FORLI' - Legacoop, Irst e Lilt insieme per la prevenzione oncologica

FORLI' - Legacoop, Irst e Lilt insieme per la prevenzione oncologica

FORLI’ - È stato presentato giovedì mattina “Cooprevenzione”, il progetto pilota di prevenzione oncologica rivolto ai soci e ai lavoratori delle cooperative associate a Legacoop Forlì-Cesena. L'iniziativa è promossa dal sindacato di imprese cooperative in collaborazione con l'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) e con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Forlì-Cesena (LILT).

L'obiettivo è di sensibilizzare i cooperatori sull'importanza della prevenzione come modello culturale. «È un'estensione del concetto di mutualità – spiega la direttrice di Legacoop Forlì-Cesena, Monica Fantini - che si spinge oltre lo scambio occupazionale per interessarsi anche alla sfera sociale che attiene al miglioramento della qualità della vita dei soci e dei lavoratori».

In una prima fase le imprese coinvolte saranno una decina, per un totale di circa 250 persone. A coloro che decideranno di aderire ai gruppi di lavoro verrà fornita una formazione specifica in tema nutrizionale, comportamentale e oncologico.

In seguito, attraverso la distribuzione di questionari di anamnesi personale, verrà rilevata una serie di informazioni sulla famigliarità e si passerà alla somministrazione degli screening oncologici preventivi a campione (seno, utero, prostata, colon, cavo orale, epidermide). Il tutto sarà realizzato in convenzione con le mutue interne al movimento cooperativo. A questo si aggiungerà un piano di comunicazione che attraverso la predisposizione di strumenti e materiali di promozione diffonderà le principali informazioni utili a riconoscere e prevenire la malattia.

«Il progetto – dice il direttore scientifico dell'IRST, professor Dino Amadori - rappresenta una novità profonda rispetto agli screening tradizionali di massa, perché mira alla realizzazione di controlli personalizzati sui singoli individui all’interno di una comunità. Ci consentirà, quindi, da un lato di mirare gli interventi e dall’altro di avere importanti risultati misurabili, che potrebbero diventare utili per impostare le strategie del Sistema Sanitario Nazionale. Punta molto, inoltre, sulla cultura della prevenzione, elemento di importanza primaria in ambito oncologico». «Con questo progetto – continua Amadori – non intendiamo sovrapporci ai controlli già realizzati dal Sistema Sanitario Nazionale, ma intervenire laddove gli screening a livello nazionale non arrivano, quindi anche sulle fasce di età più giovani, sotto i 40 anni».

La fase pilota terminerà a maggio 2008, dopo di che si imposterà la replicabilità del progetto su base continuativa.

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