FORLI' - Prosegue il viaggio in Italia del Babbo Natale forlivese

FORLI' - Prosegue il viaggio in Italia del Babbo Natale forlivese

FORLI’ - Proseguirà sino all’Epifania il singolare viaggio in Italia del Babbo Natale di Padre Pio, impersonato da Davide Marchetti. Le mete prefissate sono Cervia, Lugo, Roma, Bologna, Firenze e numerosi centri della sua Forlì, con un’apparizione anche all’Istituto “Santa Teresa” di Ravenna. Da undici anni, il Babbo Natale tutto forlivese, con barba bianca e sacco dei doni in spalla, visita solo centri ospedalieri, luoghi di lunga degenza, comunità e case famiglia caratterizzati dalla presenza di minori gravemente infermi o disagiati.


Quest’anno, l’idraulico prestato alla solidarietà ha ricevuto esattamente 326 letterine da tutta la Penisola, regolarmente indirizzate a: “Caro Babbo Natale, via Campo degli Svizzeri, Forlì”. L’apice emotivo del suo servizio è già stato raggiunto dal 20 al 22 dicembre, durante il viaggio compiuto in Puglia con alcuni aderenti dei Gruppi di preghiera di Padre Pio di Forlì e Cervia.


Dal campo base di San Giovanni Rotondo, teatro della parabola terrena del santo con le stimmate, Babbo Natale si è spinto in altri centri del Gargano, fra cui Cagnano Varano, Ischitella, Manfredonia e Monte Sant’Angelo. A San Giovanni Rotondo, Marchetti ha portato un primo raggio di luce agli “Angeli di Padre Pio”, i bimbi ciechi del locale centro riabilitativo. Poi si è spostato nella vicina clinica pediatrica, facente parte della “Casa Sollievo della Sofferenza”, il più grande ospedale del Mezzogiorno d’Italia. Nel reparto di oncologia era atteso da decine di creature, dai 14 mesi ai 18 anni di età. Alcune sono “terminali”, senza speranza di guarigione.


E’ il caso di Anna – il nome è fittizio – che tira avanti con venti iniezioni di morfina al giorno. Nella sua letterina al Babbo Natale di Forlì, aveva chiesto un computer portatile: “Soffro molto – scrive – ma voglio prepararmi all’esame di maturità”. L’incontro con Marchetti è stato di un’intensità inaudita. Quel giorno, Anna ha preteso che gli aumentassero gli antidolorifici, proprio per vivere serena l’arrivo di Babbo Natale.


“Esempi come quelli di Anna – testimonia, commosso, l’idraulico forlivese – mi convincono ad andare avanti in questo servizio. Ma senza la preghiera – Marchetti coordina il “Gruppo di Padre Pio” della parrocchia forlivese di Santa Maria del Fiore – sarebbe dura”. Nei giorni seguenti, ha raggiunto ed allietato un centinaio dei circa settecento disabili che, quotidianamente, frequentano i 24 centri di riabilitazione gestiti dalla “Fondazione Padre Pio Onlus” nella Puglia settentrionale. “Alcuni dei ragazzi che mi scrivono – conclude l’artigiano – sono già maggiorenni. Domandare qualcosa a Babbo Natale è diventato un pretesto per sentirsi amati almeno una volta l’anno”.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Piero Ghetti

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -