Forlì, ''Quale Europa? Radici, cittadinanza e interculturalità''. Un incontro al Palazzo Mangelli

Forlì, ''Quale Europa? Radici, cittadinanza e interculturalità''. Un incontro al Palazzo Mangelli

FORLI' - Un lungo programma di incontri per discutere di Europa, della sua identità, delle matrici comuni che hanno ispirato la nascita del progetto unitario europeo, dei cambiamenti economici, sociali e culturali che ne hanno reso accidentato il percorso, per giungere all'analisi di una attualità controversa che rende difficile qualsiasi previsione sul futuro. Questi alcuni dei temi che saranno al centro del dibattito che il Centro Europe Direct Punto Europa di Forlì, l'Associazione Incontri e il Comune di Forlì auspicano di instaurare con la cittadinanza forlivese, nel lungo ciclo che è iniziato mercoledì 2 marzo ed occuperà molti mercoledì sera sino al prossimo mese di novembre presso la Sala Gandolfi di Palazzo Orsi Mangelli, Corso Diaz 45.

 

Il ciclo, patrocinato dall'Associazione Universitaria di Studi Europei (AUSE) e dalla provincia di Forlì - Cesena, nonché in partenariato con il Centro per la pace "Annalena Tonelli", il Movimento Federalista Europeo (MFE), l'Associazione Europea degli Insegnanti (AEDE), l'ACLI, l'Associazione Forlì Terzo Mondo, la Cooperativa Sesamo e la Cooperativa Spazi Mediani, ha l'obiettivo di stimolare la riflessione e la discussione su alcuni elementi fondamentali della società e della cultura dell'Europa che stiamo vivendo.

 

Attraverso differenti modalità di riflessione offerte al pubblico - seminari di approfondimento, discussioni, film, tavole rotonde e spettacoli - si parlerà anche di diversità politiche, religiose, generazionali, culturali, di genere, progettuali di cui tutti siamo portatori e che costituiscono veramente la principale ricchezza dell'Europa. Il secondo incontro, in programma mercoledì, alle ore 21 in Sala Gandolfi, Corso Diaz 45 a Forlì, affronterà il tema "Le radici giudaico-cristiane di alcuni valori fondamentali della cultura europea" e vedrà la partecipazione di don Erio Castellucci, prete della diocesi di Forlì- Bertinoro; laureato in teologia sistematica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma nel 1988; docente di teologia alla Facoltà teologica di Bologna dal 1988 al 2010 e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Forlì dal 2010.

 

Relativamente ai contenuti di questo seocndo incontro, don Erio castellucci ci dice: "Benedetto Croce, nel suo famoso saggio "Perché non possiamo non dirci cristiani", colse con chiarezza la genesi cristiana di alcuni valori di base della cultura italiana, che sono sorti dal Vangelo, hanno dato vita a pensiero, prassi e istituzioni, ed hanno preso forma e identità anche svincolandosi poco alla volta dalla loro paternità ecclesiale. La conferenza, ispirandosi all'intuizione di Croce ma estendendola ad alcuni valori della civiltà europea e al contributo ebraico, intende mettere in luce l'apporto giudaico-cristiane ad acquisizioni come la dignità di ogni uomo, il concetto di persona, la categoria di laicità, il concetto di democrazia e la coniugazione tra il principio di sussidiarietà e quello di solidarietà."

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