FORLI' - L’Unità Operativa di Senologia di Forlì compie un anno

FORLI' - L’Unità Operativa di Senologia di Forlì compie un anno

FORLI’ - Un compleanno importante per la salute delle donne forlivesi quello che si celebra l’8 marzo. Esattamente un anno fa infatti prendeva avvio all’ospedale di Forlì l’attività dell’Unità Operativa di Senologia diretta dal dottor Secondo Folli.


“Dal 2001 l'Azienda USL di Forlì aveva iniziato il "Progetto Senologia" che definisce, dal punto di vista organizzativo, il Gruppo Senologico Multidisciplinare composto da chirurgo, chirurgo plastico, oncologo, radiologo dedicato, fisiatra, radioterapista, medico nucleare, psicooncologo, genetista, medico delle cure palliative, medico di base – spiega il dottor Folli - stabilendo così un percorso diagnostico-terapeutico completo: dalla diagnosi precoce, ai trattamenti integrati, alla ricostruzione e alla riabilitazione, aderente alle linee guida della FONCaM, costituendo l' UNITA' DI SENOLOGIA o BREAST UNIT. La realizzazione del "Progetto Senologia" si è concretizzato in un netto incremento delle pazienti trattate con riduzione della fuga verso altre istituzioni e un aumento dell'attrazione, accompagnato da una crescente richiesta di chirurgia oncologica e ricostruttiva. Per sostenere e potenziare il progetto, un anno fa si è istituita una struttura complessa di Senologia chirurgica. “


L’Unità Operativa di Senologia forlivese ha registrato in un anno 542 ricoveri e 560 interventi, di cui il 45% di pazienti provenienti da altre aziende regionali ed extraregionali.

“La consistente casistica operatoria forlivese – spiega il dottor Folli – ha permesso anche un affinamento delle tecniche chirurgiche e la formazione di nuovi chirurghi senologi. Non va dimenticato che l'EUSOMA, la Società Europea di Mastologia, definisce centri chirurgici di II livello, ovvero che possono fare formazione, quelli in cui si trattano più di 300 pazienti l'anno. Un aspetto importante nella casistica operatoria è stata poi la quasi totale assenza di interventi bioptici a scopo diagnostico, grazie alla valida sinergia con il Centro di Prevenzione Oncologica forlivese, che, dotato dei più moderni strumenti diagnostici, ci consente di discriminare le patologie da sottoporre al chirurgo evitando inutili interventi che risultano impegnativi per le pazienti. Ottenere una diagnosi corretta, prima dell'intervento, vuol dire pianificare l'intervento chirurgico e poterne discutere con la paziente che, opportunamente informata, può scegliere con più serenità.”


Presso la Senologia forlivese il 50% delle donne sottoposte a mastectomia ha scelto la ricostruzione del seno asportato (in Italia e anche negli USA la media è inferiore al 15%), opportunità che qui viene offerta a tutte le donne operate che non presentino controindicazioni cliniche a tale pratica.


“ Altro punto qualificante dell'attività – prosegue Folli - è la presa in carico delle pazienti da parte del chirurgo , che avviene dopo una visita collegiale cui partecipa il medico del Centro di Prevenzione Oncologica che ha seguito l'iter diagnostico e, se richiesto, il Radioterapista e l'oncologo medico. Ciò porta ad una miglior definizione del quadro clinico e delle problematiche connesse permettendo una continuità assistenziale molto rassicurante per la paziente. Al termine dell'iter chirurgico, una volta definito lo stadio della malattia, una seconda consulenza multidisciplinare stabilisce le successive terapie che vengono poi discusse con la paziente in presenza dell'oncologo medico.”


L’Unità Operativa di Senologia del Presidio Ospedaliero di Forlì offre prestazioni diagnostiche, terapeutiche, ricostruttive e riabilitative per patologie senologiche e si rivolge a pazienti acuti provenienti dal Pronto Soccorso e ai pazienti programmati, tutti “reclutati” dopo visita specialistica effettuata dai medici dell’Unità operativa.


“Nel corso dell’anno è stato attivato anche un punto di ascolto per le pazienti gestito da un gruppo di volontarie operate al seno che svolgono un’ attività di aiuto e informazione ogni lunedì, durante l'orario di ambulatorio – aggiunge il dottor Folli - Sul piano dell'organizzazione interna al Progetto Senologico è inoltre allo studio la possibilità di introdurre la figura dell'infermiera "Case Manager" che si faccia carico dell'intero percorso diagnostico-terapeutico, diventando riferimento e guida per le pazienti affette da tumore alla mammella.”

“In conclusione possiamo affermare che l'istituzione dell' Unità Operativa di Senologia – conclude il dottor Folli - ha portato ad un incremento dell'attività senologica, migliorando le performance del Gruppo Senologico Multidisciplinare, con un progressivo incremento delle pazienti affette da tumore che si rivolgono alla nostra struttura attirate non solo dalla qualità dei professionisti, ma anche dall'organizzazione di un percorso che copre tutti gli aspetti diagnostici, terapeutici e riabilitativi senza soluzione di continuo garantendo qualità e sicurezza dell'assistenza. “



DATI

L’Unità Operativa di Senologia è una struttura complessa composta da:

- 1 Direttore

- 3 Chirurghi con ruolo di Dirigente Medico a tempo indeterminato

- 1 Chirurgo con incarico libero professionale

- 1 Coordinatore infermieristico (condiviso con la degenza di Oculistica)

- 7 Infermieri (condivisi con la degenza Oculistica )

- 6 Operatori Socio Sanitari (condivisi con la degenza Oculistica)

- Servizio di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva in regime di convenzione con l’ Istituto Nazionale Tumori di Milano.

L’Unità Operativa è dotata di

- 8 posti letto di degenza ordinaria

- 1 posto letto di Day-Surgery

- 1 sala operatoria di chirurgia senologica

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