoverato fra i maggiori artisti del ‘900, ma risponde anche a precise finalità benefiche: il ricavato dalla vendita del volume andrà a beneficio del progetto Wolisso, in Etiopia”. Si tratta di un service realizzato in piena sintonia con il Distretto Lions 411/A (Etiopia-Kenya-Seychelles): il villaggio, posto a 130 km da Addis Abeba, ospiterà ragazze madri, minori abbandonati e giovani da formare professionalmente. Maceo, classe 1899, decise di recarsi sul fronte libico per guadagnarsi di che vivere.


Pur non avendo mai aderito al Partito Fascista si ritrovò a documentare, per conto dell’Istituto Luce diretto dall’amico Giacomo Paolucci De Calboli, uno degli eventi culmine dell’enfasi mussoliniana: il consolidamento della Quarta Sponda, la nuova Italia in pieno Continente africano. “Maceo – dichiara il ricercatore Mario Proli – operò a ridosso delle prime linee dall’autunno del ‘41 alla primavera del ’42. Non visse la battaglia epocale di El Alamein, divampata la notte del 23 ottobre 1942, ma ha comunque lasciato immagini memorabili”. Per la composizione del volume, gli autori hanno “scavato” negli archivi “Luce” e attinto ai preziosi diari che lo stesso Maceo riordinò negli anni Cinquanta.


“L’evidente abilità fotografica – precisa Rosanna Ricci – non deve stupire: alla sua formazione artistica contribuirono geni pittorici del calibro di Sironi e di De Pisis”. Sabato, alla presentazione ufficiale del volume seguirà, in via degli Orgogliosi, l’inaugurazione della mostra fotografica allestita presso la Galleria Farneti, con l’esposizione di 40 delle circa 150 immagini inserite nel volume. Visitando la rassegna, aperta sino al 2 aprile, chiunque potrà riceverne copia dietro una libera offerta in denaro, sostenendo così l’importante “service” dei Lions in Etiopia.

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Piero Ghetti

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