FORLI' - Lunedì Saverio Costanzo presenta ''In memoria di me''

FORLI' - Lunedì Saverio Costanzo presenta ''In memoria di me''

FORLI’ - Per il festival La polis e i suoi demoni, organizzato dal Circolo Acli “Lamberto Valli” Ravaldino-Città in collaborazione con Sadurano Salus, il Comune di Forlì e la Provincia di Forlì-Cesena, lunedì 19 novembre, al Cinema Saffi d’essai Multisala di Forlì, con inizio alle ore 20.30, sarà proiettato il film “In memoria di me”, di Saverio Costanzo. Dopo la proiezione, lo stesso Saverio Costanzo discuterà il film insieme ad Andrea Panzavolta. L’ingresso è di Euro 5,oo.

Dopo lo splendido “Cento chiodi” di Ermanno Olmi, ecco un altro film che getta lo sguardo nell’ansia di spiritualità del mondo d’oggi, nella sua affannata ricerca di Dio e soprattutto in quello che Sergio Givone, uno dei maggiori filosofi italiani e prossimo ospite del festival, chiama il “nichilismo conciliante” che, come dice l’aggettivo stesso, tende a conciliarci con la morte di Dio semplicemente espungendolo dai discorsi. Magari berciasse che Dio è morto o che non esiste; fa peggio: semplicemente non ne parla.

In questi tempi tormentati, però, il silenzio su Dio coinvolge anche chi dovrebbe annunciarne con insonne gioia il quotidiano avvento: la Chiesa Cattolica. “Mia Chiesa amate e infedele, perché non dai fuoco alle cattedrali, non scendi nelle strade e annunci solo che Egli è risorto?”, si domanda il poeta Turoldo in “Mio prefatio a Pasqua”. Il Dio che giustifica gli empi, che fa risorgere i morti e che chiama le cose che non sono come se fossero pare sia scomparso dai discorsi di questa Chiesa: al suo posto tanta morale, tanta Lettera che, come si legge nell’evangelo, uccide.


L’arte cinematografica è riuscita a farsi testimone di questo profondo disagio, regalandoci nello stesso anno due capolavori come “Cento chiodi” e “In memoria di me” che, con grande lucidità e soprattutto con grande pacatezza e moderazione, compiono una assorta riflessione sul bivio dinanzi al quale sembra trovarsi la Chiesa cattolica: la morale o la profezia, la Legge o lo Spirito.


Tratto dal romanzo breve di Furio Monicelli “Il gesuita perfetto” che fu un caso editoriale negli anni’60 (ora ristampato con il titolo “Lacrime impure”), “In memoria di me” è la storia di Andrea che, per la paura di essere travolto dalle lusinghe del mondo, entra quale novizio nella Compagnia di Gesù. Ma dopo l’entusiasmo iniziale, cresce in lui un malessere che diverrà insofferenza verso quel mondo blindato entro regole rigidissime, che spengono ogni uso del giudizio critico e della libertà. Paradossalmente sarà la straordinaria libertà intellettuale e di fede di un altro novizio, fratel Zanna, l’unico a cui riesca a confessare i dubbi che affollano la sua mente, a spingere Andrea ad indossare le vesti del “gesuita perfetto”.


Saverio Costanzo, uno dei più promettenti regista italiani (ha fatto scalpore il suo primo film “Private”, che trionfò al festival di Locarno nel 2004 e che, nel medesimo anno, fu scelto per rappresentare l’Italia alla corsa agli Oscar) racconta l’intera vicenda, e le grandi questioni di fede e di spiritualità ad essa sottese, con l’occhio attento del grande indagatore di anime.



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