FORLI' - Libertà vigilata per Ferdinando Carretta

FORLI' - Libertà vigilata per Ferdinando Carretta

FORLI’ – Libertà vigilata per Ferdinando Carretta, il 46enne di Parma, autoaccusatosi nel 1998 da Londra di avere ucciso il padre Giuseppe, la madre Marta e il fratello minore Nicola nell'agosto del 1989 e di aver nascosto i cadaveri, mai trovati, in una cava della provincia. Il provvedimento gli consentirà di muoversi senza problemi, con l’obbligo di passare la notte nella comunità di Barisano (Forlì) in cui vive da 18 mesi per una licenza-esperiemento.


Carretta rimarrà a vivere nella comunità forlivese in quanto da oltre un anno fa l'impiegato in una cooperativa di Forlì. Intanto, i legali che assistono Carretta, Marco Moglia e Gianluca Paglia, continuano a ribadire la necessità del rispetto della privacy, invitando a non consegnarlo nuovamente a una sovraesposizione mediatica, come già accadde nel 1998, quando oltre 3 milioni di telespettatori assistettero in diretta sul programma di Rai Tre 'Chi l'ha visto?' alla tragica confessione dell'uomo. ''Mio nipote - ha detto infatti la zia - non tornera' nemmeno piu' a Parma, dove appunto sarebbe assediato e additato come un mostro. Ora abbiamo solo bisogno di dimenticare".


Proprio nel corso della trasmissione, nel novembre 1989, venne ritrovato a Milano il loro camper: la magistratura apre subito un fascicolo d'inchiesta per omicidio, successivamente archiviato. Nel frattempo gli inquirenti sono al lavoro anche su un'altra pista: una fuga all'estero con presunti fondi 'neri' che Giuseppe Carretta, cassiere, avrebbe sottratto all'azienda per cui lavorava.


Ancora una volta interviene la trasmissione 'Chi l'ha visto?' a convincere in diretta Ferdinando a tornare in Italia ma, appena sbarcato a Fiumicino, scattarono per lui subito le manette. Portato in commissariato a Parma, dopo una lunga ed estenuante nottata di interrogatori, l'uomo crollò confessando di aver scaricato la sua calibro 6 sui corpi dei genitori e del fratello e di averli poi sepolti nella discarica di Via Rolo alla periferia della citta''. Ma i cadaveri non sono mai stati trovati.

Nel 1999, Carretta fu assolto perchè incapace di intendere e volere. Quindi venne trasferito all'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, dove vi ha passato sette anni e mezzo. Dagli ultimi 18 mesi si trova nella comunità riabilitativa di Barisano.

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