FORLI' - Piano Energetico Regionale, Nervegna (Fi) boccia la lobby degli inceneritori

FORLI' - Piano Energetico Regionale, Nervegna (Fi) boccia la lobby degli inceneritori

FORLI’ – “L’emergenza energetica nazionale si riflette nelle realtà regionali. Per quanto riguarda la situazione dell'Emilia-Romagna, la nostra Regione a causa dell'alto tasso di industrializzazione ed urbanizzazione si caratterizza per la sempre crescente richiesta di energia elettrica. Tenendo la lente di ingrandimento puntata sull’obbiettivo del rispetto ambientale e degli accordi di Kyoto, sarebbe necessario intervenire al più presto per arrivare all'autosufficienza. Ma la risposta non è il via libera incondizionato alla produzione di energia attraverso gli inceneritori di ultima generazione , i cosiddetti termovalorizzatori, resa conveniente oggi solo dai contributi pubblici pagati (alle solite multiutility come Hera) attraverso il Cip 6, contributi che sono sottratti a chi produce energia dalle fonti rinnovabili”.


Questa la riflessione di Antonio Nervegna, consigliere comunale e regionale del gruppo Forza Italia, intervenuto nel dibattito generale sul Piano energetico regionale.


Un riferimento preciso, il suo , alle scelte della giunta regionale di centrosinistra ed alle recenti dichiarazioni del Ministro Bersani “che - ricorda Nervegna - contro il parere dell'Ordine dei Medici chirurghi dell'Emilia-Romagna e contro l’appello sottoscritto a Forlì da 410 medici si era erto a difesa della lobby dei sostenitori ad oltranza degli inceneritori e delle centrali elettriche, anche le più inquinanti come quelle a carbone . Mentre, secondo le moderne teorie sulla corretta gestione dei rifiuti e le normative europea gli unici modi per "valorizzare" un rifiuto sono il riuso ed il riciclo, considerato che l'incenerimento rimane pur sempre un processo di combustione ad alta temperatura, con tutto quello che ne consegue: la nostra regione è la più inquinata d’Europa e quella con il più alto indice di mortalità nei tumori alle vie respiratorie ed ai polmoni negli uomini. Ma la nostra regione è anche quella dove i cittadini sono costretti a pagare la bolletta energetica più cara d’Europa: come dire… bastonati due volte! E la responsabilità è unicamente da addebitare a chi amministra la nostra terra da più di mezzo secolo!”.


Secondo Antonio Nervegna il Piano energetico regionale nasce con il vizio originario della mediazione fra opposti interessi: “Si tratta di un documento tardivo e oltretutto non definitivo frutto di una mediazione (durata cinque anni) fra le varie componenti della maggioranza di centrosinistra. Una mediazione che ha portato a non fare scelte decise! La lobby dei sostenitori degli inceneritori è convolata a nozze con gli ambientalisti. E l’invito al risparmio, che ricorda tanto l’Austerity tanto cara agli ex Pci degli anni ’70 non risponde alle esigenze della modernità, ai diritti individuali dei cittadini, ed alle richieste delle aziende che oggi ( e non trent’anni fa ) devono subire i costi dell’impennata del petrolio e di un’energia acquistata da paesi terzi, come la Francia “regina” del nucleare”.


Secondo il consigliere comunale e regionale del gruppo Forza Italia Antonio Nervegna servono scelte concrete e coraggiose: “Il problema dell'energia è sempre stato sottovalutato in Italia ed è diventato ingovernabile da quando gli Italiani, mal consigliati dai partiti che allora andavano per la maggiore, hanno deciso con un referendum di eliminare le centrali nucleari affidandosi per gli approvvigionamenti di energia elettrica quasi completamente alle nazioni confinanti. Ciò da un lato non ci assicura da eventuali incidenti prodotti dal nucleare dal momento che le centrali atomiche sono a ridosso dei nostri confini nazionali (in Francia, Svizzera e Slovenia) né dai black out che in Italia durano giornate intere. Inoltre, la dismissione delle centrali nucleari è costata ai contribuenti migliaia di miliardi delle vecchie lire”.


“Io fui uno di quelli che fu contrari all'eliminazione delle centrali nucleari come ora sono contrario che la decisione della costruzione di nuove centrali nucleari sia lasciata agli enti locali troppo condizionati dai vari comitati cittadini che di volta in volta si costituiscono”: conclude Antonio Nervegna.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -