FORLI' - Privazioni economiche a moglie e figlia per 15 anni, in manette 60enne

FORLI' - Privazioni economiche a moglie e figlia per 15 anni, in manette 60enne

FORLI’ – Per quasi quindici anni l’avrebbe costretta a sacrifici economici di ogni tipo, privandola anche del suo stipendio da medico. Il marito, un ex commerciante in pensione, è finito in manette per maltrattamenti familiari dopo la denuncia scattata in settembre. E punta anche un conto corrente a nome dell’uomo in Tunisia, con quasi due milioni di euro: soldi prelevati dal conto italiano e pian piano depositati nello Stato extra-europeo ed ora forse intoccabili.

La vicenda è emersa su insistenza della figlia della coppia, che il 60enne (di cui non indichiamo il nome per proteggere la privacy di moglie e figlia) voleva costringere a lasciare l’università, dopo averle bruciato il libretto con i voti degli esami. E’ stata lei la prima a rivoltarsi contro il “padre-padrone” e a spingere la madre a ribellarsi a sua volta. E la donna si è finalmente rivolta ai carabinieri del Ronco.

Una storia, questa, che ha dell’incredibile. L’uomo, dagli inizi del ’90 avrebbe costretto la partner, una dottoressa, a consegnargli tutto lo stipendio (dai sei agli ottomila euro al mese), per poi metterlo in un conto corrente a nome solo suo. Lei non poteva prelevare né fare bancomat. Nulla. Ma poi c’erano tutte le altre privazioni. La luce, in casa, doveva essere accesa il meno possibile e la figlia era costretta a studiare solo di giorno, vicino alla finestra, per risparmiare; la spesa quotidiana doveva essere frugale, niente carne e prodotti costosi; le vacanze, poi, erano un tabù.

E’ lunga la lista dei modi in cui queste rinunce economiche si dovevano concretizzare secondo il 60enne, diventate col tempo maltrattamenti psicologici veri e propri, i più difficili da combattere. Questo, nonostante la famiglia potesse beneficiare di un alto tenore di vita, grazie alla pensione dell’uomo e al buono stipendio della dottoressa. Ma tutti i soldi sembra siano finiti nel conto corrente tunisino. Nel conto corrente italiano, infatti, non sono rimaste che poche migliaia di euro.

Il Tribunale del Riesame si è già pronunciato su questo anomalo e complesso caso di maltrattamenti prolungati, in mano al pm Marco Forte, e ha deciso per la permanenza in carcere dell’uomo, nonostante la sua età (per cui era pensabile la concessione dei domiciliari). Nominato anche un perito, uno psichiatra, che dovrà verificare se l’uomo è capace di intendere e di volere.

lisa tormena

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -