FORLI' - Provincia approva il Bilancio 2006: avanzo di 1,6 milioni di euro

FORLI' - Provincia approva il Bilancio 2006: avanzo di 1,6 milioni di euro

FORLI’ – Via libera, con i voti della maggioranza, il no di tutto il centrodestra e la significativa astensione dei Verdi, al bilancio consutivo 2006 della Provincia di Forlì-Cesena. Il rendiconto dell’anno passatto è stato illustrato all’assise provinciale dal vice presidente e assessore al Bilancio, Luigi Sanvasini. “Chiudiamo un bilancio consuntivo in linea con le previsioni e con un milione 660mila euro di avanzo di amministrazione, maturato con la “pulitura” dei residui – ha spiegato -. Sono state compensate le minori entrate (contrazione dell’andamento di Rc Auto) con maggiori entrate da parte del settore energia. E chiudiamo il 2006 con una quota di maggiori investimenti. Quanto all’avanzo di amministrazione da specificare che abbiamo fatto ricorso all’uso del cosiddetto ‘mutuo flessibile di scopo’ per mantenere inalterati gli obiettivi e mantenere fede alla quantità di investimenti programmati”.


L’avanzo di amministrazione, ha spiegato poi Sansavini, “secondo il dettato della Finanziaria dovrebbe essere utilizzato come strumento per ridurre la quota di indebitamento. In Parlamento la partita è ancora aperta”.


Il consiglio provinciale aveva già approvato – nelle scorse settimane e con i voti della maggioranza di centrosinistra e il voto negativo della minoranza di Fi e An - la delibera di assestamento generale del Bilancio 2006 che conteneva le destinazioni (prevalentemente in opere pubbliche, ndr) dell’avanzo di amministrazione vincolato pari a 740.814,00 euro e un avanzo disponibile di 325.328,35 euro.


Tornando al dibattito sull’esercizio economico del 2006 della Provincia di Forlì-Cesena è intervenuto per primo oggi in aula il capogruppo di AN Vittorio Dall’Amore che, fra l’altro, ha dichiarato: “Dicemmo che bisognava controllare meglio il lavoro degli uffici perché questa struttura è abituata a ripetere nell’avvicendarsi dei bilanci e degli amministratori più o meno le stesse cose commettendo, secondo noi, gli stessi errori senza tentare di lavorare con più fantasia e pensando al futuro del nostro territorio. Esprimendo il nostro plauso per il settore della viabilità e in questo senso abbiamo sempre votato tutte le delibere. Mai sollevando problemi che potessero frenare il lavoro in questo settore. Siamo rimasti scontenti per altri settori, sia perché non si cambiano i dirigenti , sia perché gli assessori incaricati svolgono in maniera ripetitiva le cose che si organizzano da almeno 30 anni senza nemmeno controllare quello che fanno i funzionari”.


Per Orazio Manuzzi (Ds) va evidenziato che il bilancio consuntivo chiude con un milione 660mila euro di avanzo di amministrazione, con una razionalizzazione della spesa e il suo indirizzo verso la sfera produttiva del territorio e la spesa del personale che rimane ferma, pur dovendo sopperire la mancanza del personale con la stipula di contratti a termine. Il massimo sforzo è stato fatto sul fronte degli investimenti. Il patto di stabilità del 2006 è stato rispettato non senza sacrifici e lo slittamento nel 2007 di alcuni pagamenti. Inoltre, anche sul fronte della programmazione territoriale sono stati fatti notevoli passi avanti nel 2006 e nello stesso anno si sono poste le basi per il Patto dello sviluppo , il piano di risanamento dell’aria e il piano di sviluppo rurale. “E’ stato un anno veramente positivo per il nostro territorio”: ha concluso Orazio Manuzzi.


Di parere opposto il capogruppo di Forza Italia Stefano Gagliardi che ha disegnato una sorta di bilancio di metà mandato dell’amministrazione di centrosinistra. “E’ proprio a causa della Finanziaria di Prodi – ha affermato - che non possiamo utilizzare questo sbandierato avanzo di amministrazione. Senza parlare del blocco e della riduzione dei trasferimenti statali. In questi anni abbiamo sollecitato il dibattito e la discussione su alcuni argomenti che riteniamo importanti. Per esempio? Il casello del Rubicone, il Patto per lo sviluppo, il Progetto giovani e gli interventi nel campo della Cultura e del Turismo, ma purtroppo dobbiamo oggi constatare che i Comuni e le Fondazioni (bancarie, ndr) di Forlì e Cesena , perno della provincia bipolare, stanno soffocando il ruolo di coordinamento che spetterebbe alla nostra amministrazione e che noi stessi auspichiamo. E le grandi opere , penso alla via Emilia Bis, vengono accantonate nonostante gli ordini del giorno e gli impegni approvati in consiglio. Resta su tutto, la pessima abitudine della giunta provinciale di partecipare alle quote azionarie di ben 26 società di capitale e 14 consorzi di varia natura e scopo, per complessivi 28, 6 milioni di euro di valore e 800mila euro di oneri. Sono gli stessi revisori dei conti della Provincia a ricordare alla giunta che si tratta pur sempre di soldi pubblici e che per verificarne la congruità della spesa dovrebbero essere intensificati i controlli. Altri pesanti dubbi nutriamo sugli enormi debiti accumulati dalla giunta provinciale, penso ai 97 milioni di euro che verranno accumulati al 2009. Chi sarà chiamato a pagare quella cifra se nello stesso anno le forze politiche saranno chiamate a partecipare alla campagna elettorale ed avranno altre priorità da assecondare?”.


Sandro Brandolini (DS) dichiara invece: “Il bilancio raggiunge gli obiettivi che ci eravamo dati. E risponde alle aspettative dei dipendenti, penso alla certificazione di qualità. Certamente si può sempre fare meglio. E in questo senso dobbiamo anche sottolineare e rafforzare l’impegno sul versante degli investimenti produttivi in base ad una logica delle priorità, e fra queste a mio parere non è presente il recupero di Rocca delle Caminate”.

Il capogruppo del PRI Giovanni Lucchi ha preso la parola ricordando innanzitutto il malessere che vive la popolazione verso gli enti pubblici come la stessa Provincia e invitando gli amministratori ad avere l’esatta percezione di tutto quello che c’è dietro: “La Provincia deve tornare a giocare con forza il suo ruolo. Abbiamo bisogno di politiche energiche su una serie di questioni propriamente nostre: da un lato dare corso come volontà politica e progettazioni al Ptcp come crono-programma delle infrastrutture per dotare le nostra realtà di una mobilità – dal punto di vista economico-sociale – del tutto funzionale. A fare inizio dalla Via Emilia Bis, come punto nodale infrastrutturale e dare impulso al cosiddetto Quadrilatero e come volano per le imprese e le altre infrastrutture locali, a partire dall’aeroporto”. Anche Lucchi ha detto la sua sulla situazione delle co-partecipazioni azionarie e di capitale alle 26 società: “Sarebbe necessario avviare la congruità di queste partecipazioni e procedere ai controlli sull’opportunità di mantenerle in vita”.


Il capogruppo della Dl - Margherita Maurizio Brunelli nella sua analisi del rendiconto della gestione dell’esercizio economico del 2006 ha ricordato anche le difficoltà contenute nella Finanziaria varata allora dal Governo Berlusconi che avevano spinto l’ente ad un relativo rigore e controllo della spesa nella manovra originaria Sono stati rispettati i vincoli del Patto di stabilità interno relativamente alle spese correnti e in conto capitale , senza che l’ente abbia affidato all’esterno la gestione dei servizi. “Con i conti in regola – ha aggiunto - la nostra Provincia concorre dunque a raggiungere la virtuosità dei conti del Paese. Lo strumento delle partecipazioni va monitorato e gestito con attenzione. Noi consiglieri siamo stati messi in condizione di farlo”.


Nel corso del dibattito sono intervenuti anche i consiglieri di Forza Italia Vittoria Bertaccini e Fabio Dellamotta che ha puntualizzato “i due consiglieri del Pri e dei Verdi non hanno abbandonato la coalizione, semmai sono stati cacciati dalla maggioranza … anche Rifondazione farà la stessa fine?”.


Il capogruppo del PRC Piergiorgio Poeta ha replicato confermando che l’azione del suo partito non è eteroguidata e – rivolto all’opposizione del centrodestra – ha aggiunto che la critica avanzata alle cosiddette società partecipate “ha ragion d’essere”, però ha auspicato che la minoranza non muova rilievi con lo stesso spirito – molto polemico – che aveva spinto il leader di Confindustria Montezemolo a parlare di “fannulloni tutelati dal sindacato”. Poeta ha affermato che la maggioranza deve avere la disponibilità ad ascoltare alcune critiche magari giuste portate avanti dalla minoranza ma che ad oggi “una buona parte delle priorità contenute nel programma di mandato è stata già realizzata”.

Nel corso del dibattito è intervenuto anche il consigliere Ettore Stacchini della Dl – Margherita che ha puntualizzato: “Questa amministrazione ha saputo coniugare rigore e sviluppo. Siamo in un quadro di sanità contabile, cioè alla presenza di conti in ordine che neppure lontanamente facciano presagire dissesti economico-finanziari. E’ stato fatto un buon lavoro nel 2006 e siamo chiamati a votare un buon bilancio: il sistema provinciale ha tenuto ed è cresciuto. Ci sono gli spazi per fare ancora meglio”.


Il capogruppo del PDCI Agostino Mantegazza ha salutato con soddisfazione l’incremento dei fondi destinati dall’ente al settore della Cultura, così come aveva auspicato in precedenza in fase di dibattito sul Bilancio Preventivo. Poi s’è detto contrario all’uso in voga fra i partiti di collocare i politici in nuovi ruoli anche a fine mandato : “creeremmo una casta di intoccabili mandarini” e poi ha chiesto di tenere alta l’attenzione verso alcune emergenze che si stanno delineando: “Disoccupazione, siccità e tutela ambientale, per esempio”, lodando altresì l’azione volta a sostegno di altri settori di miglior fortuna come : turismo, scuola e sanità “funzionano bene, peggio viene offerto in altre regioni”.


Il presidente della giunta provinciale Massimo Bulbi in fase di replica, ha ribadito l’obiettivo del potenziamento e della messa in sicurezza infrastrutturale per sostenere le imprese nella loro azione di competitività e scelta qualificante del territorio. Sul Patto per lo sviluppo Bulbi ha confermato che si tratta di un “progetto innovativo”, a suo parere si tratta di “un’idea forte del nostro territorio”, “ma proprio perchè è forte e innovativa è anche complicata”: ha aggiunto. “Abbiamo ricondotto ad unità il mondo delle associazioni, le imprese e il sindacato – ha spiegato il presidente della giunta provinciale, che poi ha confermato - la volontà di tenere monitorate le necessità del territorio e mettere in campo le azioni progettuali che siano condivisibili e soprattutto cantierabili”. Nel frattempo, però, alcune problematiche – come la crisi aviaria e il caso dell’inchiesta giudiziaria denominata ‘Rifiutopoli’ hanno messo in discussione la nostra stessa economia locale”: ha ammesso Bulbi , che poi ha concluso: “L’ultimo aspetto importante del Patto per lo sviluppo sarà “fornire le risorse”, favorire “l’accesso al credito”, per questo motivo stiamo lavorando attorno l’idea della Fondazione”. Quanto all’utilizzo delle risorse pubbliche e della questione dell’indebitamento il presidente della giunta provinciale ha risposto all’opposizione di centrodestra dicendo che il sostegno viene garantito soprattutto “agli investimenti relativi all’ammodernamento delle scuole e della viabilità , ovvero a interventi fondamentali per il nostro territorio”.


In fase di dichiarazione di voto è intervenuto anche Luca Bartolini (An) che ha ironizzato: “Patto per lo sviluppo? No semmai chiamatelo ‘Patto con gli elettori’. E’ stato perso tempo per elaborare progetti e idee (accesso al credito per le imprese e potenziamento delle infrastrutture, per esempio) che da anni erano nella testa di ognuno di noi. Esistono società partecipate che in realtà sono del tutto inutili o sono state istituite soprattutto per offrire poltrone a politici trombati o ancora in piena attività”.

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Sulla filosofia che ispira l’azione della giunta di centrosinistra Sansavini in conclusione ha spiegato che “La dotazione di capitale sociale che proietta le nostre province in vetta alla classifiche nazionali della qualità della vita è derivata anche da una quarantennale politica di sostegno e contribuzione degli enti locali al settore cooperativo, alla rete sociale ed al mondo produttivo”.

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