FORLI' - Madonna del Fuoco: da 579 anni nel cuore dei forlivesi

FORLI' - Madonna del Fuoco: da 579 anni nel cuore dei forlivesi

FORLI’ - A Forlì, domenica 4 febbraio è festa grande: ritorna la ricorrenza della Madonna del Fuoco col suo secolare carico di tradizioni. Non è più in uso che, la sera della vigilia, i cacciatori sparino in cielo un numero di colpi propiziatori rigorosamente dispari, né che si accendano falò nelle aie di campagna utilizzando i rami di vite appena potati.


Resistono, invece, l’accensione dei lumini sui balconi e sui davanzali delle case, creando uno spettacolo incomparabile, e la consuetudine di gran parte delle 222 bancarelle della fiera ambulante dislocate nel cuore del centro storico forlivese, di vendere la “piadina della Madonna”, singolare dolce a base di anice. Un’altra costante della festa, maturata però negli ultimi anni, è la “diretta” di Radio Maria. Alle 16.45, il grande network cattolico, diffuso ormai in tutto il mondo, si collegherà con la cattedrale forlivese per l'Ora di Spiritualità. Verranno trasmessi il rosario ed i secondi vespri solenni presieduti dal vescovo monsignor Lino Pizzi. Tutto prenderà il via alle 6.30 con la prima messa del giorno.


Seguiranno liturgie e funzioni a tutte le ore e per tutti i gusti. L’ultima, alle 19, vedrà la partecipazione delle associazioni e dei movimenti cattolici, riuniti anche per la celebrazione della 29° Giornata per la Vita. Dopo quasi sei secoli, il culto della xilografia trecentesca con l'immagine della madre di Cristo, estratta miracolosamente intatta dal rogo che aveva ridotto in cenere la scuola di Lombardino da Riopetroso, è ancora ben radicato nel cuore dei forlivesi. Da qualche giorno e sino alla tarda serata del 4 febbraio, la sacra icona è stata eccezionalmente trasferita dalla cappella seicentesca all'altare maggiore della Cattedrale.


La Madonna del Fuoco è sicuramente il culto mariano più importante della Diocesi. La sua presenza nel Duomo cittadino risale a subito dopo il miracolo del 4 febbraio 1428. Le cronache raccontano che, già la domenica successiva il giorno dell'incendio, accaduto di mercoledì, le autorità ecclesiastiche, comandate dal legato pontificio Domenico Capranica, ne avevano disposto il solenne trasporto in Cattedrale per custodirla sull'altare di San Bartolomeo. L'attuale cappella, con la cupola affrescata da Carlo Cignani, sarà inaugurata oltre due secoli dopo, per la precisione il 20 ottobre 1636. Da qual momento, il culto della Beata vergine del Fuoco ha prevalso sulla venerazione delle altre immagini mariane conservate in Duomo. Una di queste, di notevole interesse storico-artistico, è la cosiddetta Madonna della Ferita.


Ne parla il Novacula, cronista forlivese del Quattrocento, che la colloca su un muro esterno della canonica del Duomo. L'immagine era oggetto di una buona devozione popolare, con la conseguente apposizione nei suoi paraggi dei più svariati ex voto. Le sue condizioni di conservazione, già compromesse dal fatto di essere esposta alle intemperie, peggiorarono drasticamente dopo l'intervento sacrilego di un ex mulattiere di Pino Ordelaffi, che ne sfregiò il volto con un pugnale. Fortune e notorietà del dipinto si elevarono d'un botto nella primavera del 1490, allorché si sparse la voce della grande grazia ricevuta da un certo Girolamo Muti, bolognese.


L'uomo, ex capitano delle guardie forlivesi rimasto paralizzato dopo una rovinosa caduta da cavallo, aveva invocato quell'immagine mariana mentre svolgeva il suo servizio a Forlì. Di lì a poco guarì, e subito ritornò nella città d'adozione a porre l'ex voto. Caterina Sforza, divenuta signora dei forlivesi, prestò gran fede al prodigio decretando la costruzione in luogo della canonica dell'attuale Cappella del SS. Sacramento. Qualche anno fa si è deciso di scoprire l'immagine almeno il 15 aprile, giorno della sua festa. L’edizione 2007 della Madonna del Fuoco avrà un’importante appendice lunedì 5 febbraio, con la celebrazione di alcune messe in suffragio degli zelatori, in pratica di tutti coloro che nel corso dei secoli hanno fatto della madre celeste una ragione di vita.

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Piero Ghetti

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