FORLI' - Mago della Sfinge, sentito l'ex fidanzato della vittima

FORLI' - Mago della Sfinge, sentito l'ex fidanzato della vittima

FORLI' - Seconda udienza davanti al collegiale per Girolamo Mazzoccoli, in arte il “Mago della Sfinge”, accusato di violenza sessuale, lesioni volontarie gravissime tentate e consumate, truffa ed estorsione. Numerosi i testimoni sentiti, tra cui l’ex fidanzato della vittima, la giovane donna che, per prima ed unica, denunciò Mazzoccoli, oggi 57enne, nel 2003, e l’ex convivente del sedicente mago, insieme a diverse ragazze che avevano orbitato attorno a lui.

Donne che hanno deciso di non denunciarlo, ma che sono state ascoltate martedì dai giudici, sempre a porte chiuse, come durante la prima udienza, lo scorso 23 ottobre. Tra le testimonianze rilevanti anche quella di un medico, perito del tribunale. Mazzoccoli, infatti, dal 1996 è malato di Hiv e il sostituto procuratore Alessandro Mancini è convinto che sia stato lui, ben sapendo della sua malattia, a contagiare, attraverso rapporti non protetti, la sua “pupilla”.

E’ un processo particolarmente delicato e complesso che rischia la prescrizione e vede coinvolte anche altre tre persone, un collaboratore del “santone” e due genitori, sospettati di aver permesso al sedicente mago di avere rapporti sessuali con la figlia minorenne. Durante la scorsa udienza era stata sentita lei, oggi ventenne, poco dopo la deposizione della teste chiave.

"Mi disse che, se non avessi fatto come diceva lui, sarei morta", aveva raccontato la donna nell'ottobre del 2003, trovando il coraggio di raccontare la sua storia dopo che l'uomo era finito in manette grazie ad un'operazione della Squadra Mobile. Secondo le accuse, il mago richiedeva prestazioni sessuali (e molti soldi) alle sue clienti in cambio della ‘salvezza” dal male. Ma le avrebbe anche minacciate anche: se non stavano al gioco, sarebbero rimaste paralizzate o addirittura rischiavano la morte.

Tra i clienti anche questa ragazza che, per dieci anni, ha subito l’influenza di Mazzoccoli e che da lui, malato di Hiv dal 1996, potrebbe essere stata contagiata. Una malattia terribile con cui la donna è costretta a convivere da 11 anni. E' da questo forte sospetto che l'uomo è anche accusato di lesioni gravissime, dato che non esiste un reato ad hoc. Questi rapporti non sarebbero stati costretti con la forza, ma indotti dalle condizioni di inferiorità psichica della vittima. Questo dice l’accusa.

Lei aveva 21 anni quando ha conosciuto il Mago della Sfinge, nel 1991, ed era giovane e vulnerabile. Un familiare stretto stava morendo di una malattia incurabile e la sofferenza per questa possibile perdita l’ha gettata tra le braccia dell’uomo che le prometteva la salvezza per la persona cara. E’ stato anche grazie al coraggio di questa donna, difesa dagli avvocati Filippo Poggi e Maria Domenica Viggiani, che la matassa di questa terribile vicenda si è sbrogliata.

Ha denunciato il Mago agli inizi del 2003, perché, come ha raccontato: “Non farlo sarebbe stato come colludere con l'uomo che ha infierito contro di me e contro la mia vita”. Ma non è stato facile liberarsi dalla morsa del “santone” che “prometteva salvezza e salute, sottostando a riti a base di sesso e pornografia”.

Ma è stata l’unica. Non è facile denunciare questo tipo di crudele raggiro. E’ difficile perché scattano la “vergogna, il senso di colpa e la paura, anche quella del giudizio”, aveva raccontato la vittima. Ad assistere Mazzoccoli c'è l'avvocato Menotto Zauli, nominato fin dal giorno dell'arresto, nel 2003. Prossima tappa il 15 aprile.

lisa tormena

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