Forlì, 'L'Occidente nel Labirinto' presenta la figura della madre in Orwell e Mozart

Forlì, 'L'Occidente nel Labirinto' presenta la figura della madre in Orwell e Mozart

Gli eventi del festival L'Occidente nel labirinto - "Orwell: omaggio agli irregolari" (decima edizione) che appartengono alla categoria 'Contaminazioni', sono spettacoli che propongono - attraverso un pastiche tra differenti forme artistiche - testi di George Orwell insieme ad altri che, pur distanti nel tempo, condividono con essi suggestioni e corrispondenze.

 

E' il caso di "M." - La figura della madre in 1984 e nella lettera del 28 febbraio 1778 di Mozart, in programma venerdì 8 ottobre ore 21 alla Fabbrica delle Candele. Si tratta del primo dei due appuntamenti dedicati alla figura della madre in 1984 di Orwell e nella celebre lettera scritta da W.A. Mozart all'Abate Joseph Bullinger nella fatidica notte del 28 febbraio del 1778, da Parigi.

 

Per entrambi gli artisti, la rievocazione della figura materna è una catabasi negli anfratti più riposti del cuore, un invito, sì, a non smarrire la memoria, ma nel contempo anche a purificarla per una migliore comprensione di se stessi e della propria missione artistica.

Questo è vero nelle pagine di Orwell, dove il ricordo della madre diviene impegno etico a non dimenticare quella dimensione spirituale che Partito, invece, cercava di cancellare per ottenere una dedizione assoluta.

 

Ma anche la lettera mozartiana, pur nella sua stringatezza, cela suggestioni inaspettate. A Parigi la necessità di stare continuamente in giro, per cercare lavoro e insegnare musica, costrinse Mozart a lasciare sua madre quasi sempre sola. Lei non parlava francese e non si muoveva dalla casa in Rue du Groschenet, dove pativa il freddo. La sua salute cominciò a peggiorare e contrasse la febbre.

 

Non si fidava dei medici francesi e Wolfgang dovette fare salti mortali per trovarle un medico austriaco, che parlasse tedesco; quando questi giunse al capezzale della malata, però, era troppo tardi. Il 3 luglio 1778, a 57 anni, Anna Maria Pertl in Mozart morì: "Si è spenta come si spegne un lume".

 

Pantieri e Raspanti: due interpreti d'eccezione - A dare suono alle parole di Orwell e di Mozart - interpretate dall'attrice Sabina Spazzoli - saranno due interpreti d'eccezione: il pianista Filippo Pantieri e il violinista Gabriele Raspanti.

 

 

Filippo Pantieri è nato a Forlì. Ha studiato pianoforte prima al Conservatorio "B. Maderna" di Cesena, diplomandosi con lode sotto la guida di Stefano Orioli, e poi all'Accademia di Imola, dove si è perfezionato con Boris Petrushansky, Davide Franceschetti, Pier Narciso Masi e Mauro Minguzzi, diplomandosi con la qualifica di Master of Arts. Finalista, ancora studente, al Premio nazionale delle Arti, organizzato a Roma dal MIUR, ha poi vinto il Primo Premio in vari concorsi pianistici in Italia, tra i quali Arezzo "Nuovi Orizzonti", Città di Piove di Sacco, Ravenna, "Rospigliosi" di Lamporecchio, Concorso Internazionale "Città di Pesaro".

Nel mese di febbraio 2010 si è aggiudicato il Primo Premio Assoluto con unanimità di giuria al Concorso Pianistico Internazionale "Davorin Jenko" di Belgrado.

 

Ha debuttato nella sua città eseguendo presso il Teatro Diego Fabbri il 3° Concerto di L. van Beethoven, accompagnato dalla Guildhall Symphony Orchestra di Londra, diretta da Paolo Olmi.

 

Si è poi esibito da solista in Francia, Germania, Austria, Serbia, Malta, accompagnato da varie orchestre, tra le quali l'orchestra "Bruno Maderna", l'Harmonicus Concentus di Bologna, l'ensemble barocco Accademia Malatestiana.

 

Attivo come camerista, suona spesso in duo con il violinista Paolo Chiavacci. Studia clavicembalo con Silvia Rambaldi: è direttore artistico della rassegna concertistica forlivese "Ravaldino in musica" e direttore musicale del festival "L'Occidente nel labirinto". Laureato in Scienze del Comportamento presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Bologna, è da vari anni docente di Pianoforte.

 

 

Gabriele Raspanti è nato a Bologna nel 1961, inizia gli studi musicali al Conservatorio locale diplomandosi sotto la guida di Paolo Borciani (già membro del celeberrimo "Quartetto Italiano"). Ha collaborato con diverse orchestre italiane ("Teatro Comunale" di Bologna, "Orchestra della RAI" di Napoli, "Orchestra Regionale Toscana", Orchestra "Arturo Toscanini" dell'Emilia-Romagna).

 

Nel 1984 entra a far parte del "Quartetto Fonè", vincendo il primo premio assoluto al concorso internazionale di musica "Città di Stresa" (1985) e subito dopo la borsa di studio "Camillo de Carlo" di Vittorio Veneto. Contemporaneamente segue i corsi di musica da camera con Franco Rossi.

 

Dal 1987 è stato membro del Trio Brahms, vincitore del Concorso Internazionale di Musica da Camera "Johannes Brahms" di Amburgo, che ha effettuato registrazioni per la RAI, Radiotelevisione della Svizzera Italiana, Suddeutscher Rundfunk di Stoccarda e Osterreichischer Rundfunk di Salisburgo.

 

AI suo attivo ha inoltre registrazioni discografiche fra le quali il "Concerto dell'Albatro" di Giorgio Federico Ghedini, registrato dal vivo nell'ambito del festival "Aspekte" al Mozarteum di Salisburgo. Nel 1990 ottiene la borsa di studio del Lions Club di Firenze e, nello stesso anno, il diploma d'onore all'Accademia Musicale Chigiana di Siena sotto la guida del Trio di Trieste. E' docente di Quartetto d'archi al Conservatorio di Musica "Bruno Maderna" di Cesena.

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