FORLI' - Pierluigi Moressa domenica illustra ''idillio e passione'' nella pittura di Silvestro Lega

FORLI' - Pierluigi Moressa domenica illustra ''idillio e passione'' nella pittura di Silvestro Lega

FORLI’ - Domenica 25 febbraio alle 18 al ‘Mega Forlì’ di Corso della Repubblica Pierluigi Moressa presenta il suo libro “La visita. Idillio e passione nella pittura di Silvestro Lega” (Raffaelli)


Pierluigi Moressa, medico psichiatra e psicoterapeuta di formazione psicoanalitica, giornalista pubblicista, si interessa da tempo al rapporto tra processi del pensiero e attività creativa. Suo campo d’indagine sono le arti tradizionali e la poesia, settore in cui si è a lungo interessato dell’opera di Giovanni Pascoli. Da alcuni anni collabora con la stampa locale, tenendo rubriche culturali di approfondimento su questi temi, con un occhio rivolto anche alla pittura e alla ricerca di un possibile parallelo tra vicende biografiche ed espressioni della mente dell’artista e delle visioni personali. Sostiene, tuttavia, che l’opera d’arte, come tutte le espressioni della creatività e delle felicità del vivere, non debba essere spiegata, ma soltanto accostata rispettosamente, con attenzione a ciò che l’autore ha inteso trasmettere. In questo si realizza un possibile contatto con la “poetica dei sentimenti”.


Domenica 25 febbraio, alle ore 18.00, al Piano-1, Moressa converserà con Marco Viroli del suo libro La visita. Idillio e passione nella pittura di Silvestro Lega (Raffaelli, 2006). «Un libro che illustra e celebra la grandezza di un movimento artistico oggi più che mai vicino all’animo di chi si è nutrito dei valori del Risorgimento e delle grandi innovazioni che da esso presero le mosse, come fu appunto l’arte dei Macchiaioli». [Alberto Spadoni]


La prima parte del libro racconta gli anni del grande impegno sociale e politico degli artisti, detti dai critici “Macchiaioli” in senso dispregiativo, per via della particolare tecnica pittorica incentrata sulla “macchia” di luce e colore di cui furono iniziatori e fautori. Intorno al 1855 questi pittori diedero origine a un rinnovamento antiaccademico della pittura italiana in senso verista. Furono veri e propri rivoluzionari nell’arte, dove furono anticipatori dei più celebrati Impressionisti francesi, ma anche in ambito politico. Il loro punto di ritrovo fu il Caffè Michelangiolo di Firenze, dove si confrontavano costantemente, mostrando le proprie simpatie verso i Savoia, adorazione per Garibaldi e idealizzazione nei confronti della politica di Cavour. Alcuni di loro giunsero ad arruolarsi per combattere gli austriaci nelle guerre di indipendenza.


Silvestro Lega, dalla nativa Modigliana, si trasferì a Firenze e fu parte integrante di quel gruppo che vide in Telemaco Signorini, Giovanni Fattori e Lega stesso i suoi esponenti di maggior spicco. Visse poi lunghi periodi di soggiorno nelle campagne fiorentine, ospite di famiglie di amici, dove ebbe modo di sviluppare le proprie ricerche pittoriche en plein air. Morì povero e solo come era vissuto. Ma Lega è un artista e un uomo molto più complesso di quanto la serenità delle sue opere comunichino all’osservatore. Ed è all’analisi dell’uomo che si occupa più approfonditamente la seconda parte del libro di Moressa.

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Uno studio di particolare interesse in quanto pubblicato in contemporanea con la grande mostra che si tiene ai Musei San Domenico di Forlì fino al 24 giugno, dal titolo “Silvestro Lega, i Macchiaioli e il Quattrocento”.

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