FORLI' - Molestie alle assistenti, dentista condannato a 5 anni e 8 mesi di carcere

FORLI' - Molestie alle assistenti, dentista condannato a 5 anni e 8 mesi di carcere

FORLI’ – Era accusato da tre assistenti alla poltrona di molestie a sfondo sessuale e lunedì è arrivata la condanna a cinque anni e otto mesi di carcere. Finisce così, in primo grado e alla prima udienza, il processo ad un dentista forlivese di 50 anni, per diversi episodi di “palpeggiamenti” che sarebbero avvenuti tra il 2004 e il 2005. A puntare il dito contro di lui tre ex-dipendenti, insieme ad altre due colleghe, che non si sono però costituite parti civili.

La pesante sentenza, comminata dal collegio di giudici composto da Orazio Pescatore e, a latere, Elisa Del Bianco e Michele Leoni, è stata letta nel tardo pomeriggio, dopo le numerose testimonianze chiamate da accusa e difesa, una ventina in tutto. E’ stato ascoltato anche il dentista che ha raccontato di come, all’epoca, gli atteggiamenti contestati non fossero altro che comportamenti di affetto e solidarietà. Accanto a questo, ha anche descritto presunti atteggiamenti provocatori, accompagnati da abiti succinti, proprio da parte della dipendente che, dopo il licenziamento, l’aveva poi denunciato.

Contro l’imputato, difeso dall’avvocato Marco Martines, c’erano invece i racconti delle tre presunte vittime (assistite dagli avvocati Alberto Pracucci, Emanuela Bassi e Max Starni), tutte ex assistenti alla poltrona nello studio odontoiatrico dell’uomo, e quelli di altre giovani donne che avevano ricoperto lo stesso ruolo nel periodo contestato. Sul banco dei testi anche numerose persone chiamate dalla difesa.

Testimonianze, queste ultime, che non sono bastate a convincere i giudici, considerata la condanna esemplare poi comminata. Tutto si è svolto in una sola giornata e, alla fine, è stato il momento della requisitoria del pubblico ministero e delle richieste risarcitorie delle parti civili: 50mila euro per due delle ragazze (di cui 20mila di provvisionale) e 100mila per la donna da cui tutto è partito, la prima a sporgere querela, scese a 5mila e 11mila euro con la sentenza. Ma di “vero” risarcimento, se così sarà, si riparlerà in sede civile.

Alla pena si aggiunge non solo l’interdizione dai pubblici uffici, ma anche la sospensione dalla professione medica per tutto il periodo della condanna. Per ora tutto rimane sospeso, in attesa del secondo grado di giudizio.

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lisa tormena

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