FORLI' - Pdl, Nervegna (Fi) contro i 'sanculotti' della politica

FORLI' - Pdl, Nervegna (Fi) contro i 'sanculotti' della politica

FORLI’ – “Silvio Berlusconi, oggi, è stato chiaro: Forza Italia non si scioglierà, ma concorrerà , assieme alle altre forze politiche, alle liste civiche locali, ai movimenti, alle associazioni o singoli cittadini, alla nascita della nuova formazione politica del Pdl che sarà caratterizzata da un ''Comitato costituente'' in cui saranno rappresentati i vari soggetti in misura proporzionale al loro peso. Questo vuol dire che coloro che hanno azzardato una fuga in avanti abbandonando il partito dovranno mettersi in fila e accodarsi, avendo titolo a far sentire la loro voce per la rappresentatività che hanno conquistato nel territorio che al momento è pari a zero”.


Questa la dichiarazione di Antonio Nervegna, consigliere regionale del Gruppo Forza Italia - Verso il nuovo Partito dei moderati e dei liberali", a proposito degli esiti del vertice nazionale con i dirigenti ed i parlamentari di Forza Italia, dove Silvio Berlusconi, ha presentato quella che è stata definita la ''road-map'' del nuovo soggetto politico, che si strutturerà su un ''modello

confederale'' del tipo ''partito-rete''.


“Questo mette in chiaro almeno due cose - aggiunge Antonio Nervegna – anche nel nuovo soggetto politico viene riconosciuta la forza conquistata sul campo attraverso mille battaglie e la legittimazione popolare attraverso il voto dai tanti consiglieri , da coloro , compreso il sottoscritto, che con tenacia, coerenza, capacità propositiva e senza cedere a compromessi hanno costituito l’alternativa al regime di centrosinistra. Con la decisione di Berlusconi di oggi si chiarisce anche che non possono trovare spazio le rivendicazioni che non hanno base di consenso popolare ma al contrario nascono da una mera volontà individuale di ottenere per vie traverse quello che non s’è riuscito a guadagnare sul campo. E per tutti questi “sanculotti” di provincia , mossi da basse motivazioni personali e desiderosi di accelerare il ricambio di regime con le buone e soprattutto con le cattive maniere (politiche) si potrebbe prefigurare la stessa fine di Robespierre, figura mossa per altro da ben altri principi morali….”.


Per Antonio Nervegna parlano i libri di storia, ed il riferimento è al padre della rivoluzione francese che dopo aver delegittimato le autorità subì a sua volta l’ umiliazione della pubblica derisione e la fine politica e materiale sotto la lama della ghigliottina.


“Presentare all’opinione pubblica i ‘fuoriusciti’ come paladini di un’avanguardia rivoluzionaria, come loro stessi si sono voluti accreditare, è l’ennesimo volo pindarico. Una fuga in avanti che non sposta i termini della questione. Sono fuori dal partito e la loro autorevolezza politica futura sarà pari al loro peso politico”: conclude Nervegna.

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