FORLI' - La Camera di commercio pubblica il ''Quaderno della popolazione''

FORLI' - La Camera di commercio pubblica il ''Quaderno della popolazione''

FORLI’ - La Camera di Commercio di Forlì-Cesena pubblica il volume e mette sul sito, a disposizione degli operatori e di tutti gli interessati, il “Quaderno della Popolazione”, che riporta le notizie demografiche della provincia aggiornate al 31/12/2006. Mediante lo strumento informatico “Demografia Online” database della popolazione che fornisce i dati, – pure consultabile sul sito al medesimo indirizzo -, è possibile ricavare gran parte delle informazioni sulla consistenza e dinamica demografica dei 30 Comuni della provincia, informazioni che concorrono a produrre statistiche utili alla comprensione dei fenomeni e delle situazioni locali.


I dati rilevano che al 31 dicembre 2006 sono residenti in provincia di Forlì-Cesena 378.011 persone, con un tasso di crescita pari allo 0,88% rispetto al 2005. Il Comprensorio più popolato è quello di Cesena con 197.388 abitanti, contro i 180.623 del Comprensorio forlivese che però ha visto aumentare il tasso di crescita (dal +0,86% al +0,92%). In diminuzione quello di Cesena (dal +0,95% al +0,85%).


Continua a diminuire la popolazione dei comuni montani (-0,41%), la pianura e la collina invece rappresentano le zone altimetriche con maggior crescita (rispettivamente +1,04% e +0,39%).
Uno sguardo alle famiglie residenti che sono, alla fine dell’anno, 155.510 (+1,5% rispetto al 2005), con un numero medio di componenti uguale a 2,43 per famiglia; a Cesena è pari a 2,50, a Forlì a 2,36.


Dato interessante: cala la passività del saldo naturale, pari a –230 ( nel 2005 era stato paria a-467) determinato da 3.590 nati contro 3.820 morti. Il saldo migratorio invece, dato dalla differenza tra iscritti e cancellati, è stato pari a +3.545. Si tratta prevalentemente di spostamenti, sia in entrata che in uscita all’interno del territorio nazionale, infatti il 62,7% degli immigrati e l’87,7% degli emigrati dalla provincia proviene, o è diretto, verso altre province italiane, la parte più consistente riferita alle province della nostra regione.


Per quanto riguarda il movimento con l’estero, i Paesi più significativi per flusso d’immigrazione sono: la Cina, che con 373 immigrati (il 13,1%) diventa il primo paese per immigrazione, superando l’Albania con 361 immigrati; seguono la Romania con 342, il Marocco con 286, la Polonia con 227, l’Ucraina con 145; questi 6 paesi costituiscono il 60,9% del totale immigrati. I flussi di emigrazione sono come di consueto molto più contenuti; il Paese di destinazione col numero più elevato di emigrati dalla nostra provincia, come nel 2005, è la Cina con 53.

Esaminiamo i cittadini stranieri residenti nella provincia di Forlì-Cesena: al 31 dicembre 2006 ammontano a 25.757. Rispetto allo scorso anno l’aumento è stato del +12,9%. La distribuzione per sesso risulta piuttosto equilibrata, dal momento che i maschi sono il 52,6% del totale, ma la loro incidenza diminuisce (era 53,7% nel 2005).


L’incidenza degli stranieri sul totale dei residenti è aumentata, passando dal 6,1% del 2005 al 6,8% a fine 2006; per quanto riguarda i due comuni maggiori, la presenza straniera a Forlì è pari al 7,1% dei residenti, mentre a Cesena è del 5,8%. La maggior componente straniera si registra in alcuni comuni del comprensorio forlivese, in particolare a Galeata, dove si tocca la punta massima del 17,2% e a Civitella di Romagna (11,6%).

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I principali Paesi di provenienza sono: Albania (4.944, pari al 19,2% del totale dei residenti non italiani), Marocco (3.889, il 15,1%), Romania (2.457, il 9,5%), Cina (2.020, 7,8%), Tunisia (1.272, il 4,9%), Bulgaria (1.155, il 4,5%), Polonia (939, il 3,6%), e poi Ucraina (932), Senegal (860) e Macedonia (805). I residenti stranieri provenienti da questi paesi, costituiscono il 74,8% del totale degli stranieri. In relazione a tali paesi la componente femminile prevale tra gli emigrati dall’Ucraina e Polonia (rispettivamente 75% e 74,8%); quella maschile è largamente prevalente fra i senegalesi (81,3%), tunisini (65,3%) e macedoni (61,1%).

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