FORLI' - Moria di api con pichhi del 60% in Romagna, colpa del 'varroa'

FORLI' - Moria di api con pichhi del 60% in Romagna, colpa del 'varroa'

FORLI’ – Strage di api, produzione di miele in calo del 30%. La colpa è del ‘varroa’, un parassita che attacca le api e nel territorio regionale sta mietendo vittime a volontà, con una moria di insetti, che va da una media del 30-40%, fino a picchi del 60%. Nel territorio provinciale su 15-16mila alveari presenti, ne sono stati distrutti dai 5 ai 7mila. L’inverno caldo che ha aiutato il parassita a prolificare e la diminuzione delle uova delle api sono un mix micidiale.


Gli insetti, di fronte alla scarsità di fioriture, sono diventati meno produttivi e per il ‘varroa destructor’ più facili da attaccare. “Per le industrie farmaceutiche – spiega Loredana Barbieri, della Cooperativa apicoltori di Forlì – il nostro settore non è particolarmente redditizio, quindi non arrivano nuovi antiparassitari efficaci e quelli esistenti sono obsoleti. In Emilia-Romagna abbiamo ottenuto il permesso di utilizzare l’acido ossalico, come prodotto naturale sperimentale”.


I pesticidi utilizzati nelle colture di mais, responsabili della moria di api nel Nord Italia, non hanno creato problemi nel nostro territorio, non essendo la coltivazione del granturco così diffusa. Qualche danno si potrebbe avere dagli aficidi, utilizzati per gli alberi da frutto, che disorientano le api, dopo che hanno prelevato il polline dai fiori. Ma il nemico numero 1 resta il ‘varroa’.


Chiara Fabbri


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